Al vetriolo

post 108

 

 

Moon, andiamo tesoro, ammettilo: sei nervosa.

Che non è una questione di essere incazzati, secondo me si utilizza a sproposito questo aggettivo. Essere nervosi è una questione di nervi tesi, che non necessariamente ha a che fare con la rabbia. Che poi a volte ci sta, ci sta.

Sei nervosa per il clima, per il cambio di stagione, perché non ti viene il ciclo, perché non scopi (nemmeno in autonomia), perché ti rendi conto di essere una masochista del cazzo, perché a lavoro avverti una sorta di lassismo da parte dei colleghi che ti rende più carica di cose da fare, perché l’Amico Speciale ti musa, perché il tuo ex litiga con Little Boss pomeriggi in interi (su whatsApp, eccheccazzo!), perché manca ancora tanto tempo prima che tu possa rivedere lo Shogun… tante motivazioni? Ecco, Moon, prendine solo una per buona, prendi il clima, questo clima ballerino che un giorno è estate e ascolti i racconti delle cinquantenni al Ristorante che domenica si sono spogliate -e non avevo il costume, ih ih, ridono guardando Micro (bo)- mentre tu sudavi cercando di servire una pletora(1) di clienti affamati e incazzati che non facevano che chiamarti perché la frittura non è eccezionale come al solito o Sto aspettando il secondo da troppo tempo… mentre la mia collega fingeva un’allergia invalidante per lasciarti il comando nel pieno del caos; e il giorno dopo è inverno pieno, un vento che porterebbe via anche Giuliano Ferrara (ok, è un esempio un po’ anni ’80, ma capitemi: io sono vecchia), gelido, prepotente,  che la sigaretta te la fuma lui in due secondi netti, e così pure la pausa, che già per te dura meno che per gli altri, perché tu servi, la puoi mandare a puttane tranquilla tranquilla.

Ecco, Moon, le altre motivazioni lasciale perdere.

Ignora i messaggi del tuo ex, ignora il visino triste di Little Boss, che poi non è tanto triste, quanto incazzato (ma non ha logica quello che scrive babbo!, dice lei: benvenuta nel club del romanzo distopico della tua vita, amore mio, ci sono passata prima di te), ignora i clienti maleducati, ignora i padroni di casa invadenti, ignora gli uffici chiusi di lunedì mattina, ignora le tue paranoie, insomma, Moon, ignorati, santo cielo! Lo hai fatto per anni e anni, e adesso non riesci a farlo per, che ne so, un paio di settimane? Il tempo, anzi, il Tempo è l’unico strumento che hai, usalo, usa il Tempo per tornare quella che sei, no, quella che vuoi essere, per tornare a riconoscerti allo specchio. Usa lo specchio, come Alice.

E poi rilassati (risata lunga un giorno), resta lucida, non farti sopraffare da quella scossa che ti attraversa e che ti ha causato il taglio sul dito di stamani, cerca di dormire davvero, senza incubi, e, dannazione, scrivi!

Hai una bella idea, stavolta, qualcosa che coniuga la tua voglia di scrivere esattamente quello che desideri con qualcosa che forse vogliono sentire anche gli altri. oh, certo, devi essere brava a seguire te stessa, senza farti prendere la mano dalle cazzate che ci sono in giro, devi essere lucida, concentrata, ma se non lo fai ora, Moon, se non ci provi ora, Moon, che stai meglio, che le cose potrebbero davvero decollare, quando mai lo farai? Quando mai ci proverai? Accampando scuse (sai, mi sono appena separata, non è questo il momento giusto; sai, a lavoro devo fare più ore, sono stanca) non andrai mai da nessuna parte, ricordatelo, il Non ho tempoè una cazzata che non puoi raccontarti. È il Non ho voglio di mettermi in gioco, che se fallisco…, piuttosto, no?

Il vetriolo è solo una parola comune che indica, se non sbaglio, l’acido solforico. Parole al vetriolo è diventato di uso comune, ormai. Sono parole dette per vendetta, per lo più, per rivalsa.

Io stasera le ho usate per sentirmi meglio.

E ha funzionato.

Come sempre scrivere mi salva il culo (perdonate il francesismo).

 

1)Era tanto che volevo usare questa parola che adoro e se l’ho usata a cazzo scusate

9 pensieri riguardo “Al vetriolo

  1. Dannazione scrivi!
    Sì certo…
    Tutto il giorno mentre lavori a immaginare interi romanzi (tipo Guerra e Pace, per intenderci) e poi a casa, dopo aver espletato qualche lavoretto che “non può aspettare”, aver dato retta a una pletora di figlie (vabbè sono solo due ma volevo usare anch’io il termine) aver cenato dopo aver preparato/contribuito a preparare la cena e riassettato, dopo aver risposto a tutte le domande dell’Eredità e di Boom, quando finalmente riesci a impossessarti di un computer libero (no, non ne ho uno mio personale…), dopo aver controllato le mail, letto qualche blog, fatto commenti banali (ogni riferimento è puramente casuale), finalmente inizi a scrivere e…
    Vai a spiegarlo tu al mio anziano corpicino che deve rimanere sveglio…
    In fondo, domani è un altro giorno…

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