Non andare a letto alle otto e un quarto…

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Quello che dovrei fare stasera: primo: non andare a letto alle otto e un quarto. 

Poi: il Mentore è in crisi: rispondi al Mentore. 

Ancora: rispondere a una mail. 

Continuo: non andare a letto alle otto e un quarto.

Sono giorni pesanti come un macigno e tutto quello che riesco a fare è la spesa del Disagio con Little Boss: nella busta presa al mini market sotto casa ho infilato: due bottiglie di birra, uno snack al salame, due confezioni di biscotti al cioccolato, tabacco, cartine e filtri. Poi ho guardato il ragazzo alla cassa: ma non c’è davvero nulla che non faccia male, qui… 

A volte ci vuole, magari, ha risposto. 

Mi hai letto nel pensiero, Ragazzo del mini market. 

La spesa consolatoria per una giornata pesante. Ho evitato anche di fare un parcheggio azzardato perché nelle giornate pesanti non si sa mai…

Chi c’entra in questa pesantezza? Bah, alla fine ci sta un sacco di gente, stavolta. 

Ci sta l’Amico Speciale, che beve un bicchiere di troppo e si dichiara. 

Ci sta il mio capo che mi chiede troppo (per ora, per me).

Ci sta il mio ex, che litiga continuamente con mia figlia e sono preoccupata e non so cosa fare. 

Ci sta pure il vigilino che mi fa la multa per divieto di sosta mentre lo supplico – sto andando via, ti prego

Ci sta la tizia dell’ospedale che mi chiama per un esame che non va bene.

Ci sta TDL. Lui ci sta sempre. Che mi scrive che si è innamorato (aggiunge cazzo, che sia più chiaro possibile che non lo voleva) e che ora sta male a vedermi così. Poco sorridente. Vede nei miei occhi il male che mi ha fatto. Si scusa. Mi ringrazia. Ed ecco che a me scoppia la vena: la giornata stava già precipitando da sola, anche senza il suo aiuto. Ci provo a trattenerla, la rabbia, ma no, sono arrabbiata, anche se so che non ha senso scaricare tutta la colpa su di lui, incolparlo del mio dolore e farlo stare male, che tanto il mio star male basta per entrambi. Mi dice che basta dirlo e lui sparisce. Allora non ci vedo più e invece di dirgli sì, sparisci, non voglio più sentirti nominare, gli dico Come hai potuto farmi questo? Tu che sapevi, tu che mi dicevi che ero fragile, me lo dicevi tu, fanciullo, e poi mi hai creato una speranza  solo per togliermela. Come hai potuto?

Non lo so, dice. 

È stato onesto. Ok. Io la apprezzo, l’onestà. E la colpa è mia che sono fragile, la colpa sarà mia se dirò: sparisci. L’avrò voluto io. Hai chiuso il cerchio, TDL. 

E la stanchezza e il dolore si vede che lo incanalo tutto in un punto solo, sulla scapola destra, a volte ho delle fitte assurde e siccome sono anni che questo dolore mi accompagna, io lo chiamo la Carogna che ho sulle spalle. E stasera la Carogna si fa sentire. Mi alita sul collo. 

E che la mia vita sta andando un po’ come sta andando lo vedo solo guardandomi in giro: vestiti appoggiati ovunque, la pila del bucato che cresce, il rubinetto del lavello che sgoccia da mesi e ancora non l’ho cambiato, i tergicristalli della macchina idem ( a mia discolpa dico che me ne accorgo sempre quando piove e poi non ho voglia di farmi il bagno per sostituirli, perché comprare l’ho comprati), un piccione che ha fatto il nido nella cappa d’aspirazione del bagno e la mattina duetta con Little Boss, le verdure nel frigo che chiedono di essere cucinate, il mio corpo che chiede una pausa…

Un risultato però l’ho ottenuto, almeno per stasera: sono quasi le nove e ancora non sono a letto. 

E poi magari rispondo al Mentore. E scrivo la mail…

13 pensieri riguardo “Non andare a letto alle otto e un quarto…

    1. Mi sa che ho un problema grosso per la lotteria Walter, che non è solo la mia proverbiale sfiga dalla nascita: non gioco mai. Strano a dirsi, ma è uno dei pochi vizi che non ho. Lo compenso con altri mille, ma quello no.
      Il principe, invece, mi farebbe comodo, grazie, Principe Azzurro, se ci sei batti un colpo, ma battilo forte che magari sto pensando a Testa di Legno e non ti sento.
      Ovvio che non sono stucchina (termine toscano, perdonamelo) sul colore: me ne basta uno, anche neutro.

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  1. No, il primo non è non andare a letto alle otto e un quarto di sera: il primo è concedere quella tregua al tuo corpo. Per me per esempio questo coincide con un bel bagno caldo con sali oli e bollicine, e una candela profumata e qualcosa di adeguato in sottofondo, a volume bassissimo – per me può essere l’adagietto di Mahler col tasto repeat. (o un’intesa sessione di coccole, ma quella è un’altra storia, e soprattutto non è autonomamente producibile).
    Per me invece il primo sarebbe di riuscire a non andare a letto alle otto e un quarto domani mattina, ma quella è un’altra storia ancora.
    Io comunque dopo un gran pianto mi sento molto meglio: tu no? Dico quando proprio ti piangi fuori tutta e ti squassi senza ritegno e riesci a piangere anche per quella sberla di trentacinque anni fa che non te l’eri meritata proprio per niente per non parlare della maestra stronza che ti ha dato un castigo quando invece era stata la tua compagna di banco a cominciare. Praticamente una palingenesi.

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    1. 🙂 questo tuo commento mi era sfuggito, WordPress fa un po’ come gli pare per le notifiche..
      A me piangere non fa stare meglio: illustri psicologi hanno studiato il mio caso senza capirne il perché. Detesto piangere perché mi porta a piangere sempre più e a riempirmi di dolore invece che svuotarmi. Mi sa che mia madre mi ha montato qualcosa nel verso sbagliato…

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  2. A parte il vigilino e la carogna sono tutte cose che hanno anche un’altra faccia. Se giri la medaglia vedrai che non è male che l’amico speciale si sia dichiarato (c’era da aspettarselo) ne’ che il tuo capo vorrebbe di più da te (forse ti stima) ne’ che TDL si dica innamorato, cazzo (a meno che non si sia innamorato di un’altra)
    L

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    1. 🙂 bello questo tuo rovesciare la frittata 🙂 – anche questo commento WordPress me lo ha negato finora… vabbè – In effetti sì e no. E solo questo posso dire ora: sì e no… aspetto ancora che accada qualcosa, o meglio, che io faccia accadere qualcosa. Per TDL: le parole sono facili da pronunciare, e scriverle è ancora più facile. Non mi sono mai fidata di chi mi ha detto Ti amo. Ma ci sono delle volte che l’ho sentito invece, grazie al cielo. E con lui non ho più la possibilità di capire se quello che dice è vero o no…

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  3. In certi momenti della lettura…mi sono sentito fortunato. Eppure questa mail mi ha fatto tornare la serenità…rispetto all’ ultima…ha tutte le conferme che meritano i grandi oratori…non confendere mai .
    Le cose necessitano di tempo…il tuo miglior tempo..ogni cosa riesce solo attraverso ogni momento migliore di noi. Sei una forza della natura.

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