Aggiornamento veloce e senza fronzoli

Avrei tanto voluto annichilire il mio cervello con la serie tv che sto seguendo, Castle Rock, liberamente inspirata ai racconti e ai romanzi di King, ma forse, e dico forse, mi serve la famosa Pettinata al cervello. Pettinarmi il cervello significa semplicemente riordinare le idee, metterle in fila, servire sul vassoio in modo ordinato tutta la maledetta carne al fuoco che ho.

Che poi alla fine mica è tanta, mica è straordinaria, ma il mio neurone fa così, si spaventa, quando esce dalla Zona Confort è tutto elettrizzato. Perché, come diceva la mia Psicologa, essere Fuori dalla Zona Confort è la Mia Zona Confort….

Ho un trasloco in corso. Il mio decimo? Ho perso il conto. Sono la Ragazza con la Valigia, come ho detto a un tizio due giorni fa al supermercato. E non chiedetemi perché mi sono lasciata andare a queste confessioni al super: deve essere lo stress. 

Nella casa nuova ho otto milioni di miliardi di cose da sistemare e buttare, tanto che della vecchia casa non mi preoccupo: le cose da inscatolare e trasportare sono diventate una bazzecola. 

Va da sé che il mio Capo non mi dà le ferie come aveva promesso. Una settimana fa è andata in iperventilazione e mi ha chiesto di insegnare al collega di turno a fare i biscotti (!) : perché quando non ci sarai più, ha aggiunto. 

E mica muoio, che cazzo!, ho risposto.

Sì. Ma le ferie…

E poi ecco lì che mi dice che non le posso prendere per due settimane di fila. 

E come le prendo, a rate? 

Così siamo rimaste che le prendo solo tre giorni e per il resto farò orario ridotto. 

Intanto l’Amico Speciale invece le ferie se le può prendere di fila e lui le ha chieste anche per me. Il Testosterone ha decretato che sarà lui a imbiancare la nuova casa. Io non ne sono capace. Lo stesso dicasi per le piccole riparazioni all’impianto elettrico, per smontare lo smontabile, per portare i mobili fuori da casa per farli smaltire. 

Il mio Ego ne risente, ma siccome mi sembra di guadagnarci non voglio lamentarmi. Io sono tanto brava s organizzare, mi sto buttando (a capo fitto) su quello. Il Lavoro al Testosterone, l’Organizzazione a…Quale è il contrario? Estrogeni? 

Da zero e mille. È il motto della mia vita. Da Zero cose da fare, da un po’ di noia, al Mille cose da fare, a non dormire la notte. Ma tanto, come diceva la mia Psi, la mia Zona Confort…

Inoltre la notizia dell’anno (anche quella di quello passato) è il Ritorno in Patria di Ale (per Ale, vedere QUI, qui, qui). Per Ale vedere nel mio cuore, anche. Un posto un po’ difficile da raggiungere, lo so. 

Sono iperventilata, sopraffata, malnutrita e stanca. 

Ma so che questo sarà un anno di meraviglie.

Non so come riesca a pensarlo, visti i casini che riaffiorano come la muffa dai muri (metafora non a caso), ma lo so. Sono ottimista.

La termino qui. 

5 pensieri riguardo “Aggiornamento veloce e senza fronzoli

  1. Un trasloco è equiparabile a un lutto se è imposto, a una rinascita se è scelto, non importa quanto faticosa la parte materiale.
    Il mio primo è stato scelto, ed è stato felicissimo. Il secondo imposto ed è stato drammatico (ho perso in pochi mesi metà della vista, tra l’altro). Il terzo imposto, ma la tizia che ha comprato l’appartamento in cui abitavo, dato che mancavano quasi tre anni alla scadenza del contratto, ha proposto di provvedere lei alla ricerca (c’era anche un marito, uno di quei meravigliosi eterni bambini che non puoi non amare ma su cui è chiaro che non potrai mai fare affidamento. Della tizia, se il cannocchiale funziona, ho scritto qui http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2007/11/28/vita.html). Per fortuna tutti quelli che via via trovava, e che sulla carta parevano spettacolari, li abbiamo visitati insieme, per cui non ho avuto bisogno di darle spiegazioni per il fatto di rifiutarli (uno, presentato come 130 mq e con affitto ragionevole, l’ho dettagliatamente descritto a un amico, il quale alla fine della descrizione ha risposto: “Ma i topi c’erano?” Effettivamente no, era l’unica cosa che mancava). Alla fine ne ha trovato uno che andava bene, ed è stato un trasloco felice. L’ultimo, fatto a 64 anni, è stato sceltissimo e sognato da anni, ed è stato meraviglioso. (Anch’io sono stata consistentemente aiutata dal mio tizio dell’epoca, e non avrei potuto farne a meno, sia perché mi dovevo spostare di oltre mezzo migliaio di chilometri, con un appartamento di oltre 100 mq pieno come un uovo, sia perché ero reduce abbastanza fresca di un drammatico investimento che mi ha lasciato numerosi danni permanenti, fra cui quelli neurologici, per cui guidare per tutta quella strada senza potermi fermare perché dovevo arrivare prima dei camion, era davvero superiore alle mie possibilità).

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