Di madri in fieri e pensieri inutili

post 90

 

Lo Shogun mi ha portato una cosa, un prestito, qualcosa che mi permette di usare la mia Reflex che avevo lasciato a prendere polvere accanto alla macchina da scrivere (un’Antares, non è un’Olivetti lettera 22, ma mi accontento). E allora sono giorni che fotografo bicchieri, Little Boss, libri, muri, tutto ciò che non si muove in questa casa credo di averlo fotografato. E siccome non mi basta la modalità automatica, che lo so che dovrei usare quella, lo so, ma non mi basta, allora premo pulsanti a caso, faccio le prove, leggo due cazzate on line per capire come cavolo funziona ‘sta cosa pesante che mi trovo tra le mani. E i miei bicchieri e i miei libri non sono sono mai sentiti così importanti. E ieri, mentre inchiodo al muro un libro di poesie di Carver con una funzione di cui non ricordo il nome, mi arriva un messaggio da un’amica (eh, lo so che credevate che avessi solo amici, ma no, ho anche delle amiche) che mi dà una pessima notizia. Per lei. Alcuni esami le hanno rivelato che non potrà avere figli molto facilmente.

Ora, lei si è già affacciata ai trenta, ha rotto pochi mesi fa con il suo ragazzo con cui stava da più di dieci anni e adesso vive con il nuovo fidanzato solo da due mesi. Ha lasciato un lavoro sicuro ma di difficile gestione per un altro più soddisfacente, ma con un contratto a termine. Termine breve. Una situazione complicata per pensare a un figlio. Eppure… eppure lei lo vuole. Il medico le ha detto: inizia a provare subito, da stasera.

Ora. Io ci penso un po’ su. Le dico la verità: non esistono le condizioni perfette per fare figli, esiste solo l’illusione di una situazione perfetta. E io ne sono la dimostrazione. Credevo di aver costruito le cose giuste, un lavoro redditizio, una casa, un compagno affidabile. E poi è andato tutto a rotoli. Ma lei, Little Boss, è la cosa migliore che io abbia mai fatto, l’unica cosa importante. Quindi sì, vai, hai ragione, fallo, provaci. Ora o mai più, ha detto il medico. E allora chissenefrega del contratto, del compagno sicuro (tanto sicuri non lo sono mai): un modo per crescere i figli se siamo persone intelligenti lo troviamo. I figli hanno solo un bisogno: l’amore.

Certo, la sua condizione mi fa pensare a quanta io sia fortunata ad avere Little Boss nella mia vita. Sarà perché so di cosa si tratta, ormai, ma senza l’amore che provo per lei sarei davvero persa.

Di quanto egoismo siamo pieni quando amiamo…

 

(Qui ho fatto una lunga pausa dove il mio cervello è partito tanto veloce che non ho avuto tempo di afferrare davvero i miei pensieri, e quindi trascriverli: oggi siete parzialmente graziati).

 

E allora concludo che il pomeriggio mi sta correndo via pensando a cose inutili.

Ma la cosa positiva è che mi sto gustando un libro che mi dà ragione ridefinendo il concetto di Inutile: ovvero, esistono cose totalmente libere da fini utilitaristici che in effetti ci sono utili, indispensabili direi, per essere umani. Quindi, che Nuccio Ordine voglia o meno considerare le mie inutili riflessioni come rilevanti, forse saranno servite perlomeno a rendermi più umana.

E a rendere voi intolleranti agli ossimori.

 

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5 pensieri riguardo “Di madri in fieri e pensieri inutili

  1. Se la tua amica desidera un figlio, problema a parte, è perché lo VUOLE avere e non perché DEVE averlo.

    Sulla questione qualcosa ne so anch’io, anche se da tutt’altro punto di vista.

    Non sapevo della tua passione fotografica, da approfondire in altra sede 😀

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  2. Peccato che si possa mettere un like solo.
    Ho sentito recentemente un’intervista con Claudia Cardinale, che ha raccontato di essere rimasta incinta in seguito a uno stupro, “esperienza terribile, ma che mi ha regalato la cosa più bella della mia vita: mio figlio Patrick”. Da brividi, altro che aspettare il lavoro sicuro il compagno giusto la casa arredata ecc. ecc.

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  3. Molto molto molto OT (scusa) ma non posso fare a meno di dirlo: fra qualche giorno alla mia radio locale sarà ospite Marco Mengoni! E oltre ad ascoltare le sue canzoni saprò anche quali sono le sue canzoni d’amore preferite!! Tiè!!! Rosica!!!!

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  4. santoddio, certo, il concetto centrale di quel libro è quello e io lo sostengo interrogandomi e rispondendomi, interrogandomi e rispondendomi. Ma è un concetto molto umano e pochissimo naturale. La natura bastarda ti ricorda che devi fare cose utili.

    Ma è per quelle inutili che io vivo. L’amore è forse utile, forse, anche visto da un biologo. Ma il tipo di amore che io cerco forse no. Ed ecco, è per me motivo di vita. E tutte le altre cose di cui la voglio riempita: non sono utili affatto. Eppure tutti noi viviamo per quelle. E prima ancora sopravviviamo, ma appena possiamo… per quelle. Chi ad un livello, chi ad un altro.

    Se poi il tuo campionatodicalcio è invece qualsiasi materia che finisca in “ia” come nel mio caso… poco importa, è solo questione di stile. In generale sono cose inutili. Cose per cui tutti non vedono l’ora di aver finito quelle utili.

    Ti do ragione anche io, ovviamente. Nuccio mi piacque. Ne ho comprate due copie: una per me, una per mio padre. Che credo non lo abbia mai letto, ma lo tiene sempre nel bagagliaio della sua auto. Strano posto. Ma sembra voler dire “non lo perdo mai di vista”. E con l’età ho visto che in un modo o in un altro sembra perfettamente consapevole di quanto sia vero, di quanto sia utile l’inutile… che conta solo quello. Anche se a pagare i conti è altro.

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