Cucinare

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Ho invitato per domani sera a cena mia sorella con suo marito e mia madre con la sua compagna. Ogni tanto mi toccano anche queste cose. Nel senso, vedo tutti più o meno volentieri, ma il mio grande dilemma è: CUCINARE. 

Ora, non è che per 40 anni io abbia solo aperto scatolette di tonno e scaldato 4 salti in padella, anzi. Quando stavo con il mio ex ero proprio l’emblema della C.P. (Casalinga Perfetta). Da brava CP non solo pulivo e riordinavo casa ogni giorno, ma ero regolare con i bucati, usavo ancora il ferro da stiro, ma sopratutto cucinavo. Cucinavo di tutto, dal cinghiale al pane, credo di aver fatto la marmellata con ogni tipo di frutto, anche i limoni e perfino i peperoncini, d’estate facevo la conserva, adoravo fare i dolci e i biscotti (mia figlia da piccola adorava mangiare quelli fatti in casa), senza contare le piccole coltivazioni da giardino: salvia, menta, rosmarino, basilico, timo… 

Insomma, la cucina era il mio Regno, come ogni CP. Grembiuli, presine da giorno, tovaglie, tendine. Ero contornata da un sacco di quadretti, fierellini, insomma ero una versione moderna di Biancaneve nella casa dei nani. 

Ma, come ogni brava bulimica di vita, questo vestito così anni ’50 ha cominciato a cedere sulle cuciture. 

E ora sono l’esatto opposto. Cucinare è il mio dilemma. 

Ma siccome lo so fare, mi armo di pazienza e mi anticipo, che domani sarò a lavoro fino a tardi e potrò fare ben poco. 

Quindi inizio a impastare il pane, ché a mia figlia piace allo zafferano, poi metto a cuocere le verdure per lo sformato, ché la compagna di mia madre è vegetariana, infine preparo la salsa per la pasta (sublime assemblaggio di melanzane, pomodori secchi e mozzarella di bufala, una ricetta che ho fregato al Ristorante). Sforno il pane e ha un profumo delizioso, dovrò tenerlo alla larga dalle zampetta golose di mia figlia, penso già a come fare quando arriva un messaggio su WhatsApp: mia madre.

Siccome casa tua è piccola e sai che Teresa (la compagna) non si sposta volentieri da casa, e siccome ho appena fatto le verdure ripiene al forno, che sai quanto piacciono a tua sorella, e siccome tu lavori, poverina, hai poco tempo, io invece sono in pensione, lo siamo entrambe, io e Teresa, e poi ho appena comprato il gelato alla nuova gelateria sotto casa e tu sei così lontana!, si scioglie tutto se lo porto a casa tua, dicevo, perché non la facciamo a casa mia, la cena? 

Due secondi di sospensione mentale, mentre giro le verdure già pronte con una mano e il sugo con l’altra, e il telefono lo guardo da lontano.  

Perché no, mamma? Una bella idea! Grazie! (faccina sorridente)

Contraddirla? Mai! Piuttosto cinquanta giorni di galera in stile Conte di Montecristo. 

Lei risponde con un pollice in su. 

Io con il bacio.

Esco da WhatsApp.

Guardo la cena di domani già quasi pronta. 

Guardo l’orologio: tra poco arriverà Little Boss. 

Il mio pane le piacerà un sacco.

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