Tregua?

 

post 63

Così gli ho detto in macchina a TDL: mia figlia è l’unica cazzata che io non abbia fatto nella  vita.

Non mi capacito di come ancora possa amarmi dopo tutti gli errori, dopo tutta la sofferenza. Dopo tutto.

L’ho detto a lui per dirlo anche a me.

Devi pensare a te, dice l’ospedale.

Non posso pensare a me senza di lei.

Ed ecco che allora ci pensiamo insieme, ragioniamo sulla mia convalescenza. Io e lei. Non potrò fare sforzi per un mese, le dico. Guarda che le casse dell’acqua le posso portare su io, mi risponde. E poi per la spesa la fai un poco ogni giorno. E non devi più prendermi in braccio come quando ero piccola. 

Incontrovertibile.

Non ci pensare, dice la mia piccola Boss.

Io invece ci penso.

Penso alla dottoressa con gli occhi chiari che faceva casino con i fogli (non me li scombinare!, rideva l’infermiera), stai tranquilla, mi ha detto, non è una spada di Damocle, è un tumore. Noi lo leviamo e le possibilità che ti torni è bassissima.

Io so che ha ragione. Lo so perché ho letto. Lo so perché mi sono informata. Lo so perché io non ho paura di morire. Non è la morte che mi spaventa. E poi non ci muoio per questa cosa. Nel senso, se non lo tolgono magari anche sì, ma la prevenzione funziona (Funziona, capito? Fateveli i controlli: fine della pubblicità progresso).

Penso al lavoro: dovrò fare meno palestra del solito (ricordate? la pesistica alzando i fusti della birra? I piegamenti eccetera?), sarò quindi meno efficiente e mi gireranno un po’ le scatole. Sarò più lenta, maledizione, e io detesto essere lenta.

Penso anche al sesso. Zero per un bel po’. Non conta che io che non abbia più l’altra parte, è l’idea. Clausura. Clausura indotta: se non è questo un Segno

Poi, ovvio, penso: e se non lo tolgono tutto? O ritorna? Altro intervento? E poi: per dieci anni devo fare controlli, e pensarci?

Certo, ok, come ho detto a Barbara, qui: è una gran rottura di scatole. Era meglio vincere alla lotteria, che lo so che dovrei iniziare a giocarci, prima, altrimenti non posso certo vincere, ma fa lo stesso.

E tra poco più di una settimana farò l’intervento, e via, chiuderò un altro capitolo.

E poi si aprirà qualcos’altro, magari.

O magari non si apre nulla e io avrò finalmente la mia tregua.

Sì, ci credo poco anche io.

Le testine come me trovano sempre il sistema per complicarsi la vita…

Nota:Come promesso ho ricongiunto il Tempo. Ho un po’ corso, devo dire, per poterlo fare, soffocando il blog di articoli. Ma ci sono riuscita. Quindi la tregua è anche per voi. Se vi va bene non riuscirò più a scrivere un articolo al giorno. Magari la mia vita diventerà così piatta che non avrò più nulla da scrivere. Forse… chi può dirlo? 

30 pensieri riguardo “Tregua?

  1. Ti aspetto anch’io ❤️🍀❤️ vedrai che andrà tutto bene , magari quando torni possiamo su quel tavolino giocare tutti assieme a “ merda “ conosci il gioco ? Se nn lo conosci te lo insegno io:) forza Moon facciamo il tifo per te 😘😘😘😘🍀🍀❤️❤️

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  2. Non posso pensare a me senza di lei
    No, è vero esattamente il contrario: non puoi provvedere a lei se non provvedi prima a te stessa.
    Per la palestra e tutto il resto le limitazioni sono solo per un po’.
    Per il sesso pensa che più di qualcuna si ritrova molto più vogliosa e reattiva di prima, forse per il cessato pericolo di gravidanze indesiderate, forse perché è semplicemente una svolta nella vita, e le svolte portano sempre qualcosa di nuovo.
    A “in bocca al lupo” io rispondo regolarmente “lunga vita al lupo. E magari, già che ci siamo, anche a me”. Non essendo convinta che i sacrifici animali servano a fare andare bene un esame, un colloquio di lavoro, un intervento, preferisco evitare di sacrificare quel povero nobile animale.
    Nel mio ultimo intervento ginecologico (ne ho subiti tre, ma solo uno per la bestiolina – lo preciso per non crearti allarmi infondati), sia il chirurgo che l’anestesista erano donne (il primo che mi suggerisce di dire chirurga lo prendo a randellate sulle gengive, lo si sappia) ed è andato tutto benissimo. Quella che mi ha operata era giovanissima, meno di trent’anni, ma se l’avessi incontrata per strada non gliene avrei dati più di diciotto.
    Naturalmente mi unisco alla banda degli aspettanti.

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          1. Ambè, ma allora non ti porta via praticamente niente! Io l’ho fatta ambulatoriamente in anestesia locale (unico piccolo problema: io le anestesie locali le prendo sì e no al 20-25%, per cui sono stata operata praticamente in carne viva) e poi sono tornata a casa.

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          2. Si, lo so, sarà una passeggiata. Vabbè. Quasi. E non ho paura. Ma insomma. Solo che uff… ho il vocabolario scombinato oggi! Rimetterò tutto in ordine. Prima o poi …

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