Il punto simbolico

 

post 61 e 62

 

Sono già due giorni ormai. Nel mentre sono successe altre cose, come sempre, quando do il gas alla mia vita la mia vita risponde con l’accelerata: mi pare logico, anzi, meccanico.

Ho messo il punto simbolico. E l’ho messo chiamandolo proprio così: punto simbolico. Ho avuto venti minuti, anche meno di mezz’ora, siamo scesi dalle macchine e poi nel bar di fronte per un caffè e lui mi chiede, mentre aspettiamo la tazzina, dimmi tutto, e, giuro sulla testa di mia figlia, in sottofondo c’era questa canzone, Dancing in the moonlight, e io mi sono messa a ridere, cosa ridi?, Nulla, è che questo posto non va bene, usciamo per favore. L’asfalto sarà una scenografia perfetta.

Gli ho chiesto di non parlare. E lui l’ha fatto, ha ascoltato e basta, ha ascoltato mentre gli dicevo che non ha funzionato nulla, nemmeno odiarlo, che però sono stanca, non ce la faccio più, e allora eccolo, il punto simbolico, che è vero che potevo farlo anche senza dirglielo, ma l’ho già fatto e non ha funzionato, quindi…

Una fine.

Non risolve.

Ma aiuta.

Smetti di tirarmi le trecce, gli ho detto.

Posso anche non venire più al Ristorante, se lo vuoi.

Non serve, non risolverebbe nulla, ho già provato a evitarti, ma non è questo, non è evitarti, è metterci un punto, quello che mi serve.

Fai sempre tutto da sola, dice.

Forse, penso, ma non rispondo più.

Scendo dalla sua macchina per evitare di piangergli davanti, lui mi prende per la mano, chiamami quando starai meglio, voglio ancora sentirti parlare.

Sono stata previdente. Il maglione ha protetto il freddo, le scarpe mi hanno impedito di inciampare. E il trucco si sarebbe sciolto.

E quindi cercherò di smettere almeno di scriverci su (li sento gli applausi e le grida di giubilo: era ora! Finalmente!).

Mi ci vorrà forse ancora tempo per risarcire questa ferita.

E tanto nel mentre ho altre cose a cui pensare…

Quando parlo di Segni parlo proprio di questo: l’ospedale mi ha dato un Segno bello grosso: ora devi pensare a te, smetti di circumnavigare il tuo cuore. Pensa al tuo utero…

32 pensieri riguardo “Il punto simbolico

  1. L’utero non è un problema: sono passati 23 anni e sono ancora qui a rompere le palle (adesso resta solo da sperare che non degeneri quello del cervello, ma mi hanno detto che questa bestia qui lo fa piuttosto raramente).
    Quanto al resto, sono ben sette secoli che lo sappiamo, che per poter rivedere le stelle bisogna prima attraversare l’inferno. Che è una roba un po’ pesante, ma prima o poi finisce. Poi c’è ancora da attraversare il purgatorio, che non è una festa neanche quella, ma insomma almeno si riesce a tirare il fiato, e poi finisce anche quello, e allora siamo a posto.

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    1. So che non è un problema. Ma è una bella rottura… insomma, alla fine non è come vincere alla lotteria. Potrebbe andare peggio (poteva andare peggio) .
      Speriamo di avere almeno Virgilio però, dalla nostra eh? Che dici? Non sarebbe meglio?

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  2. Hai detto tutto…ma il buon Franck deve lasciare macchie d’inchiostro cmq…ho già espresso il concetto…quindi non mi ripeterò….evidenzio segni come passaggio sublime del concetto che hai espresso snocciolandolo in modo intensissimo…facendo capire cosa ti è costato dentro e più dentro…tu che sei cosi fragilforte… Altro massimo..la foto…bellissima…una gran bella foto…se scrivi un grande articolo e alleghi una foto di merda…perde tutto anche la parola decade…il resto è Moon ..e Moon non si discute…si legge..si apprezza…si prova a comprendere…dedicati a te..nel pensare sempre a tutto…troppo ci si dimentica di se stessi…Franck dice ( qualcuno mi ricitera’ dicendo…siamo tutti filosofi con culo degl’altri) …cercando milioni di forme da adattare alla mia ho sistemato tutto e non capito che la soluzione ero sempre io. Tu vali di più…sempre.

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    1. Io so che la soluzione sono sempre io: sarà per qusto che sono annichilita.
      Franck ( te lo riscrivo così ) mi piace. Quindi te lo scipperò e da ora in poi sarai solo Franck ( Acromini o nomignoli: non chiedermi di spiegare, ma ho il bisogno di darli. Un nome è solo un nome qualsiasi. Un nomignolo è qualcosa che è solo per te).
      Sto pensando molto a me, scrivendo qusto blog sopratutto. Questo blog è la mia terapia (e voi i poveri diavoli che stanno a guardare: tutta la mia soldarietà)

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          1. ? Migliore di WC?! Conosci molte invenzioni più utili e salutari di questa? Pensa solo a quando avevo tutte e due le zampe rotte e stavo in sedia a rotelle senza poter posare i piedi a terra, a dovere andare in mezzo al campo e accucciarmi e poi pulirmi con un fascio d’erba! E’ stato lui, WC, a salvarmi la vita!

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    1. Spero che i 50 cent siano di cioccolata, per chi li ha vinti. Strano che tu abbia perso, dico davvero. Alla fine sono così prevedibile…
      è più difficile prevedere il finale di Lost che di questo blog 🙂

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  3. Sarò breve. Di certo più dell’esimio FC (con affetto). Finale di stagione un filo deludente. Avrei preferito lo facessi fuori e nascondessi il corpo nel freezer. E ora via, per arrivare la dove nessuna Moon é mai giunta prima.
    Lunga vita e prosperità 🖖

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  4. Sei Speciale, ed è sempre un piacere leggerti, apro una parentesi che forse non c’entra nulla con quello che hai scritto ma te la scrivo ugualmente …mia madre mi ripete sempre quando a volte dico che i miei figli mi fanno confondere … ognuno ha i figli che si merita … e poi mi dice … che Dio manda il dolore in base a quanta forza abbiamo, come dire che più forti siamo e più forte è il dolore …non consola sta cosa, anzi a me fa venire un gran nervoso …:)
    Chiusa parentesi
    ❤️🍀❤️🍀❤️

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    1. è vero, fa venire il nervo, ahah! Meno male che non credo in Dio… Sennò saprei con chi rifarmela! Ognuno ha i figli che si merita, no. Non ci credo. Mi dispiace. Io non me la merito la mia Little Boss, lei è davvero speciale e io a volte mi chiedo se sono all’altezza di essere sua madre. Eppure guarda che fortuna 🙂
      E poi apri sempre tutte le parentesi che vuoi, qui poi, questi scambi fanno bene al cuore …

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