Sei singol?

post 48

Stasera mi sento davvero cotta a puntino, non lo è il mio cervello, piuttosto il mio corpo, ma va bene così perché mi sono presa un po’ di carica emotiva e mentale oggi, quando passi dei bei pomeriggi e c’è qualcuno che trasforma le lacrime in sorriso, allora siamo messi bene, la vita si può tollerare.

Quindi posso permettermi anche un po’ di polemica. 

Oggi punto a Facebook.

Eh, che bersaglio facile, come sparare sulla Croce Rossa, però. 

Che poi il mio vero bersaglio non è Facebook. Nessuno è obbligato ad avere un profilo social. Non è che la gente per strada non ti saluta se non lo hai o cose del genere. Solo che ammetto che per me è comodo: comodo per il lavoro, per la scrittura, per le notizie (poi io metto in cima alla sezione notizie solo alcune cose che mi interessano, tipo case editrici e blog letterari eccetera, il mio Facebook è noioso, dice Little Boss, che invece siccome ha meno di 50 anni non ha Facebook, ma Instagram, il social che conta, dice). E quindi nulla, ho Facebook, lo uso, chiedo amicizie e do amicizie. Ma a volte capitano quelli che, amici di amici, ti chiedono l’amicizia e dopo 4 secondi netti dal momento in cui gliela hai data partono con Messanger. Alcuni sono solo cortesi del web: grazie dell’amicizia, bentrovata. Altri sono decerebrati. Messaggio tipo: ciao, superbellissima, mi piacerebbe conoscerti. E quindi se non mi conosci da cosa hai dedotto che sono superbellissima? Da quella foto in croce che ho sul profilo, io e Little Boss al matrimonio di mia sorella, io con i baffi finti e lei con la pipa? Io le foto le detesto, quindi sul mio profilo devi scavare a lungo prima di trovarne, che è più facile, molto più facile, che nelle foto in cui Ci sono io, ci sia la copertina di un libro. 

Oggi invece questo la fa un po’ più lunga. Prima mi chiede se sono parente di X. E perché mai? Ma rispondo cortese. Poi si scusa. Di cosa? Che mi ha scritto, dice. Vabbè, gli rispondo, mica mi hai dato un ceffone, stai tranquillo, buona vita. 

E qui parte all’attacco: sei divorziata? Sei singol? (giuro, scritto così).

Rispondo: né l’uno né l’altro (vediamo se capisci che non sono interessata. E mi compiaccio pure del due di picche elegante… Che idiota che sono!). 

Ma ovvio, sopravvaluto. Io mi sa che l’ho di vizio, di sopravvalutare la gente. 

E infatti ecco lì che risponde: ah, sei libera, come me! Magari in cerca di un ragazzo. Esci con le amiche stasera? 

E nulla, qui desisto. Metto il telefono nella borsa e lo ignoro per ore. Proprio non ci penso, grazie al cielo, ho ben altro da fare. 

Ma poi torno a casa ed ecco che il tipo si è fatto pure permaloso. Ecco, scrive, ti ho già rotto le scatole. Non pensavo di darti noia (ho corretto gli errori grammaticali per voi: ringraziatemi, anche i vostri occhi apprezzeranno). 

Così mi impietosisco, e gli dico che ci siamo fraintesi, che non sono single (io lo scrivo giusto, chissà se se ne accorge). 

Ah, fa lui.

Peccato.

Sennò ci provavo.

Ecco, uomini alla lettura: per favore, per pietà, per supplica: non fatelo. Non mandate messaggi a caso alla prima donna che vedete nella schermata Persone che potresti conoscere. Almeno prima date un’occhiata al profilo, che se è una che legge come un treno come me non ve li perdona, gli errori grammaticali.

E non perdona nemmeno il ritardo mentale…

22 pensieri riguardo “Sei singol?

  1. Mi viene in mente la volta che alla scuola serale ho dovuto fare quattro ore, due mie e due per la collega di inglese che mi aveva sostituita due settimane prima che ero malata. Due ore e due ore con una libera in mezzo, che uso per andare al bar e mangiare un toast con una birra. Arriva un gruppo di uomini, si siedono, ordinano, poi uno si alza, prende il suo bicchiere, viene al mio tavolo e chiede, indicando una sedia: “Posso?” “No” “Intendevo dire se posso sedermi qui con lei” “Sì, ho capito. No, non può” Scosta la sedia dal tavolo e si siede. Io prendo le mie cose, mi alzo e vado a sedermi a un altro tavolo. Mi ha guardata non solo con l’aria offesa, che ci può anche stare, ma soprattutto di uno che non capisce cosa stai facendo e perché. Bestiali comunque quelli che se non rispondi entro dodici secondi e mezzo si inquietano/preoccupano/incazzano/stupiscono e attaccano a protestare.
    E’ quella cosa che, dato per assodato che gli uomini non sono tutti geneticamente deficienti, ti induce a dire: ma proprio tutti a me, cazzo?

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        1. Gli scemi ci sono sempre stati a prescindere da Internet, segno che con il tempo le cose non sono migliorate ma per certi aspetti peggiorate.

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  2. Queste persone hanno mezzo neurone in testa e gli difetta anche. Quello che preoccupa è che sono in aumento e ci sono a tutte le fasce di età. I social poi hanno degenerato ulteriormente la cosa. Che poi non è tanto lo strumento in sè, perché se uno è nato scemo tale rimarrà per tutta la vita a prescindere da Facebook o meno, quanto ha dato l’opportunità di ampliare e far vedere la propria deficienza ad un bacino più vasto di persone, cosa che prima non era possibile.

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      1. Sui social c’è persino nome e cognome nella maggior parte dei casi, quindi è ancora peggio 😄

        Diciamo che a queste persone dà sicurezza il non essere di fronte alla persona, ma stando dietro un monitor (che sia di un telefono o di un computer è la stessa cosa) si sentono in diritto di essere “leoni” quando poi la figura che fanno è tutt’altra.

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  3. Capirei se ti avesse chiesto l’amicizia su Badoo, Twoo, Match o anche su Facebook (ma in un gruppo di SINGLE che cercano scopamicizie), ma così di punto in bianco…
    È quella che molti chiamano, erroneamente, l’arte della seduzione, ma che io vedo solo come una molestia (ma innocua, quindi da vaffanculo e dito medio, non da denuncia).
    Sarà per questo che non approccio mai nessuna nella realtà e nel virtuale solo in particolari contesti: se vedi una persona sola, forse è perché desidera starsene in pace.
    Per curiosità: avresti risposto allo stesso modo se il lui di turno fosse stato un personaggio importante/famoso?

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    1. Non è chi, per me, ma come… un personaggio famoso che scrive singol? Forse l’avrei pure sputtanato 🤣ci sono modi eleganti per provarci con qualcuna. Questo è il peggiore…

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  4. bwhuahahahahahahahahahah :’-D

    Partiamo dal fondo: difetti di logica. Gli uomini ALLA LETTURA, non sono il tuo target. E’ a tua figlia che devi insegnare ad insegnare. Queste nuove, splendide, meravigliose generazioni possono INSEGNARE – difetto mai risolto di tutte le vecchie generazioni – ai maschi COME SI FA. Come si fa cosa? Ma tutto! Come si bacia, come si lecca, come si fa sesso anale con una che non lo ha mai fatto, come ci si prova di persona, come ci si prova su facebook, come si capisce se una fa la preziosa ma vuole che tu insista e come invece ti stai spingendo verso il vero (non il termine abusato oggi dalle ragazzine per dire “ti osservo senza comunicare con te”) stalking, come so tocca, come si accarezza, cosa si può dire, cosa risulta ridicolo e a quale età, che al 95% vi piace a pecorina, che c’è un ritmo da tenere e quale, che San Valentino festa commerrrrrciale ma se mi fai il regalo sono felice, idem natale, idem qualsiasi festa comandata e ciò non ti vieta di regalarmi qualsiasi cosa quando vuoi ma che se non ti amo puoi regalarmi i diamanti e non cambierà, ad imparare a leggere gli sguardi, a parlare, a chiedere, ad ascoltare… ecceeeeeeeeeeetera eccceeeeeeeeetera.
    quanderoggggggiovaneioooooo (e pure tu) le ragazze già si limonavano tra loro per insegnarsi. E se serviva prendevano uno e facevano pratica. Ma di solito più grande. Eh bello eh? Facile così. Tu non fai figura con i tuoi coetanei, il tipo si diverte con carne fresca, tutti contenti. Eh si. Ma le MILF disponibili mica c’erano. O rare comunque.
    Quindi: molte cose possono essere insegnate, come fanno i bambini: come si fanno i mambini? I maschi mettono il pisello nella farfalla, ma ai grandi viene grande duro sai? quando sei grande ci viene ancheannoi, e poi viene fuori un liquido che spruzza e i semi vanno nelle uova e poi dopo vengono fuori i bambini dal buco davanti delle donne. Ecco, così si parlano. fuori luogo? poco raffinato? Beh ma ogni cosa può essere insegnata così. persino a rendere quella cosa che hai appena imparato con esposizione più raffinata. E essere posta “a modino”, ma solo dopo che l’hai imparata grezza, che si fa così, proprio in quel modo li.
    Quindi: nessuno che legga questo blog è il tuo target. Quelli non impareranno niente. Sono andati, ciao ciao.
    FORSE e dico FORSE potresti insegnare questa cosa con i rettangoloni e le scrittone, in facebook. Forse.

    A me facebook serve. L’ho odiato e ignorato. Ho controllato la mia reputazione ed ogni informazione a livello atomico. E poi ho dovuto lavorare con gente giovane. Non sanno usare l’e-mail. Non telefonano come noi. Non sanno rivolgersi alle persone con libertà. Gli SMS costano. Spesso non hanno uno smartphone o il credito per usarlo. Usano facebook (usavano) … Ti cercano li, anche se gli hai detto “mandami una mail”. Ed è vero, confermo (per lavoro seguo i cazzo di social per terzi) che Facebook è colato a picco nell’interesse ed uso di alcune categorie sia dopo la minchiata della privacy, sia per il fatto che i “50men” (chiedi a tua figlia) si rendono ridicoli per la loro inadeguatezza al mezzo in ogni modo, e soprattutto perché una volta arrivati, lentamente, hanno reso Facebook il bar sport della lagna e protesta. Su FB ultimamente la maggior parte della gente protesta, brontola, borbotta, sbraita e spara delle cazzate mostruose.
    Instagram è “gioioso”, come dice la mia migliore amica, che ha una web agency. E poi swipe, swipe, swipe, non leggi, guardi. Guardi roba bella. I ragazzini ovviamente lo usano per rovinarsi la vita al meglio: dimenticando che gli altri fanno come loro, postano il meglio e nascondono il peggio, e guardano gli altri e si sentono delle merde perché gli altri sono felici e loro sono infelici e brutti. Quindi grandi selfie di festa, di post-sex, di sex, di ubriacature, di roba di droga varia e frasi-nel-quadrato (qui hai speranza di colpire i futuri uomini oggi ragazzini).

    Notizia: le ragazzine di oggi, molte, scrivono e approcciano come l’uomo che hai descritto. Sono future donne, ma probabilmente a loro passerà. Certo non l’ignoranza, ma magari l’approccio ormonale si. Resta il fatto che la mia ex ha fatto 300 km per andare a sbattersi uno che gli piaceva. Il suo pudore è stato solo “devi baciarmi tu per primo” e poi si sono spaccati di sesso. Si sono insultati per un po’ su FB: lei accettava amicizie di musicisti (lei è musicista) soprattutto se di bell’aspetto. Soprattutto di GROSSO aspetto. Soprattutto di aspetto KAHL DROGO (se non guardi la TV, googla; AKA Jason Momoa, ma in questi panni è diverso). Alla fin fine, pigra cronica, ma attirata dal cazzo è partita. Ricordo: lei ha 22 anni. Ma i social li ha in mano da quando un nokia a cristalli liquidi è diventato uno smartphone).

    Quindi ecco, un breve aggiornamento per te 🙂
    Insegna tutto alla tua figliola.E intendo tutto. TUTTO, no pudore, se non lo hai già fatto e se le va. Ma una cosa potresti chiedergliela: le parli da donna a piccola-donna e le chiedi : con calma, pazienza, magari con dolcezza o comunque non con quell’arroganza velenosa che suona da “sssssFigato” ad ogni nota, di parlare con i maschietti e dire loro quantomeno cosa NON fare. Magari cosa fare. Sarebbe davvero una crescita mostruosa per il paese.

    Oltre al fatto che è vero, le femmine sono più sveglie dei maschi, l’ho visto con la mia nipotina – ma ci si mette anche l’aspetto “formativo” di zero-tradizione-orale ; i maschietti vengono lasciati all’iniziativa personale, mentre le ragazze si istruiscono l’una l’altra, oppure trovano qualche vecchio porco che con dolcezza se le rivolta come dei calzini ma sempre senza farle sentire delle merde. E poi guardacaso arrivano sui 20 che sono esperte, mentre i ragazzini sono dei poverEtti sfigati, goffi, proni a umiliazioni indelebili che non li fanno migliorare mai.

    Cicero pro domo sua? Bah, io mi sono sempre visto brutto (sbagliavo, oggi si, ma un tempo no!) , sono sempre stato uno stecchino (bei tempi!) e non era la “supremazia” nel fisico o nel coraggio il mio punto. Ho sempre dovuto “sviluppare abilità sociali” e leggere bene la faccia della gente, le reazioni. Quindi in parte è stato utile anche nei rapporti con il poco-gentil (in adolescenza) sesso. Ma se guardi bene in quale modo viene formato l’approccio uomo-donna dei maschietti … non ti viene da metterti le mani nei capelli e capire al volo il perché dei risultati? 🙂

    Sul serio, no polemica: ok, a loro interessa il calcio, sembra, Ma spesso con l’approccio giusto si possono trasferire utilissime abilità sociali ai giovani maschi. Ma tu lo vedi fare? Io poco. Quelli sono i futuri imbarazzi per l’umanità. E in casi come il mio, futuri infelici e/o depressi.

    Comunque io sono singol se ci provavi magari ci stavo ma non ho visto la fotoprofilo sul tuo feisbuc, che poi magari è un feik e sei una vecchia di 40 anni, che skifo, con le grinze e magari pelosa.

    Io accetto amicizie solo di persone che conosco o con le quali ho intrattenuto anche un fugace rapporto nella vita reale, su FB. Instagram lo prendo diversamente. L’ho impostato proprio lavorativamente: non sarò specifico. Ma in quel caso non devi “accettare” l’amicizia eccetera; il bon-ton dice che segui chi ti segue… ma io in quel caso CHIEDO, previo controllo estetico, se per caso sono interessati/e a posare.

    Ma me lo sono chiesto: dovrei lasciar viaggiare amicizie del cavolo voltanti per conoscere gente? Donne, si. Non so, me lo sento squallido come andare a bar. In un certo modo la vita ti fa sbattere addosso alle persone giuste, mi pare… ma se resti chiuso nel tuo guscetto… non sbatti da nessuna parte. Quindi boh, magari sbaglio io.

    Ma non so: io non credo che avresti affrontato un approccio via FB diversamente, se fosse stato posto diversamente. O si? Lasci aperta questa porta? Famme capì

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    1. Sintetico, in effetti, si.
      Non lo so, nessuno su Messenger per ora mi ha contattato in modo diverso. Quindi non posso rispondere alla tua domanda.
      Lascio aperta quella porta?
      Perché , le altre sono meglio?
      Ci sono porte da lasciare aperte e porte da chiudere?
      Ci sono porte?
      Le persone non bussano per entrare nella tua vita, se vogliono entrare entrano perché le porte non sono selettive, non guardano le persone in faccia e dicono: tu sei bello allora si, tu sei brutto allora no.
      Come funzionano, le porte? Non lo so.
      Ti posso anche dire che ho avuto delle bellissime conversazioni con persone che ho conosciuto sui social. Alcune alla fine si sono trasformate in vere e proprie amicizie, che durano ancora, persone che ho incontrato in carne e ossa. Altre sono durate anni e non le ho mai incontrate.
      Ti posso anche dire che sono uscita con uomini molto belli, conosciuti nella realtà, ma non sono riuscita a parlarci per più di dieci minuti.
      Ti posso anche dire che quel tipo di approccio che ho scritto qui l’ho ricevuto anche dal vero, faccia a faccia, e non l’ho trovato diverso.
      Ti posso anche dire che forse hai ragione, le nuove generazioni dovrebbero insegnare eccetera. Ma che io no, io sono stanca di dover dire alle persone di cosa ho bisogno. Le persone ti danno quello che hanno, quello che vogliono loro, mica quello che voglio io. Se non ci troviamo, ognuno per la sua strada.
      Magari è questa mia visione che non fa avere relazioni sane. Ma ho 40 anni, sono vecchia, non credo di aver voglia di cambiare questa visione.
      Posso anche concludere dicendo che se decido di chiudere alcune porte rischio di chiuderle tutte, sono fatta così, che posso farci?
      Ma forse non sono ancora sveglia, stamani?
      Probabile.
      Mi sono svegliata con la luna di traverso…

      "Mi piace"

      1. THE TRAVERS MOON, dunque. 😀
        😀
        Dah, comunque non mi hai affatto risolto il problema “lasciamo aperta la porta dei social” 😀
        ok ci posto un post che si posta nei post, così non ti rubo del post qui

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