Breve storia di una Paranoia

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Paranoia e Moon erano sempre state legate da un sentimento reciproco di dipendenza e odio, amore e repulsione. Si conoscevano dalla notte dei tempi, forse molto prima che Moon avesse coscienza della sua vita. Paranoia, pur di restare accanto a Moon, assumeva le forme più disparate e si presentava alla sua porta in qualsiasi occasione, compiaciuta del fatto che Moon, in sua presenza, smettesse di mangiare, dormire, parlare, scrivere, a volte. Paranoia è sempre stata un po’ una stronzetta, si sa.

Una mattina decise di prendere una delle sue forme più temibili. Forse voleva punire Moon di non averla ascoltata per (addirittura!) due mesi, forse si era alzata con la zampa caprina sbagliata, chi può dirlo, fatto sta che mentre Moon sorseggiava il suo primo caffè della mattina, appena uscito dalla moka, profumato come non mai, si avvicinò a lei e si mostrò in tutto il suo splendore.

Sono la Paranoia di Essere Incinta, tuonò. Per te, che ami gli acronimi, sono PEI!

Moon saltò sulla sedia, spaventata e, incredibilmente, iniziò a sentire cattivo il suo caffè. Aveva proprio un sapore orribile.

Stamani hai particolarmente sonno, disse Ragione alle sue spalle. Ragione e Paranoia non erano mai andate d’accordo, battibeccavano di continuo. Sfortunatamente per Moon però battibeccavano quasi sempre di notte, a voce alta, e riprendevano al mattino, spesso, mentre faceva colazione. Avere a che fare con quelle due non era roba facile, ma va detto che spesso Moon seguiva i consigli di Ragione, ignorando Paranoia. E così fece quella mattina, mentre Ragione continuava a ripetergli che era solo stata un’incapace a prepararsi la moka.

Così Moon arrivò a lavoro e si fece fare il suo (meritato)secondo caffè da Micro(bo),sicura che avrebbe, stavolta, riconosciuto il favoloso aroma di sempre.

Ma no.

Continuava a sentire il caffè cattivo. A tal punto che decise di saltare tutti gli altri caffè della giornata.

È solo un caso, continuò Ragione. E poi ti è successo anche quella volta che poi hai scoperto avere l’influenza, ricordi? La mattina sentivi il caffè cattivo e la sera avevi la febbre a 39.

Moon ci pensò su. Vero. Questo è proprio il caso di capovolgere il vecchio (e orribile) detto toscano del Meglio questo (cioè rimanere incinta) di una malattia. Direi che stavolta faccio il tifo per la malattia.

Ma Paranoia continuò a lavorare alle gambe della povera Moon tutto il giorno e la sera. Fino a notte fonda, quando la luna sorprese Moon (e il che è metaforicamente allitterante) ancora attaccata al suo telefonino a leggere pareri sui forum più disparati. Sintomi del primo mese di gravidanza.

Ma Moon, non ne hai già avuta una?, diceva Ragione. Non ti ricordi più che Sapevi, che Sentivi, e ora non senti nulla, no? Macchè incinta! Sarà un’indigestione, idiota! O il risultato del tuo mangiare a cazzo che tieni da troppi anni! È più facile che ti venga una trombosi con le schifezze che prendi per non restare incinta piuttosto che una gravidanza. Cristo! PENSA, dannazione!

Ma Moon ascoltava solo PEI, ormai. E si tastava il seno per sentire se le era gonfiato, pensava che sì, era stanca, stanca morta, sfinita, non riusciva più a fare le stesse cose di mesi fa, ma nemmeno di questo inverno, e allora Ragione diventava scema a dirle che era solo STRESS, si arrabbiava come una matta, povera Ragione, ma sapeva che avrebbe dovuto giocare una sola carta: il test.

Ok, Moon, comprati ‘sto test di gravidanza e smetti di rompere i coglioni.

E così Moon fece. Dopo una mattinata in cui era sicura di avere dolori al basso ventre, vertigini, stanchezza, nausee, fece una scappata al supermercato, senza farsi vedere prese il test di gravidanza attaccato accanto alla cassa e corse a casa, con il cuore in mano. A malapena chiuse la porta di casa, corse in bagno, orinò sul test e mise il timer al suo telefono.

-5

-4

-3

-2

-1

Ok.

Una sola lineetta.

Nulla.

Non sei incinta. Visto, cretina? , disse Ragione.

PEI lanciò un urlo dio dolore, ormai sconfitta. Moon la vide scivolare dentro lo scarico mentre faceva la doccia.

Ragione sorrise, soddisfatta. E concluse:

Ora però scrivici su, di questa roba, per favore. Così te lo ricordi anche tu quanto sei scema…

16 pensieri riguardo “Breve storia di una Paranoia

        1. Il comandamento è “Non nominare il nome di Dio invano”, e invano è qualunque ricorrenza al di fuori della preghiera; bestemmia comunque è l’accostamento con qualcosa di offensivo. Siccome non so che cosa si intenda per “sardo” in questo contesto, ignoro se questa lo sia.

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