Le cose cambiano in un attimo

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Ci sono momenti in cui il mio piccolo neurone ha bisogno di ricorrere a pensieri elementari. Vi capita mai? Roba facile da dire, da scrivere, da pensare. Per esempio stasera ho questo pensiero: le cose cambiano in un attimo. Una verità più o meno assoluta, che ho constato io stessa anche nel corso dell’anno scaduto: incontro TDL e le cose cambiano in un attimo; mi dicono del tumore e le cose cambiano in un attimo, e via dicendo.

Ma ci sono cose che davvero corrono molto veloci.

Cose che potrebbero (condizionale, almeno, usalo, tesoro) cambiarti tutto: cambiare il modo di vedere le cose, la vita, il mondo.

E sì, lo so, sono generica. Di solito lo sono quando ancora devo capire delle cose, quando ancora devo pensarci, e (tediosa, tediosa e ripetitiva) io penso qui, con le mani qui, con gli occhi qui.

Ecco perché vi annoio: per pensare. Perché è vero che potrei farlo in solitudine, al limite con un’amica, ma non mi funziona allo stesso modo.

E quindi penso, stasera, alle perdite. Alle persone che necessariamente ho perso nel corso della vita. Come sarebbero le cose se non perdessimo mai nessuno?

L’altra sera mi sono ritrovata catapultata in un gruppo whatsApp che aveva questo nome: Buon anno. Io e altre 30 persone, tra l’altro. Aggiunta al gruppo da una certa J, che non avevo in rubrica. Unico altro membro del gruppo della mia rubrica? TDL. Leggermente inquietante, lo ammetto. Cerco di capire chi cavolo sia questa J, ci penso, ma poi è l’ultimo giorno dell’anno, cena con la piccola, fuochi di artificio, mille cose per la testa, non ci arrivo da sola, allora chiedo. A J, ovvio(Grazie per avermi aggiunto, tanti auguri anche a te, ma chi sei?). Beh. J è stata la mia migliore amica al liceo. Di più: il liceo senza di lei sarebbe stata una vera barba. Si era ripescata il mio numero, chissà dove. Ma l’avevo persa. Beh, la ho persa, nonostante i messaggi di rito: dai, prendiamoci un caffè,eccetera.

(Il fatto che conosca TDL continua ad essere inquietante e così domando: come la conosci J? E beh, lui mi fa un mille discorsi, ma poi arriva a un punto e mi dice che J ha avuto un sacco di problemi. Psichiatrici, aggiunge. Con fare un po’ schifato, forse. Beh. Io i problemi psichiatrici di J li conosco. E a me non fanno schifo, anzi. La sento vera per questo. E il fatto che me lo abbia detto con quella faccia gli fa perdere molti, molti punti… ha dei pregiudizi. E a me non è che mi piaccia poi tanto la gente con i pregiudizi, eh…)

CHIUSA LA PERENTESI.

Insomma, dicevo che si perdono persone. E J me la sono persa. E non volevo, ma è successo.

Ora ho 40 maledetti anni. E non sono più così disposta a perdere le persone importanti.

Ma ci sono cose che non si possono certo trasformare con la magia. Ci sono scelte che vanno fatte, prima o poi.

E così l’Amico Speciale stasera se ne è andato. Per non tornare, credo.

E io lo so che doveva andare così.

E lo so che prima o poi eccetera.

E lo so. E punto.

Solo che le cose cambiano in un attimo.

 

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19 pensieri riguardo “Le cose cambiano in un attimo

  1. Le cose cambiano sempre in un attimo. E per ogni porta che si chiude se ne aprono sempre delle altre (frase fatta, ma a pensarci bene vera), anche vecchie ma mai come adesso attuali.

    L’anno nuovo è appena iniziato e ha già portato qualche cambiamento 🙂

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    1. E’ la prima cosa che ho pensato io. Forse è psichiatra e l’ha avuta in cura. Forse è filantropo e l’ha aiutata in qualche momento difficile. Forse lei è una gran gnocca e lui l’ha avuta con facilità grazie ai suoi problemi psichiatrici. Forse una qualche bizzarra fissazione personale: magari c’è qualcuno che frequenta prevalentemente persone diabetiche, o claustrofobiche, o addirittura vegane (questa oggettivamente sarebbe la perversione peggiore, haha), o con problemi psichiatrici, va’ a sapere. Certo che un quest’ultimo caso dovremmo chiederci perché frequentasse la nostra Moon, ma quella è un’altra storia e ce ne occuperemo in un altro capitolo.

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  2. Su “le cose cambiano in un attimo” cito il mio pluricitato (scoperto su “the big Kahuna”, riproposto dopo una filologica ricerca di Linus, da Linus) discorso: https://www.youtube.com/watch?v=pCBzeZx24Yc

    E sul perdere… sai che non dovrei dire niente. Ma lo dico. Sono scelte: io stesso ho deciso con forza no, no, no no nononononono e poi boh, poi forse si, poi ho lavato via qualcosa e io ho deciso di non perdere, di non essere perso da (passivo). Ora che sono disponibile non sento nessuno, però, non un fiato. Ma non importa: io so che non ho fatto la stessa scelta dell’amico – che forse ha fatto, non lo sappiamo per certo – alla lunga. Alla lunga ho detto no more atipico, no more troppo-strano, ora normale: amico. Io ci sono, davvero, per lei, come amico. E forse sarà così che mi “userà”: come amico. Quando è quel piatto che vuole che le si serva: fast friend food. E forse lei è disponibile nello stesso modo. Chissà.
    Ma un mio amico mi chiama. Verifica se sono imputridito o se sono vivo, ci beviamo un caffé e facciamo i vecchietti al bar. E magari un giorno invece parliamo sul serio. E quelli del famoso caffé dicono “si, cazzo, si, non-faccio questa tal cosa e quel cazzo di caffé lo bevo, eccomi, arrivo, sono 10 anni che non ci vediamo: beviamolo”.
    Se lo perdo, questo amico di ogni giorno, vuol dire che qualcosa di ENORME è cambiato.

    E’ vero che tante cose cambiano all’improvviso, ma perché cambi l’amicizia, all’improvviso, deve succedere qualcosa di improvviso, diverso, inaspettato e momentaneo… che deve diventare definitivo. Che ti fa pensare a quale parte di “amicizia” stai davvero contemplando.

    Mi dispiace invece per il pregiudizio, ma il mio è forse un giudizio di parte. Del resto non ho mai avut questo pregiudizio. Anzi, nonostante le delusioni con degli psic, continuo a credere in generale in quella pratica ed alla sua utilità. Un po’ come in generale nel “sindacato”, anche se fa schifo quello che è diventato. O come all’idea del Comunismo: non a quello che è stato nella sua applicazione reale, da nessuna parte. Ma non avverso l’idea generale perché qualcuno l’ha messa in pratica male. UN po’ come le costolette d’agnello o il fegato alla veneziana, no? Prima di mangiarli come dio comanda pensavo fosse una cosa che non mi piace. E invece.

    Ma se lo stai smontando a punti, dopo averlo tirato giù dal piedistallo, fai un certo lavoro. Chissà, chissà. Sarà solo umano, ma l’amore è amore. (Se l’amore è amore, diceva Venditti)

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    1. Sono sincera, mi ha dato fastidio il suo giudizio, perché io la conosco ed è speciale, mentre per lui è solo … strana, pazza. Si fa presto a giudicare dall’alto senza conoscere davvero. I giudizi affrettati non sono mai stati nelle mie corde: io scavo e dopo giudico. Forse perché ho commesso tanti errori, forse perché sono fatta così. In ogni caso questa cosa mi ha davvero urtata ( e vorrei parlarne con lui, ma poi mi dico che non serve a nulla. I pregiudizi sono difficili da smontare)

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  3. Amara e cruda realtà. È la vita stessa, ma i cambiamenti portano sempre a nuove cose, nuove porte da aprire, ci saranno sorprese dietro, belle o brutte, ma, come in un uovo di pasqua, le dobbiamo accettare perché ci sono state regalate. Prenderemo ciò che è buono e ricicleremo 😉 ciò che non ci piace.

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    1. Sì, concordo, è la vita. Cambiare fa paura, un pochino, ma io non sono un ‘amante della zona confort: me ne farò una ragione (che tradotto significa: mi do una giustificazione valida per le scelte che faccio)

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      1. Ma le scelte sono veramente nostre? Credo che il destino ci forzi un po’ la mano, per spirito di sopravvivenza siamo costretti a fare scelte molto lontane dalla nostra natura. Capisco i tuoi timori, ho cambiato vita diverse volte, sono scappata via di casa due volte, ho cambiato citta, ho cambiato lavoro tante volte. Anche adesso, nonostante l’età, cambierei ancora qualcosa e scalpito ogni giorno come un puledro per ritagliare dal giorno i miei momenti diversi. Il cambiamento, benché spesso doloroso, come il parto, è una rinascita. Qualcosa che ci arricchisce in forza ed esperienza. Noi donne siamo campionesse in questo 😉

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