Strafalcioni da Covid

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L’altro giorno Little Boss mi leggeva alcuni messaggi sul suo gruppo di classe. Strano ma vero, questi tredicenni discutevano di politica.  Un Ragazzino in Particolare criticava aspramente Conte e agognava la riapertura di tutte le attività commerciali per evitare la povertà, visto che i soldi promessi non sono arrivati. Un altro ha risposto che ci doveva essere un equilibrio tra riaperture e sicurezza. Insomma, difficile non leggere in queste parole quelle dei genitori dei suddetti ragazzini, che io conosco. Ma vabbè, funziona così, si sa. Se adesso Little non è una fan di Salvini un motivo ci sarà. Ma il discorso non è questo. Il Ragazzino in Particolare a un certo punto ha scritto che per evitare il contagio basta che non siano assemblamenti. Little rideva come una matta, io pensavo a qualcosa come le mie Barbie da piccola, che mutilavo e decapitavo solo per poi rimetterle di nuovo insieme. Ok, dura da digerire che alle soglie di un esame di terza l’italiano ancora tentenni, ma dopotutto sono certa che anche io abbia spesso scivolato sulla lingua, in quel periodo.

Ma il caso italiano distrutto e strafalcione detto non si limita certo ai tredicenni. E così a Roma appare un cartello ai cancelli di un parco dove, anche lì, si vietano assemblamenti. Forse non vogliono che i ragazzini ci portino le Barbie suddette o, chissà, la Lego.

C’è anche l’altro tema, quello del C’è la faremo. Che se (purtroppo) si vede a qualche finestra o sulla bacheca di Facebook del dirimpettaio, allibisce leggerlo sulla bandiera di Razzi. Ora… se è vero che il correttore automatico del nostro telefono predilige il c’è al ce, innescando a volte qualche errore involontario, se lo scrivi su una bandiera ci devi mettere dell’impegno, ci devi pensare. È lo stesso discorso dell’hanno e dell’abbiamo: se in un messaggio ti può scappare una h e scrivi anno è sì certo grave, ma può essere una distrazione; se scrivi habbiamo, cacchio, ci hai pensato! Ignorando il correttore, a questo punto.

Ma gli strafalcioni da Covid non finiscono qui. Il più famoso a questo proposito è il sindaco di Boscoreale, il cui video avrete sicuramente visto. Un concentrato di ilarità! Si parte dal Coronarovirus, si passa dalle Fuck news (era forse un messaggio in codice?)e si approda parlando di sieropositivi riferendosi ai pazienti Covid. Io questo tizio lo amo già.

Ma non ci sono solo gli errori di lingua. Molti politici, virologi, filosofi e chi più ne ha più ne metta si sono lanciati verso il complottismo, il negazionismo e hanno messo in campo strane ironie. Di Trump avevo già parlato, del suo rimedio del disinfettante in vena (ironia, dice, ok, prendiamola per buona), ma sullo stesso piano ci si è messa la signora Bruni, che dopo aver finto un attacco respiratorio, si è poi messa a ridere dicendo: scherzavo! Beh, davvero di pessimo gusto, questi scherzi. Ma io dopotutto non ho il senso dell’ironia.

Concludo con qualcosa che fa male al cuore, e che ha fatto male soprattutto ad Ale. Lo scrivo per te, Ale.

A causa del Coronavirus è morto, come sapete, Sepulveda. Quando Little era piccola credo di averle letto tutti i suoi libri con sincero divertimento. Per me, lettrice grande, forse erano un po’ troppo ripetitivi (tutti questi animali insieme, uff), ma la morale era semplice e mai tropo scontata (certo, parliamo di bambini). Insomma, mi è dispiaciuto tanto. Ma mai quanto sentire che aveva scritto Cent’anni di solitudine. Come si fa a confondere Sepulveda con Gabo? Mah, ai posteri l’ardua sentenza.

Ma non mi stupisco più di nulla. Ieri sera cazzeggiando sul web ho incontrato un sito di recensioni. C’era una pagina su L’isola di tesoro. Di Henry James! Mi sono chiesta da dove diavolo potessero aver tirato fuori questa info. Forse James ha scritto un libro dal titolo simile (che io non conosco)? L’isola del giorno dopo? Perché l’isola del giorno prima è di Eco. Poi, aguzzando la vista, ho capito l’inghippo: l’edizione Mondadori del suddetto romanzo ha in copertina la scritta: con un saggio di Henry James. E ok… magari quello è stato solo un errore del sistema. Spero.

(Anche loro avranno riso a crepapelle:

 

16 pensieri riguardo “Strafalcioni da Covid

  1. Tutte le volte che leggo articoli del genere, mi ricordo perché rifuggo da anni telegiornali e televisione in genere. Mi cerco le mie notizie dove dico io, così mi evito di farmi il sangue amaro con tutte le boiate che la gente dice. Non reggo che ci sia tanta ignoranza nel mondo, soprattutto poi nelle “sfere” che dovrebbero prendere le decisioni.
    Però, so anche che questo comportamento è un po’ nascondere la testa sotto la sabbia.

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