Buddanate

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Sono venute alcune cose alla mia attenzione in questi giorni,  alcune teorie, alcune frasi. E tutto questo pare connettersi con cose ho sentito, letto, discusso con altre persone. Devo provare quindi a riordinarle qui, come faccio di solito, per vedere se ci tiro fuori le gambe.

Quindi Wal, salta questo articolo a piè pari. Oppure versati subito uno short.

Le cose sono iniziate quando l’Amico Speciale ha deciso di cambiare la sua vita e cercare di essere felice. Ve lo dico con le stesse parole che ha usato lui. Si sta infognando in saggi psicologici e filosofici, compra (e legge) libri come il Simposio, viene a prendere in prestito Freud e Jung. Preoccupante per uno che fino a ieri diceva di volersi involvere. Mi trovo quindi ad affrontare con lui alcuni strani argomenti detti da più o meno loschi figuri di cui lui è entusiasta. È tutta roba molto zen, e io su questo ho la mente aperta, nonostante spesso mi trovi a dire che sono buddanate. Condivido, non condivido, insomma, ho il mio pensiero, che mi rendo conto sia stato influenzato da tutta la roba che ho letto in questi anni. Di cosa parlo… parlo dell’uomo, del modo che ha l’uomo di essere qui, su questa terra, di esistere, di vivere, di essere felice, di sopravvivere. Sono i mieiargomenti, tutto quello che mi interessa è cercare di capire l’uomo e di conseguenza capire me stessa. E lo so, lo soche è un lavoro potenzialmente infinito e inutile, ma in qualche modo dovrò occupare il mio tempo no?

L’attenzione comunque oggi mi si è concentrata sulla mente. E sul suo potere. Ora, detta così pare che tutti adesso possiamo metterci a leggere nel pensiero o a spostare oggetti qui e là. Non è questo il punto, anche se ci sono linee di pensiero (orientali per lo più) che affermano proprio questo. Io ho solo qualche lettura sparsa e l’esperienza personale. Qualche tempo fa distruggevo, mio malgrado, alcuni pilastri del mio castello mentale, uno dei quali era Se vuoi, puoi. Oggi torno a rimetterci le mani. Giusto per confermare che sono Ostinata, anche nel regolare il pensiero.

Il pilastro l’ho distrutto perché stava diventando un assoluto. Ovvero qualcosa che vale sempre e comunque. E quindi ho fatto bene, da un lato, a darci sotto con le ruspe. Una sana dose di realismo fa bene, altrimenti rischio di diventare il caro Don Chisciotte e combattere contro i mulini a vento. Ma c’è un fondo di verità che non merita di essere sepolto sotto le macerie.

La verità si nasconde nel potere della mente. Io, che sono abbastanza distruttiva con il pensiero, soprattutto nei miei confronti, sono la prima però a riconoscere che non è sempre così. Che con la mente non distruggo sempre, ma creo. Potrei farvi mille esempi di come, pensandoci, sono riuscita a creare cose bellissime solo credendoci davvero. Che forse il crederci significa semplicemente impegnarcisi al massimo, avere pazienza, sudare un po’, ma soprattutto non darsi limiti. Ed ecco che mi torna in mente il mito della caverna, ed ecco che lo lego al mio Se vuoi, puoi non più assoluto: e se fosse solamente cambiare Punto di Vista? E se fosse questo il vero metodo rivoluzionario, cioè che rivoluziona lo stato delle cose? Non me lo dite: ho scoperto l’acqua calda.

Fatto sta che stamani questo pensiero, così piccolo, così banale e soprattutto così da me da accertato altre volte (che la vita è solo una questione di punti di vista e che cambiandoli, a volte, si può stare bene senza essere ebeti), mi ha ricollegato a quella parte di me (a quel mondo che è mio, cioè che è appreso, capito e accettato, direi piuttosto) che mi ha fatto riconoscere davvero bene davanti allo specchio. E riconosco anche che non è un pensiero falsamente positivo, anzi, potrebbe non esserlo affatto, positivo, per certi versi. È solo una strana consapevolezza di imperfezione continua della vita, ma senza arrendersi a essa, all’imperfezione. Ma, allo stesso modo, senza mirare alla felicità assoluta, che è un falso obiettivo. Solo accettando la vita per quella che è, ma senza esserne sopraffatti.

Beh, io non sono brava con l’equilibrio, direi. Ma stamani ho sentito questo, equilibrio.

Mi sono sentita anche meno sola, in un certo senso.

Chissà, però, magari sono tutte buddanate

O forse no.

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21 pensieri riguardo “Buddanate

    1. ah aha! Ecco, il fatto è quello, Barbara: mica sono convinta che vivrei meglio. Vivrei diversamente, certo, ma un po’ lontana da quello specchio che mi permette di riconoscermi…

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  1. Forse no. Siamo tutti alla ricerca di una “formula magica” che ci consenta di adeguare la vita al nostro essere. La vita in fondo è uguale per tutti, quanto meno per le popolazioni evolute e civilizzate, le cose accadono nella stessa maniera per tutti, gioie e dolori, amori e disamori, malattie e guarigioni. È la maniera in cui ognuno di noi si adegua “sopportando” o manipola “lottando”. Quindi dipende tutto dal nostro carattere anche se, indiscutibilmente, il pensiero ha una sua forza ed energia e si può maneggiare. C’è, ad esempio, la presenza dei campi morfici, memorie di influenza all’interno dello spazio-tempo, da cui possiamo attingere, come già fanno gli animali, per utilizzare pensieri e memorie di altri per migliorare ka nostra vita.

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    1. “C’è, ad esempio, la presenza dei campi morfici, memorie di influenza all’interno dello spazio-tempo, da cui possiamo attingere, come già fanno gli animali, per utilizzare pensieri e memorie di altri per migliorare ka nostra vita” eh… però non so di cosa stai parlando… (E sono moooooolto curiosa)

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          1. Se avevi un gatto potevi notare che faceva cose che non poteva aver imparato da nessuno, questo perché attinge informazione dai campi morfici creati da altri gatti

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  2. Tranquilla, non ho bisogno di versarmi nulla, in questi due giorni ho assimilato talmente tanto alcol che posso tranquillamente leggere tre o quattro post dei tuoi senza fare una piega, perfino ad occhi chiusi… che sia la volta buona che riesca a trovarci un senso???
    Sto scherzando, ovviamente, lo so che ce l’hanno un senso…
    Sto scherzando ancora, naturalmente, ma d’altronde, chi può dire cosa sia reale e cosa sia fantastico, e il solo fatto che io mi stia ponendo questa domanda non vuole forse dire che non dovrei pormi certe domande? Perchè lo sappiamo, domandare è lecito, rispondere è cortesia, ma se non rispondo a me stesso mi faccio un torto da solo o comunque posso perdonarmi? Che poi, perdonare è umano? No, sbagliare è umano, perdonare è divino, quindi se mi perdono sono divino? E se invece non mi perdono? Sono di vino?
    Ora scusa, devo lasciarti, c’è un tizio che bussa alla porta dell’inconscio e se non apro io mi apre gli occhi lui e allora sì che son dolori, meglio tenerli chiusi… gli occhi… forse anche le bottiglie di vino… era meglio tenerle chiuse…

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  3. odio WordPress e i commenti che porcaputtvaffminch li avev messi ma mi ha detto che non potevo e quindi uffa e vaff a WordPress prrrrrrrrrrrrrrr stronzo brutto gnaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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