Alla ricerca del dentista perduto

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La prima volta che ho visto un dentista avrò avuto otto anni.

Avevo un dente cariato, così diceva mia madre, io non sapevo nemmeno cosa fosse una carie, avevo perso quella puntata di Siamo fatti così evidentemente. Per sua fortuna (di mia madre) anche mia sorella aveva un dente cariato, così prese i due piccioni (io e mia sorella) e ci portò da un tizio dell’asl (che forse ai tempi si chiamava usl, o forse in un altro modo ancora). Il Tizio dei Denti ci squadrò la bocca rapidamente e sentenziò: sono denti da latte, signora, non ci facciamo nulla, tanto poi cadono.

Da quel momento non ho più visto un dentista per anni. Fino ai 23, per l’esattezza. Vuoi che i miei non avevano i soldi per pagarci un apparecchio, vuoi perché (fortunatamente) non ne avevamo avuto più bisogno per altre carie.

Ma a 23 anni arrivò il Giudizio. Con tutte le sue complicazioni. Così da Zero Dentista finii direttamente in clinica per un’operazione: il Giudizio era poco giudizioso e cresceva storto.

Dopo questa seconda toccata e fuga dal mondo odontoiatrico qualche problema (sempre di Giudizio, non nascondo che la cosa mi turbò assai) l’ho avuto quando allattavo Little Boss. Nulla di così grave, in effetti: un altro Giudizio tolto con estrema rapidità e l’ultimo, il Carognoso, tolto con molte difficoltà.

Parlavo di questo, del fatto che a 40 anni passati avevo visto il dentista davvero poche volte (se escludiamo le innumerevoli sessioni con Little Boss per l’apparecchio, prima il mobile e poi il fisso: ma non contano: non esplorava, il dentista, nella mia bocca) con il mio Boss. Lui sghignazza e fa: eh, anche io fino ai 40 non ho avuto problemi. Poi guarda (apre la bocca): non c’è più un dente mio qui.

Incoraggiante.

E anche un po’ gufesco.

Resta il fatto che, nonostante la mia spavalderia (mia nonna è morta con tutti i suoi denti in bocca, deve essere genetica eccetera) il destino è stato davvero beffardo.

Con tutti i momenti in cui potevo avere mal di denti, ecco che doveva scegliere proprio questo.

Mi puzza tanto di Legge del Menga

Dal 10 di Marzo, giorno in cui avevo appuntamento per il controllo di un certo dolorino, che cosa sarà mai, una carie? Forse ci vuole un’otturazione, ecco che siamo giunti alla fine di Aprile con un dolore da non riuscire a dormire neppure imbottita di Ibruprofene.

Cerco di chiamare il mio dentista (che in realtà è il dentista di Little) da una settimana, ma senza successo. Stamani metto in moto mezzo mondo dopo una dolorosa notte in bianco. Faccio il giro delle Pagine Gialle, chiamo un Tizio che forse aveva un Amico che, una Tizia che un tempo Lavorava da, e alla fine riesco a contattare un odontoiatra vicino casa. Che fortuna. Con il Tizio che forse aveva un amico che sarei dovuta andare in Città, a 50 chilometri.

Mi riceve subito stamani. Lo studio è nel centro storico del mio paesello. Appena entro mi fa la disinfezione e poi la vestizione: camice, cuffia, calzari. Sembra che debba andare sulla Luna, commento. Poi mi guarda in bocca e mi dice che no, niente otturazione, va devitalizzato.

La prima devitalizzazione della mia vita: ma proprio ora? Cazzo.

Traffica un’oretta nella mia bocca, mi dà ben tre punture di anestesia, sento che trapana senza ritegno e poi gira e spinge e trapano di nuovo. Io ho gli occhi serrati, nemmeno avessi davanti il mitico pagliaccio di IT. Quelle poche volte che li apro fisso i travicelli, la parete azzurrina con le foglie dipinte, la visiera del dentista e le sue due mascherine. Sputo, di nuovo trapano, sputo. Dal dentista non si fa altro che sputare e tenere la bocca aperta.

Fa un bel lavoro (credo), alla fine a parte le punture non sento quasi nulla, solo il trapano che no, non fa male, ma ho il terrore che mi passi il cranio e arrivi dritto a far scappare il neuroncino solitario.

Il conto è salatissimo, ma lo avevo messo in conto anche io (pessima, questa, eh?). Meno male mi ero tenuta due soldi da parte per le emergenze, visto che la cassa integrazione ancora non arriva.

E quindi eccomi qui, a casa, con i brividi addosso, che un po’ è freddo, vero, un po’ l’adrenalina in circolo, con la faccia mezza paralizzata.

Credo che mi acciambellerò sul divano in attesa che l’anestesia sparisca a favore (e che favore!) del dolore inevitabile.

E meno male che sto scrivendo, perché di parlare non se ne parla. E perdonate l’uso di tutte queste ripetizioni. Vorrei poter dire che è l’anestesia, ma non sarebbe vero.

 

7 pensieri riguardo “Alla ricerca del dentista perduto

  1. Beh, la mia ultima devitalizzazione (purtroppo non è stata la prima) è stata la conseguenza di un dolore terribile partito giusto il 23 dicembre, pomeriggio. Tra l’altro, a me l’anestesia faceva poco o niente e ho dovuto finire in due riprese. Un calvario, ma alla fine se ne esce vivi!
    Riposati, che non sembra ma tutto lo stress della trapanazione poi lascia rimbambiti.

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  2. Decisamente fortunata: io a 24 anni avevo ancora 3 denti sani in bocca, a 30 nessuno. Con quello che ho speso di dentista nella mia vita come minimo un trilocale mi sarebbe saltato fuori. In un’occasione ho dovuto fare un mutuo (spesa di 30.000 euro che non avevo) e per ripagarlo ho fatto 4 anni, pagate le spese fisse, affitto eccetera, con 3 euro al giorno. E le anestesie mi fanno un effetto più o meno del 20-25%. Denti attualmente presenti: 20 di cui uno completamente ricostruito perché di dente non c’era praticamente più niente, di cui 18 incapsulati (poi 3 perni e un ponte, vari interventi di apicectomie eccetera).

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      1. Diciamo che nel momento presente io sono sfigata a metà: ho dovuto estrarre un dente e togliere sei corone e al momento sono qui col provvisorio da sostituire col definitivo a data da destinarsi, a mia cugina invece il blocco è arrivato prima della sistemazione del provvisorio, dopo aver dovuto estrarre tutti i denti davanti, sia sopra che sotto, perché si muovevano. Cioè si trova da settimane senza denti.

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