Riposarsi, rilassarsi, riguardarsi

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Il giorno prima dell’intervento. Cioè oggi.

Ultimo giorno di lavoro, cerco di farmela prendere bene, mi godo i miei clienti, li coccolo e in cambio ricevo, come sempre, grandi sorrisi. Ci sono volte che amo le persone.

Una ex collega viene a trovarmi, l’ha saputo, resta a pranzo con noi, si scherza su cosa dovrò fare domani, ci facciamo tutti delle grasse risate, siamo a tavola in sei, oggi (di solito siamo in tre, ma si è aggiunta una collega fuori turno e la nuova aiuto cuoca), il mio Boss tira fuori una bottiglia di vino (riserva) e si brinda.

Avrei preferito brindare dopo, Boss, gli dico.

Ma questo è un augurio, risponde.

Un sorriso al Boss.

Passa un amico a trovarmi, sta lavorando qui vicino, mi dice. Io nel frattempo ho finito il turno, mi chiede come sto, mi dice che domani alla Normale c’è il traduttore di Haruf. Che cazzo di sfiga! Non posso. E gli racconto tutto. Ma alla fine mi metto a ridere anche con lui, questa cosa si vede che è divertente e io non lo sapevo, ma sì, me la rido. Un grande abbraccio, in bocca al lupo, in culo alla balena, auguri, e io non so mai che rispondere, ma mi prendo tutti queste parole, che sono parole per me, mi prendo tutti questi abbracci e questi baci, e questi Ci vediamo martedì!, Mi raccomando!, e questi Ma per avere cinque giorni di festa tutta questa storia dovevi inventare? , e rido, e sorrido, e va a finire che ho finito il turno da due ore e sono ancora lì. E intanto iniziano a chiamarmi mio padre e mia madre.

In questa cosa sono unitissimi, si chiamano da giorni, organizzano, A prenderti a casa ci vango io (mamma), Io faccio il brodo (babbo), che verrebbe da dirgli, mica ho l’influenza, eh!, Devi prendere le ciabatte, Posso restare a dormire io…

Torno a casa e mi gira la testa.

Chiama l’Amico Speciale che, vi ricordo, ho mollato impunemente.

Domani ho preso un giorno di festa, ti rompe se ci sono?

Ma come cavolo fai a pensarlo, che mi rompe.

Ho mollato proprio un bravo ragazzo…

E mentre gli altri pensano, si affannano (la spesa ce l’hai? Il certificato va fatto dove? Chi dorme con te domani notte?) io per una volta questa cosa la vivo passiva.

Quello che mi interessa davvero è vedere almeno per un’ora la mia piccola creatura, domani, avrò bisogno del suo abbraccio, dopo, non posso non vederla. E allora per quello mi arrabatto, chiedo, mando messaggi, domando: voglio solo questa sicurezza. E la voglio in maniera del tutto egoistica. Sono una madre di merda, pazienza. Io di lei ho bisogno come l’aria. Perché sa farmi ridere, sa consolarmi, lei è magica, e una come me non se la merita una figlia così, ma a me è toccata e allora me la godo, come stamani che mi ha chiesto, prima di alzarsi, se restavo con lei abbracciata solo per un minuto…

E quindi ho paura? Sì. Non dell’intervento, mi rendo conto oggi, ma del dopo. Perché dopo dovrò, almeno per un po’, girare un po’ più lenta, come un motore che ha qualche valvola da regolare o che so io. E dovrò riposarmi, mi dicono tutti. Gesù…ma come si fa?

Riposarsi, rilassarsi, riguardarsi. Iniziano tutte per ri. E non ne so fare una. Forse il mio è un problema etimologico…

(Sono stata bravissima a non parlare di TDL in questo articolo: vedete come sono brava? Non che lui non ci sia stato nel giorno stesso e nei precedenti: c’è stato eccome. Ma io sono di parola e non ne scrivo, non ne parlo. Mi applaudo da sola!)

30 pensieri riguardo “Riposarsi, rilassarsi, riguardarsi

    1. Mi fido Barbara. E concordo sulla risposta che dà il corpo. Io ne abuso da quando sono ragazzina… prima o poi doveva ribellarsi 😁 (quel neanche una briciola mi dà speranza… non ho paura del dolore, ma delle limitazioni dovute al dolore)

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      1. Certo 😉 E pensa solo a rilassarti per una volta che è da tanto che non lo fai. Prendila come una mini vacanza anche se scoccia 😘 Così puoi continuare la scrittura con più calma e sopratutto tempo 👍

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    1. Sai che non è spagnolo hasta la vista vero? Hasta manana, hasta manana por la tarde, ma hasta la vista no… però è sempre un saluto figo… 😁😁😁😁 grazie Walter : sarò sempre qui , sarà una passeggiata 😉

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        1. Credo di aver visto quel film almeno 1000 volte: la vecchiaia inizia quando non ti ricordi le citazioni dai cult. Quindi mea culpa: so di non sapere ( nel caso specifico: so di non ricordare …sob!) hasta la vista, Walter

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  1. Ciao, ho letto con attenzione e non so di cosa tu debba essere operata (forse è pure indelicato scriverlo così), ma una cosa posso dirtela: lasciati andare. Fai che si prendano cura di te. Asseconda il dolore, anche fisico, che se non gli si fa la guerra diventa meno violento. Passerà e ogni giorno sarà meglio di quello precedente. Io ti abbraccio, anche se non ci conosciamo. In bocca al lupo!

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