Christmas is coming up

 

 

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E mentre mio padre continua a mandarmi messaggi con tutta una serie di imperativi (Riposati! Non fare nulla! Scaldati!), che ancora mi sa che non ha capito che non ho la dannata influenza, io in realtà pensavo al Natale.

E così mi sono messa su una compilation che vi farei vedere i titoli (ma sopratutto ce ne è una che compare sempre sempre nelle compilation di Natale e mi ricorda una scena divertentissima avvenuta poco dopo essermi trasferita qui: uscivo con un tale, io lo chiamavo il Mago del Computer perché in realtà quello faceva -fa- di lavoro. Insomma, lo invito a cena da me, ho già fatto l’albero, siamo sotto le feste; metto su una compilation di Natale da YouTube e la faccio andare tutta la sera. Siamo appena entrati nel mio letto quando parte Feliz Navidad, Josè Feliciano: dopo è stato impossibile finire ciò che avevamo iniziato da tanto che ridevamo. Josè per me vince il gagliardetto della canzone di Natale più ridicola), ho fatto un inventario superficiale degli addobbi, ho cercato di ricordare in che angolo della casa ho montato l’albero l’anno passato, che qui, in questi 40 metri, è tutta una questione di incastri ben studiati, sennò va a finire che mi trovo il mio abetino 100% sintetico nel bagno, e ho sorvolato sul fatto che dovrò spostare mezza casa per farlo.

Qualcuno ieri mi ha detto che Dicembre è il mese più falso dell’anno. Una frase di un cinismo che manco io ci arrivo.

In realtà a questo pensavo stamani, al fatto che non è detto che sia falso, il sentimento dico, non è detto che se c’è un’occasione per dimostrare che pensi a un’altra persona questa debba essere per forza falsa, non è detto che ci pensi una sola volta all’anno, magari sfrutti quel giorno per dirlo di nuovo, che le vuoi bene, che pensi a lei. Come per molte cose siamo noi a sfruttare male i mezzi che ci mettiamo a disposizione. Il Natale sarà falso se noi lo vivremo da persone false.

E quindi termino sempre ogni mio ragionamento nello stesso modo: siamo sempre noi a fare la differenza. Siamo noi la cellula che può impazzire (o rinsavire). Possiamo scegliere. E pare che nessuno se ne curi.

A me il Natale piace. E non sempre è stato così. Ci sono stati anni in cui il solo pensiero mi metteva ansia: l’ansia dei regali, l’ansia del pranzo. Ma non era colpa del povero Natale. Era colpa mia, vedevo le cose dal punto di vista sbagliato (con gli occhiali sbagliati, avrebbe detto qualcuno), non era un’occasione, ma un fardello.

E siccome non c’è una legge che ti costringe ad amare e festeggiare il Natale, chiunque può fare come vuole e sentirsi come vuole. Se non ti piace basta ignorarlo. Oppure sei il Grinch e allora ti tocca da copione odiarlo.

Io intanto ballo Frosty the Snowman con Bublè e mi sento bene, sorrido e boh, la prendo così, come un’occasione per tornare bambina, per urlare alle perone che amo che le amo, per giocare, per ballare, per essere felice.

Sempre che qualcuno mi aiuti a tirare giù l’albero …

(Che ‘sta foto è mia si nota… io sono un cane con le foto)

44 pensieri riguardo “Christmas is coming up

  1. Ma sì dai, in fondo tutte quelle luci sfavillanti, quella sottile magia ovunque, che piaccia o non piaccia dipende solo dallo stato d’animo. Chi è solo sentirà maggiormente il peso della solitudine, ma come diceva qualcuno, c’è sempre un’altra scelta, dicembre non è un mese ma uno stato d’animo, possiamo decidere quale adottare.

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  2. il Natale ognuno lo vive come vuole, è vero fino ad un certo punto, ognuno è libero di apprezzarlo o meno, questo sì, ma per quanto il modo di viverlo, parlo per me, non è così. I miei Natali da 40 anni circa a questa parte sono stati un’agonia vera e propria, ma non dipende da me ma dalla persona che ho vicino, ogni Natale c’era da incazzarsi per tutto, si iniziava un mese prima a discutere, e puntualmente il Giorno di Natale c’era la Maschera della Festa, pronta All’uso, e ti dico che non c’è stato una volta , dico una, che non l’abbia passato incazzata per colpa sua.
    A me piacerebbe festeggiarlo in pace e armonia ma con lui non c’è modo, la soluzione per adesso è stata, smettere di festeggiarlo, ma continua a farmelo passare ancora peggio ogni anno che viene , anche se ci sarebbe una soluzione per eliminare il problema, ed è un bel po che ci sto pensando, e prima o poi dovrò decidermi. Dopo aver trovato lavoro sicuramente .
    🍀😘

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    1. Cara Farfalla… parli con una persona che ha lottato per i suoi Natali. Ha lottato per poter essere felice. Finalmente. Ma no, dico felice sbagliando, in realtà ho lottato solo per continuare a vivere. E lo faccio anche ora, con lui. Avesse le palle mi farebbe fuori. Tutti meritiamo un Natale degno di essere vissuto. Anche se poi quel Natale lo passiamo a essere infelici: deve essere una scelta, non una condizione imposta da altri. Non vale arrendersi. Come mi ha ricordato un amico di recente: la vita è solo una: non possiamo permetterci di sprecarla

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      1. I perché sono tanti, e difficili da comprendere, il lavoro che non c’è, i primi anni per i figli, e forse più di tutto la paura di non riuscire a farcela da sola? Bisogna avere le palle anche per fare un passo del genere, a volte la forza la
        Si trova incontrando Un altra persona, ( io non ho altre persone che mi fanno avere un motivo per lasciare questa situazione che non mi piace ) non penso sia facile da comprendere, vista da fuori, ammiro chi se ne va senza voltarsi indietro e riesce a ricominciare a vivere, io non ne sono capace e questo mi logora dentro giorno per giorno …

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        1. La mancanza di indipendenza economica è sicuramente una ragione valida, ma portare via i figli dall’inferno non dovrebbe essere un motivo più che sufficiente per andarsene? Perché un figlio cresciuto nell’inferno non potrà mai essere una persona equilibrata e condurre una vita normale. Io lo so.

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          1. Sono nonna i figli sono già grandi e hanno una loro vita,per fortuna senza conseguenze, e io sono già vecchia per ricominciare Un altra vita . Ho sempre nascosta la speranza di riuscire ad andarmene ma per adesso non posso farlo …

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          2. Avevo un’amica che aveva un matrimonio allucinante. Un giorno una comune amica le ha detto ma perché non vieni via? Lo sai benissimo che la casa dei tuoi è sempre aperta, poi qui puoi trovarti un lavoro mentre i tuoi tengono il bambino, ricostruirti una vita…” Risposta: “Ormai la mia vita è finita”. Aveva 29 anni. Voglio dire, quella dell’ “ormai è troppo tardi” è un’idea, ed è sempre un’idea falsa, a vent’anni come a quaranta, a sessanta, a ottanta. Se restano da vivere vent’anni, cinque anni, un anno, due mesi, viverli almeno in pace non è un obiettivo valido?

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          3. Sono d’accordo con Barbara. Forse perché per un secondo ho pensato anche io La vita è finita, ormai. E poi mi sono svegliata. Ho pensato anche io di non poter trovare un altro lavoro. E poi l’ho trovato. Ho pensato anche io di non poter riuscire a vivere e mantenermi e mantenere Little Boss con lo stipendio che ho, ma lo sto facendo da anni. Se ti muovi, l’universo si muove con te: pare una cazzata ma l’ho toccato con mano. Bisogna solo superare la paura. Ognuno ha il suo sistema per farlo. Tu puoi trovare il tuo

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          4. Avete tutte e due ragione in pieno,
            forse sono io che sono codarda Forse ho paura dell’ignoto, la mancanza di fiducia in me stessa non mi aiuta, sembro un Leone ma non lo sono. Vi ringrazio entrambe dei vostri consigli 😘😘 ne ho 57 di anni e mi sono sposata a 18, scappavo dalla casa materna Perché a quei tempi ci stavo male, e sono finita peggio …. 😞

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          5. Ecco, io quell’errore non l’ho commesso: ho scelto di scappare verso la libertà, e non verso un’altra schiavitù. C’è da dire che se a diciott’anni mi fosse venuto in mente di uscire con qualcuno, non sarei sopravvissuta abbastanza da poterlo raccontare.

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          6. No, non è questione di bravura, è questione di pura e semplice sopravvivenza. Che non mi sarei mai sposata perché la sola idea di famiglia mi faceva – mi fa – orrore, l’ho deciso che ero poco più che bambina. Il problema dell’essere stati all’inferno poi è che anche se tu riesci a uscirne, è lui che non esce mai più da te. I cinquantotto anni di insonnia pressoché totale che ho sulle spalle è una delle tante cose che da quell’inferno mi porto dietro.

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      1. una citazione famosa che a me piace molto, dice che La vita sia il bene più prezioso, ma è proprio la possibilità di realizzare un sogno che la rende particolarmente interessante.
        buon pomeriggio Moon

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