Mal di spazio

post 96

 

Ecco come è andata: mi metto qui a scrivere circa un’ora fa. Voglio buttare fuori delle cose, come sempre, per definirle, per capire.

Ma scrivo della merda.

Sarà la compilation Un the e un libro di Spoty. Che in effetti è un po’ poco incisiva, un po’ moscetta, un po’ intonata più alla me di questo fine settimana che alla me che voglioessere ora. E c’è una versione di Brown Eyed Girl che è molto dolce, certo, ma mi fa venire il latte ai ginocchi.

E invece la musica del momento è l’originale di Van Morrison. Così la metto. Assolutamente. Mentre il libro del momento è del mio idolo Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici.

E allora ecco che non ho bisogno di definire delle cose ora. Stasera. Ho già definito troppo. Pensato troppo. Seghementaleggiato troppo. E allora Rossella docet: maana, ragazza.

O magari anche dopo le ferie, che ci siamo, eh, domani è la mia domenica, ma poi inizia l’ultima settimana. E poi ho due settimane e mezzo di stop.

E stamani sono entrata a lavoro con trentacinque minuti di anticipo. E il mio capo, quando mi ha vista mi ha detto: come farai ora, con le ferie? Una cliente ha invece chiesto: ma non hai da fare a casa? Un altro ha scosso il capo e ha riassunto: hai dei problemi.

Come se non si fosse capito.

Quindi per me le ferie, specie queste, a Febbraio, non sono proprio una manna dal cielo. Little Boss ha la scuola e non la vedo per tutta la mattina. E poi, per poter avere almeno i fine settimana interi con lei, devo concedere al mio ex i pomeriggi, o le notti. Il che si risolve in: tanto tempo libero. Troppo. L’anno passato ho quasi finito un romanzo. Bella cosa se il romanzo non fosse stato il peggior romanzo della storia del romanzo.

Non ripeto l’errore.

E per ora ho programmato solo tre dei lunghissimi 18 giorni. Una gita fuori porta. Fuori parecchio. Vado in Giappone.

E sarà quel che dio vorrà. O chi per lui.

Intanto penso a come è buffa la vita che sceglie i momenti più sbagliati per bussare alla porta e per fare la voce grossa. Tutto si concentra sempre. In pochi giorni arrivano le bombe d’acqua e ti annegano. Ho scritto buffa, è vero, ma in questo caso dovrei dire stronza. O la stronza sono io, che ho fatto Rossella per troppo tempo. Ce l’ho di vizio di rimandare i pensieri scomodi. E la stronzaggine si paga sempre.

Pagherò anche quella di stasera, ho idea.

Intanto, pensa pensa, a una conclusione ci sono arrivata.

Non posso tornare indietro e non posso stare ferma.

Il Moonverso si sta muovendo veloce e mi fa venire un po’ di mal di spazio.

Devo prenderne atto.

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18 pensieri riguardo “Mal di spazio

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