Il lettore ideale

post 150

 

Chiunque scriva è d’accordo su una cosa: si scrive per un lettore ideale. Una persona sola, unica, che probabilmente è entrata nel nostro cuore con prepotenza e lì è rimasta a stazionare per giorni, mesi, anni. Diversi anni fa il mio lettore ideale era il Mentore. Lo è stato per tantissimo tempo, c’era questo tra noi, una scrittura fatta di sangue, alla Hemingway, Soffri era il nostro motto, vedrai che qualcosa di buono ne esce, Scava, era il mio personale, e cavolo se l’ho fatto, ho scavato tanto da consumarmici le unghie, un’archeologa disperata, Desperate archaelogist, una serie tv del tutto priva di sorrisi. Non so se ne è uscita buona letteratura, ma di sicuro ne è uscita tanta, di roba.

Ma esattamente cosa fa, il lettore ideale? Beh, anche nulla, a parte leggere. È solo una persona di cui sai il gusto letterario, che, un po’, assomiglia al tuo, ma che non è te. Perché si sa, tu sei il peggior giudice di te stesso eccetera. È una persona di cui ti fidi, una persona che sai che ti dirà sempre la verità, almeno sulla tua produzione. King aveva sua moglie (il lettore ideale per antonomasia, almeno fino al loro divorzio), Virginia Woolf aveva Leonard, suo marito (che le aveva regalato una casa editrice: questo sì che è un regalo, mica un banale anello). Giusto per citarne due che ricordo.

Mi manca un lettore ideale.

Alla fine sono diventata io il mio lettore ideale, ed è una cosa che non esiste, che non sta in piedi, io scrivo per me, e non posso farlo, infatti ogni cosa che scrivo mi sembra adeguata non appena la scrivo, per poi cadere subito in disgrazia come un nobile sfortunato. Mi rileggo e non sono abbastanza brava come la Postorino o la Di Pietrantonio, non ho il piglio della Bender, non ho la fantasia della Nothomb, la profondità di Carver, il genio di Wallace, la capacità linguistica di Meads, l’incredibile sguardo della Homes.

Mi manca un lettore ideale.

Sogno di trovarlo in un angolo di strada, in un tombino, nascosto nelle pieghe della mia vita piatta come il seno della Knightley, tento conversazioni di letteratura con chiunque, ma nessuno soddisfa i requisiti, i pochi lettori che trovo… leggono, appunto. Mica se la vogliono smazzare con i sogni assurdi di lettori ideali, con fabula e intreccio, con similitudini, anafore, allitterazioni, con punto di vista del narratore.

Mi manca un lettore ideale.

Che poi non è mica vero che il lettore ideale debba darti un giudizio e smazzarsi con figure retoriche e tecniche di narrativa. Deve solo darti lo stimolo per scrivere, perché hai bisogno di raccontare quella storia a lui/lei. Alla sua unicità. Perché, come tante cose della vita, la scrittura parte dall’amore.

Alla mancanza di questo lettore ideale non sopperisco.

La prendo come cosa acquisita, come una mancanza, appunto, si fa anche con un arto meno, con un senso meno, ci si abitua, si rinuncia. Si inventano modi nuovi.

Io non invento nulla, vado avanti turandomi il naso, sperando di fare alla fine qualcosa di decente, ma mica per dimostrare qualcosa a qualcuno, solo per dimostrarlo a me, che le ore perse dietro a queste lettere non sono state sprecate, che non è stato come fare un Sudoku.

Nessuna medaglia, se non la mia.

Nessuno, a parte me.

(Che poi, che buffo, è proprio il contrario di Tutti, tranne me, il titolo della mia prima raccolta di racconti ormai smembrata).

Le cose cambiano. Accettare certi cambiamenti è dura anche per me che la mia zona confort è restare fuori dalla zona confort.

Ma è già qualche giorno che riesco ad alzarmi alle 5. E a scrivere almeno 1000 parole al giorno.

38 pensieri riguardo “Il lettore ideale

        1. Il lettore ideale non è certo un follower… è un’anima affine. Un amore. Qualcosa che è dentro di te eppure fuori da te. Qualcosa che ti stimola, che ti fa crescere, che ti ama, che ami, che è te senza esserlo, che è la tua vita, la tua acqua, il tuo ossigeno. È la cosa più simile all’amore che posso immaginare, da pseudo scrittrice quale sono. È la parte migliore e peggiore di te, riunita in un corpo e in una mente che non sono i tuoi. È una chimera, in fin dei conti…

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          1. Una chimera…quindi una bestia…quindi l’amore è?…va bè Moon l’ho letto il post, ho presente! Il lettore ideale è di sicuro che perlomeno legge i tuoi articoli. Poi magari non commenta, non lika però almeno te lo legge…l’articolo…

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          2. Chimera è solo un sinonimo di illusione. Ma l’amore è una bestia, certo. Nessuno più di me adesso ne è consapevole. Nessun lettore ideale legge i miei articoli. Io vorrei che leggesse i miei racconti

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          3. Anche io vorrei che tutti i like corrispondessero ad un’attenta lettura non superficiale del post del momento…tipo si sai scusa stavo chiacchierando con la mia ragazza…e tra l’altro vorrei pure evitare situazioni in cui sai oh, ho trovato il tuo post davvero interessante, mi hai aperto veramente la mente e ho scoperto adesso finalmente il segreto più intimo della vita e dell’esistenza su questa roccia arida chiamata pianeta terra…uè Ciccio, per chi mi hai preso? Per il tuo psicologo? Oh ragazzi ma stiamo scherzando (cit-) il lettore ideale lo devono inventare e comunque non durerebbe a lungo anche se scrivi dei racconti fantastici…saluti a little boss e a tutto l’esercito di exxx

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  1. Avere un lettore ideale significa adattare il proprio scritto ai suoi gusti, e non la ritengo una scelta saggia.
    Pensa che divertente se i gusti del lettore ideale fossero proprio l’opposto di quelli di un milione di potenziali lettori paganti.

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    1. Ma il lettore ideale non è un pagante … è qualcosa che è tuo, pur non essendolo, qualcosa (qualcuno) che ami , che vuoi, che è te senza esserlo. Forse è la parte di te che vuoi senza volerlo. Non è qualcuno a cui vendere: è qualcuno a cui piacere, semmai

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      1. Appunto: ti adatti inconsciamente a qualcuno che, da un punto di vista economico, è totalmente irrilevante.
        Se proprio ti vuoi assoggettare all’ideale di avere un lettore ideale, pensa alla massa.

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        1. Non farmi sorridere… spero davvero che tu non pensi alla scrittura come a qualcosa di economico. La scrittura e i soldi, sopratutto qui, in Italia, non sono amici e tu lo sai bene. Quindi perché sprecare tempo per raggiungere un risultato inesistente? Tanto vale raggiungere il mio, che in tanti anni sono arrivata a guadagnarci, economicamente, ben 95 euro, ma forse se faccio il conto vero,quello che ho ottenuto è molto di più.

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          1. Mi era parso di capire che coltivassi qualche tipo di ambizione nel contesto letterario, al di là delle difficoltà intrinseche di raggiungere un traguardo soddisfacente.

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          2. Quando iniziò , Storiebrevi (non so se lo conosci) pagava per ogni racconto ben 25 euro… impensabile anche ai tempi (e infatti hanno smesso)

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      2. Non so se sia mai capitato dalla nascita dell’universo, credo di no, ma adesso è successo: sono d’accordo con VT. O meglio, in base a quello che hai detto tu, ha ragione: il lettore ideale è qualcuno a cui piacere. Ossia, una volta che ce l’hai, cerchi di adattarti a lui. Non lo dico io e non lo dice Vittorio: lo dici tu.

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      3. È qualcuno che, anche se non sei sicura che esista davvero, scrivi x lui perché sei sicura che leggerà o almeno ci speri, in quanto le anime affini si trovano prima o poi. Anche se per un minuto, anche solo su una piattaforma digitale, sempre intenti a cercarsi e ritrovarsi negli scritti dell’altro. Per me tu arrivi dritta alle anime: semplice e senza giri di parole, concreta e diretta nel tuo “essere sfera” (scusa se ti cito ma ho adorato quel pezzo) insomma continua così.

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  2. Non lo so se avevo un lettore ideale quando ho cominciato a scrivere. Ne avevo uno di riferimento. Scrivevo per questa persona. Pensavo a quando questa persona avrebbe letto e scrivevo di conseguenza. Ma in realtà scrivevo e ho sempre scritto solo per me. Quel lettore di riferimento poi ha smesso di essere tale. Quindi ora per chi scrivo? Potrei dire per i follower che (in teoria) mi leggono. Ma in realtà continuo a scrivere solo per me (anche se in realtà vorrei farlo per tutti). Scrivo quello che mi piace, lo so perché quando mi rileggo, anche a distanza di tempo, mi piaccio (con le dovute eccezioni, molti passaggi vorrei riscriverli, ma per fortuna non molti. Ergo, il mio lettore ideale (per come lo intendi tu) sono io. In fondo chi mi ama più di me stesso?

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  3. una scrittura fatta di sangue, alla Hemingway
    Hemingway sarebbe quella roba lì? Dici?
    la scrittura parte dall’amore
    Dici? Il mio grande Maestro Giuliano Baioni soleva dire “non si fa letteratura coi buoni sentimenti”. E di tutte le letture fatte da quando avevo quattro anni, non ne ho trovato una in grado di smentirlo.
    E a scrivere almeno 1000 parole al giorno.
    Veramente tu scrivi così?! Come un impiegato sedentario che si imponga di fare almeno trenta flessioni al giorno? O mamma santa.

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    1. La scrittura fatta di sangue è solo una citazione. E che la scrittura parta dall’amore, come ho scritto, ha poco a che vedere con la frase del tuo maestro. Parte da un sentimento, non ne è intrisa. E poi sarebbe bello continuare a perpetrare il mito dell’artista in preda al delirio creativo, ma scrivere significa anche e sopratutto disciplina e allenamento. Nessun capolavoro è mai stato scritto senza. Poi puoi dirmi che ci sono cavallini da corsa che hanno bisogno di meno tempo e muli, come me, che invece …

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      1. Naturalmente col solo talento, senza studio e senza allenamento e senza applicazione, non fai né lo scrittore, né il soprano, né il centometrista, né il meccanico. E non scrivi Guerra e pace in una notte di furore creativo (però Il verdetto di Kafka è stato scritto in due ore e non ha una sola correzione). E’ il “devo scrivere almeno mille parole al giorno” che mi lascia perplessa. E poi no, che la scrittura parta dall’amore davvero no. Via Col vento per esempio nasce dalla noia (si era rotta una gamba, doveva stare a letto immobile, aveva finito di leggere tutti i libri della biblioteca della sua cittadina e allora per passare il tempo ne ha scritto uno lei).

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  4. Parlo da lettore, il lettore ideale è qualcuno che apprezza quello che scrivi, ma anche quello che ha il coraggio di dirti le cose che non vanno.
    Io sul blog ho trovato qualche vero talento, e mi piace da lettore poter dare una mia opinione, interloquire con lo scrittore.

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