Punti Di Vista (PDV)

post 81

 

Qualche tempo fa, su Facebook, mi lanciarono una sfida: citare per cinque giorni almeno tre cose positive accadute nell’arco della giornata. Certo, social bla bla. Ma no, giuro che sfida mai arrivò nel momento più sbagliato. Era un periodo decisamente Dark Side of the Moon, non c’era nulla di positivo che riuscissi a vedere, la mattina alzarsi era una fatica, insomma, avete capito. Credo che ognuno di noi prima o poi per i motivi più diversi ci sia passato. La prima reazione fu: ma no, che cazzo scrivi per cinque giorni? Verrà fuori una roba molto triste e deprimente, tipo: 1)Piove, oggi, ma almeno non piove a vento. E via dicendo. E in effetti il risultato fu più o meno quello. Roba triste e deprimente, a rileggerla. Ma quello che invece trovo determinante è che in quei cinque giorni mi impegnai davvero a guardarmi intorno per registrare qualcosa di positivo. Fu come cambiare occhiali. E anche se subito dopo tornai a indossare quelli vecchi, sapevo di poterlo/saperlo fare. Cambiare Punto di Vista, PDV.

Tutto ciò che accade può essere ribaltabile. Tutto può essere visto, interpretato, vissuto in tanti modi. È una delle cose che amo ripetere da anni: la vita si vive in tanti modi, generico quanto basta a farne un motto, un motto che ho assimilato lentamente e che a volte dimentico, certo, ma sento che mi è entrato finalmente un po’ sottopelle, piano piano ce la faccio a farmi occhiali nuovi, a dispetto del prezzo alto che bisogna pagare. E ci sono tante cose che mi aiutano, è vero.

Siccome parlavo ora ora a un amico del divertimento, credo che ci infilerò proprio questo, il divertimento: divertirsi aiuta, ridere aiuta, liberarsi dagli schemi aiuta. Credo che ognuno sappia cosa lo fa divertire, solo che a volte bisogna prenderci confidenza, non è immediato, bisogna abituarsi di nuovo a divertirsi, perché, banalmente, da bambini ci divertivamo tutti, sapevamo cosa fare per ridere, sapevamo quale era il nostro gioco preferito e lo facevamo appena possibile. Punto. I bambini sanno divertirsi. Forse sono avvantaggiata perché ho una figlia e tante cose l’ho imparate di nuovo io da lei, o forse gliele ho insegnate, non si capiscono mai i confini, i limiti, in questa relazione che ho con lei, a volte penso che sia lei a dare più a me di quanto io possa dare a lei, ma è come se a volte ci sorreggessimo, se facessimo squadra, ma senza pretenderci, solo donandoci. Con lei è tutto così maledettamente facile… (sì, sì, vi sento: aspetta la veraadolescenza e poi ne riparliamo. Però ora è così, quindi mi posso permettere di scriverlo, ok?).

Ed ecco che arrivo a provare a dare un senso a quello che ho scritto.

Se mi chiedessero oggi di dire tre cose positive, credo che non riuscirei a fermarmi a tre. E se penso a ieri: lo stesso. E se penso al 24: idem. Forse è solo un momento fortunato, io che di fortuna ne ho sempre poca, forse mi hanno drogata mentre dormivo, forse sto solo impazzendo e questa è un raro disturbo della personalità che ancora devono studiare (e magari tra qualche annoi ci scriverò un racconto).

Forse sto davvero cambiando PDV.

Forse sto imparando a vivere.

(L’importante è che non sia che mi sto innamorando di nuovo. Ecco: questo sarebbe un vero disastro…)

 

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25 pensieri riguardo “Punti Di Vista (PDV)

  1. Cambiare punti di vista su molte cose è un bene, così come è un bene (benissimo!) divertirsi, che i musi lunghi lasciano sempre il tempo che trovano. Ed è vero che un sorriso può combattere tante cose, persino farsi beffe del destino.

    Sul resto non so 🙂

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  2. siccome l’amico non stava dormendo alle 4.30 ha lasciato _lei_ che stava dormendo nel suo studio, certo di non aver abbandonato donzella in pericolo in quanto ronfante e al calducio e al sicuro e con certezza TOTALE di non essere che una specie di zio-papà-amico, a quel “divertiti che ti serve” ci ho pensato parecchio.
    E figurati se io ai bambini non ci penso, al fatto che quello è un bel modo. Ma lo scherzo che tu salti con scioltezza è proprio quello che non permette di fare il paragone. L’adolescenza fa lasciare i giochi a quei bambini sul tavolo e sul pavimento e non li interessa più.
    E perché?
    Perché a me ogni cosa cambia (gli occhiali? ok: gli occhiali sono l’amore, per me) se ho l’amore. Lo sai.
    Se mi lobotomizzi e mi fai dimenticare che mi manca un pezzo di vita, io sono perfettamente in grado di fare cose che apprezzo, che trovo gradevoli, piacevoli, ,soddisfacenti, rilassanti, entusiasmanti – persino. Ma non saranno mai *entusiasmanti* davvero se. E lo sai.
    Per me.
    Inoltre ricordo Arnoldo Foa che stette MOLTO ma molto attento a non rispondere mai che si “divertiva”, perché lui alle parole stava parecchio attento. E certo, lo disse nella stessa intervista in cui ricordò che con i libri si è sempre ricchi, che non ti lasciano solo, che puoi essere in una cella ma sarai dentro il libro eccetera. Ma disse con chiarezza che cosa sia il *deivertimento*, partendo, e certamente non a sproposito, dalla sua radice, dalla sua etimoligia forse. Quando hai bisogno di divergere, o divertere, la normalità non è OK.
    Con l’amore, io non ho *bisogno* di divertirmi. Perché la mia vita non fa schifo: faceva schifo. Ma l’ho cambiata. Posso avere problemi, posso essere con le pezze al culo. Ma la parte contrale del mio lavoro è di per sé soddisfacente. Non devo “volgere altrove, in direzione opposta” il mio sguardo, non devo distrarmi dalla mia vita. Fare cose fiche, allegre. Stiamo dicendo questo? Ma certo, posso farle.
    Sai cosa, invece?
    Proprio oggi, pensa che “segno”, parlavo con B (povera, mi ascolta sproloquiare ed è già d’accordo… quindi è uno spreco) del fatto che i bambini fanno bene il loro lavoro: GIOCARE.
    Non è divertirsi, ma GIOCARE. Giocare è quello che io ho sempre fatto, con passione. Quando i bambini giocano non mollano, non vogliono mangiare, non vogliono mai smettere.
    Ok, mia nipote vuole cambiare gioco ogni 4 secondi, ma non vuole mai smettere di giocare.
    Se tu ti sei riguadagnata il respiro, è fantastico.
    Ma per me l’amore è come respirare: non gioco bene se sto soffocando. Non posso ne concentrarmi né distrarmi, se mi manca l’aria. E appena me la dai… beh non mi fa mica schifo la mia condizione 🙂 Non sono un Re della figaggine, non sono privo di problemi.
    Ma io l’elenco delle cose positive, anche 10, te lo posso fare ogni giorno. Con il tasto rosso nell’altra mano.

    Sono talmente abituato a dialogare con questo, che non ci metto niente. La storia degli occhiali è solo un altro modo di chiamarla.
    Una dozzina di anni fa io ed un amico dialogavamo di questo via e-mail. Dopo settimane di scambi su quanto la vita fosse o non fosse una merda, di quanto i desideri fossero o meno irrealizzabili, se e ma e bla, e il senso della vita. A parte 42, intendo.
    La vita NON ha senso: eravamo perfettamente d’accordo.
    IL centro, il nucleo del discorso era questo.
    Ma in quel momento io mi sentivo col sorriso, mentre sentivo forte il suo sentimento, lo conoscevo perfettamente e non c’era nessun motivo *logico* per contraddirlo.
    Il mio “nucleo” era caldo e pieno di energia, il suo freddo e oscuro. Ed eravamo nelle stesse condizioni.
    Mi guardai attorno e la vidi: io avevo lei, era lei la mia energia. Era il suo amore.

    Chi dice che devi bastare a te stesso lo comprendo, capisco le parole che pronuncia.
    Ma credo che ci siano persone che si bastano, davvero, e che “un’altra vita dentro non ci sta”, anche: si sentono costretti e meno liberi. Ma altre persone sono complete incastrate una dentro l’altra, pur lasciandosi liberi nelle rispettive individualità. Si incastrano i rispettivi amori uno dentro l’altro. Si scopano l’un l’altra con i loro amori (pensa ad un spirito-amore scopatore che prende l’altro amore e se lo scopa) e questo si che è soddisfacente. Ma io non divergerei (divertirsi) mai da quello. Non mi distrarrei da un’ordinario stato di estasi.

    Pensare che qualcuno si stufa di questo, per me è incomprensibile.

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      1. A dire la verità no, sono socio di diverse associazioni fotografiche ma il viaggio che mi ha portato lì l’ho fatto in totale autonomia (e solitudine fatta eccezione per la guida). Ho voluto essere in quei posti senza nessun altro da dover aspettare, senza orari da rispettare o tabelle di marcia da seguire…

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          1. In realtà le foto non “esistono” più o, meglio, non le è più. ☺
            Sono state vendute – quasi – tutte nel corso di due differenti aste. Farò a breve un album con tutte le fotografie della mostra e del libro in maniera da chiudere questo progetto per potermi dedicare al 101% a quello seguente. Che è già pronto 😆

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  3. Le parentesi quanto sono preziose, sintetizzano in poche parole il nocciolo di un pensiero, occultano ma non tanto una verità palindroma che come in certi giochi di enigmistica può essere letta anche al contrario, sono la boccia che rotola precisa fino al pallino della confidenza.
    Bene.
    ml

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