Somethimes they come back (devo organizzarmi)

post 68

Eccomi qui, dall’intervento non sono passate nemmeno 24 ore e io già mi sto rompendo le scatole.

Devo organizzarmi.

Sto alla grande (vabbè, non esageriamo, facciamo che tutto è relativo), alla fine, Barbara, comunque, avevi ragione, come ho già detto (scusate questo treno di virgole…)

La mia Doc era in gran forma ieri. Spippolava su un Samsung maledicendosi per aver infilato il suo iPhone dritto nel cesso, parlava di case in affitto al mare, di appuntamenti con uomini, tutte cose di cui onestamente non poteva importarmi nulla, ma che in effetti mi hanno distratto mentre compilava  fogli, mi faceva firmare fogli, stampava fogli.

Posso ascoltare la mia musica mentre…?

Perché no, che ascolti?

Radiohead

Rilassante…

La mia Doc ha un bel sorriso.

Mi sono fatta girare il monitor e mentre Thom cantava le sue canzoni, io mi sono vista tutto in diretta, meglio che un programma su Focus.

Qui dovrei sentire qualcosa se sentissi?, le ho chiesto.

Sì, certo.

Ho tirato un sospiro di sollievo: anestesia? Funziona.

E poi nel giro di mezz’ora ero già fuori, Magari aspetta un pochino prima di andare, ma c’era un odore di paura in quella sala d’aspetto e io me ne sono venuta alla svelta, nonostante le proteste dei coccolatori (avevo tutto un team con me, che sembrava dovessi partire per la guerra).

E il pomeriggio è stato in effetti un po’ fumoso, con tutta quella gente intorno, nemmeno la pentola dell’acqua mi hanno fatto mettere sul fuoco, e poi Non puoi dormire da sola, stanotte, e così è rimasto l’Amico Speciale, ci siamo visti due commedie in tv, Certo che così non ci si capisce più nulla, se dormiamo insieme. Sono d’accordo. Ma stanotte ho dormito benissimo.

Ci penserò domani. Firmato: Rossella.

E domani è già oggi, ho cercato di non far tornare i coccolatori, ma ci sono riuscita al 50%. Con la smorfia telefonica di mia madre.

(Omissione della conversazione con TDL di questa mattina: continuo a essere brava?)

E ho tutte queste giornate in cui non devo fare nulla che già mi spingono all’angoscia, meno male che devo scrivere il racconto, mi ci infognerò per benino, e poi mi rimetto in pari nel leggere qualche articolo qui, e poi magari finisco il libro che ho comprato, e poi magari…

Riposati, rilassati, riguardati: santocielo che incubo!

No, no: devo organizzarmi…

10 pensieri riguardo “Somethimes they come back (devo organizzarmi)

    1. Giorgio ha una voglia matta di divertirsi e di spupazzarsi qualche bella ragazza, quindi decide di chiedere a un suo amico, che è un play boy per natura, di portarlo in qualche locale particolare. L’amico gli propone di andare in un locale privato dove tutto gli è concesso anche di scopare le mogli di altri senza problemi. L’uomo sentendo questo si sente talmente eccitato che non vede l’ora di trovarsi in quel posto meraviglioso descritto dall’amico, quindi arrivano sul posto e man mano la sala si va riempiendo di coppie e tante belle fighe. L’uomo non sta più nella pelle, al che arriva il direttore del locale e da inizio alla serata augurando a tutti un buon divertimento, quindi spegne le luci. Fra i presenti comincia un palparsi e toccarsi e altro ancora. Passano 5 minuti dall’inizio della serata e nel buio si sente una voce che dice: “Ragazzi..organizziamoci…….ma!!!” nessuno fa caso a questo e la serata continua. Passano ancora 5 minuti e si sente ancora la stessa frase ma con più incidenza: “ragazzi vi dico organizziamoci….” come prima, nessuno da peso alla cosa e la serata va avanti. Passano altri 5 minuti e questa volta la voce diventa un urlo che ripete per l’ennesima volta: “ragazzi…..porca miseria ho detto organizziamoci”…Questa volta interviene il direttore e chiedendo scusa ai presenti accende le luci e chiede chi fosse quel caprone che grida così e l’uomo risponde: “io”….e il direttore chiede il perchè e l’uomo risponde urlando:….è da un quarto d’ora che si è spenta la luce e l’ho presa nel culo tre volte e acora una tetta non sono riuscita a toccarla!”

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