L’immagine (Baciami ancora)

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Stasera ho messo su una compilation d’amore. Che cosa strana, per me, non ascoltare, che so, i Nirvana, o i Blink, o i Muse, o… vabbè, è chiaro. Invece qui c’è De Gregori, i Tiromancino, tutte canzoni che conosco, intendiamoci, ma che di solito non cerco. Chissà cosa mi ha portato, stasera, in questi lidi estremamente romantici e, sì, anche un po’ tristi, ammettiamolo. Perché le canzoni d’amore sono sempre tristi? Ma l’amore non dovrebbe essere felicità? O magari è solo una percezione, quella della tristezza delle canzoni d’amore. Una percezione di assenza, dico. Qualcosa che c’è solo in alcuni attimi e poi magari quando ascolti la canzone ti ricorda la felicità che hai provato e in quel momento non c’è.

Ma mi sto attorcigliando nei miei pensieri.

E in realtà c’era una cosa che volevo dire, scrivere, cioè, qui, che mi frulla in testa da questa mattina (o forse era ieri sera? Non riesco a definire il Tempo esatto, stavolta, perché il mio weekend con lo Shogun è stato come essere in una bolla, una cosa che ho conosciuto solo per la scrittura. Parlo della bolla. Spesso quando scrivo sono in una bolla, senza Tempo e senza Spazio, ma nella vita vera, nella vita reale, dico, non è cosa comune, che io dimentichi dove sono e quando sono).

Dicevo.

L’immagine.

Ne parlavo allo Shogun in un momento indefinito di questo weekend. Ma ricordo il luogo preciso e la luce precisa del luogo in cui l’ho detto. Conta?

Comunque l’immagine prevede una me che cammina lungo una strada piena di negozi (che magari io devo proprio andare in un negozio a comprare, che ne so, una sciarpa. O una pochetteper un matrimonio. Ma non è affatto significativo, questo). E mentre cammino, a lato, appoggiati a un muro, ci sono due persone che si baciano. Io non è che li fisso, continuo a camminare. Mica sono una guardona. Faccio pochi passi e dall’altro lato ecco altre due persone che si baciano. E la strada a un certo punto è costellata da coppie che non fanno altro che baciarsi, ferme ai lati, mentre cammino.

Tutti che si baciano.

E io penso che questa sia l’immagine della felicità. Camminare in una strada ricoperta d’amore. Meglio delle illuminazioni natalizie, no?

E questa bella immagine mi accompagna da stamani. O era ieri sera. E ci sono cose che a volte non puoi ignorare, cammini e loro camminano con te, pieghi il bucato e sono ancora lì, fai la doccia e non ti si lavano via. E quello che non posso ignorare è la sensazione che mi dà questa immagine, perché ora la sento mia, la riconosco, la sento, e va di pari passo con le oreche passo a parlare con lo Shogun, quegli occhi dentro gli occhi, quel vizio di perderci dentro alle parole, interromperle e ricominciare, quel bellissimo tradimento della coerenza, del filo logico di ogni cosa, dello Spazio, e del Tempo, delle nostre vite. Del mondo.

Mi lascio ancora solo questa notte. In cui spero di sognare di camminare lungo una strada piena di negozi…

 

Sì, ok. La musica ci mette del suo

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