E finalmente…

 

post 84…dopo lunga e penosa malattia (mentale, per essere precisi), ho terminato il racconto per la raccolta sui disturbi di personalità.  Addio Narcisista! Covert, ricordo.

E questo pezzo l’ho scritto proprio male. Nel senso che mi sono dovuta contorcere dentro ai paletti imposti da altri, se mai ci si può contorcere nei paletti, ma io mi sono sentita così, mentre scrivevo, storta, innaturale, non ero nella mia posizione. Perché sulla sedia ci sto come un indiano (d’America), ma nei racconti ci viaggio dritta come un fuso. E ho dovuto rinunciare al bellissimo finale che avevo sognato (sognato! Capite?? Ma quando mai un Segnofu più chiaro di questo?) per metterci un finale non banale come mi avevano quasi imposto, ma comunque non adatto alla mia piccola Arianna. Perché la miaArianna era partita alla grande. E poi si è rimpicciolita dentro ai tasti, fino quasi a scomparire.

Ora, io non lo so se tutto quello che sto scrivendo ha un senso per voi. Ma lo ha per me.

Da una parte sento la liberazione di un compito ingrato (che all’inizio non lo era, ma lo è diventato con il tempo), dall’altra sento di aver tradito la miapiccola, di averla portata su una strada che non le appartiene. O meglio. Che non le dona.

E poi non contiamo che ho scritto senza aver riletto nulla. Improvvisando alla grande. Io. Che sui miei personaggi ci perdo il cervello venti giorni prima di iniziare davvero a scriverci su.

Ma tant’è.

Il dado è tratto.

Per ora.

Poi ci sarà la parte ancor meno divertente: la revisione. Una roba allucinante se seguo le norme redazionali della casa editrice (che oltretutto detesto. Nel senso che detesto le persone proprio, non mi stanno simpatici a pelle, diciamo così, non approvo le loro scelte da nessun punto di vista e cose del genere).

Ma per stasera non ci penso.

Ho altre cose a cui pensare.

Tante cose.

Anche se ora per me dovrebbe essere l’ora della nanna, con tanto di pigiama e coniglietti ai piedi, con tanto di borsa dell’acqua calda come una novantenne, mica dovrei essere qui, ma tanto per cambiare la logica si scinde dal mio neurone e forma una società a parte, dove vivono gli unicorni e dove io non mi alzo tra poche ore.

Forse stasera sono riuscita a finire il racconto perché ho letto l’oroscopo del 2019 per il mio segno.

Me ne stavo al Ristorante a perdere tempo durante la lezione di yoga di Little Boss e ho fatto una cosa che di solito evito: ho letto il giornale. La prima notizia che ho letto è stata quella del primo bambino nato a Pisa del 2019. Peccato che aveva genitori livornesi che non hanno voluto foto del pargolo nato in terra straniera. Il campanilismo toscano. Una vera chicca.

Poi ho letto quella del tizio che mette al guinzaglio la sua donna per gelosia e la trascina per mezzo quartiere fino a farla svenire.

Quindi mi sono buttata sulle pagine centrali: oh, God saves the horoscope.

Il mio oroscopo dice che il 2019 sarà così: si chiude una porta e si apre un portone. MP me lo aveva detto giusto ieri. Forse è MP che fa gli oroscopi per il mio quotidiano locale. Sei tu MP? Puoi dirmelo. Sul serio.

Ma mi ha anche detto: tante soddisfazioni lavorative, nuove proposte e un aumento. E siccome avevo il mio capo accanto quando l’ho letto (a voce alta) e lui si è girato e ha ringhiato, immagino si riferisca all’altro lavoro, quello non pagato. Tante soddisfazioni eccetera. Senza aumenti. Mi accontento.

E così stasera ho deciso di dar retta all’oroscopo e darmi da fare. Che non dovete aspettare che il Destino vi porti la minestra scodellata (parole sue): scodellatevela.

Ed ecco che provo a scodellarmela. E magari domani faccio i reinvii alle riviste che me lo hanno chiesto.

Che sennò alla fine hanno ragione i miei colleghi: io scrivo solo sulle torte di compleanno e sulle Sacher…

Annunci

Oroscopo postumo

Post 47

Oggi è venerdì. Ed è da domenica che non scrivo una riga…

Non credo di essere mai stata così tanto senza scrivere nulla, negli ultimi mesi. 

È stata una settimana di cose belle. E brutte. Di incontri. Ed esami. Di abbracci. E pessime notizie. 

Se fossi una che scrive oroscopi scriverei più o meno così: Bilancia, settimana di alti e bassi, dovrete dimostrare di avere coraggio e guardarvi dai falsi amici. I vostri problemi finanziari vi tormentano, la salute non è poi un granché, ma non scoraggiatevi, il passaggio di Saturno (se c’è qualche astrologo presente mi scuso per l’invenzione) è solo temporaneo. Mercoledì riuscirete a incontrare un amico che aspettavate da tanto… e basta: accontentatevi. 

Ma infatti io ci sto, nonostante le pessime notizie, potrebbe andare peggio. 

Pare proprio che appena compiuti i 40 (cosa che paventavo già da un po’, come avrete letto) il declino della salute sia consequenziale. Per me, almeno. Dopo anni di esami andati bene, dopo anni a dire: ma chi mi ammazza a me!, ecco che invece mi trovo addosso una cosa che, se è vero che non mi ammazza, però mi rompe parecchio le balle. 

E quindi, anche se dopo due giorni, ormai, sono decisamente più positiva (anche perché moooolto meglio informata), qualcosa dentro di me si muove quando un medico mi parla di cellule tumorali. È uno spauracchio, lo so, è come l’Uomo Nero di quando ero bambina. Ma insomma, io, mi dicono, sono un soggetto a rischio. Che alla fine la sfiga è la sfiga, no? E le cattive abitudini di vita lo stesso. Come ho detto al medico, so benissimo cosa sto facendo per autodistruggermi. E anche se mi continuo a dire che non è nulla di grave, anche se la dolce infermiera mi dice: stai tranquilla, eh!, tranquillissima ora non lo sono, saranno anche tutte quelle cose che si accavallano e che mi rendono un po’ più stanca ogni giorno, sarà che non ci avevo ancora scritto su, forse, che dopo aver ticchettato qui per un’ora mi sento sempre meglio (ve lo dico la prossima volta se ha funzionato, ok?). 

Ma (avversativa).

Come diceva il mio oroscopo postumo, ho avuto anche dei bei momenti. Ho incontrato il Nuovo Amico Atipico. Ci siamo scritti e sentito per tanto e vederci è stato esattamente come immaginavo. Il NAA è divertente. Un oratore, quando ne ha voglia. O quando io gli lascio spazio… sembrava che dovessimo dirci un milione di cose, eppure abbiamo avuto anche lunghi momenti di silenzio. Che poi, anche il silenzio tra due persone, va saputo fare, no? Non vi è mai capitato di avere minuti lunghissimi e imbarazzanti dove nessuno dice niente all’altro e l’aria si fa pesante e, finalmente, quando uno dei due si decide ad aprire bocca viene fuori qualcosa che stona, qualcosa che sembra il grattare cambiando marcia? 

Ecco, invece, con il NAA tutto questo non è successo. I nostri silenzi erano momenti di relax, e se uno dei due apriva bocca, poi, era come inserire perfettamente la prima. 

Quindi, dai, lo ammetto: alti insieme ai bassi.

Resta solo questa fiacchezza. La sento anche nelle parole che ho appena scritto: sono fiacche pure loro, senza energia. 

Ma l’oroscopo postumo dice che tutto migliorerà. 

E perché non crederci?