Volevo essere breve. Cazzo

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E mi piacerebbe che poteste sentire questa canzone mentre leggete, ma non so come funzionano davvero i video qui, su WordPress.

Mica perché sia una bellissima canzone, anche se devo dire che Spoty l’ha trovata per me e quindi va da sé che mi piace, solo che scrivo queste parole con queste note in loop, perché se una canzone mi piace faccio così e la ascolto in loop, perché se una canzone mi piace significa che mi fa stare bene(o male, fa lo stesso) e io voglio sentirmi in quel modo il più a lungo possibile. Voglio sentire, provare, toccare tutto quello che mi fa sentire viva.

E stasera sto (stranamente) bene con me stessa, cavolo quando sto bene, mi guardo allo specchio e mi piacciono quelle linee viola sotto gli occhi, il pallore da enfisema, lo zeroseno sotto la maglietta, i capelli bianchi, pure quelli (prima o poi ci vado dal parrucchiere a sfruttare il buono che mi hanno regalato i colleghi). E mi piace il mio sorriso.

Perché sto bene? Sarà questa canzone? Santeria?

O sarà il cielo nuvoloso? Il turno doppio? Il mio ex che si incazza perché ho deciso di non mandare a scuola Little Boss lunedì per poter stare un po’ di tempo con mio padre? L’ospedale che chiama per dirmi che sì, c’è bisogno di fare due parole, ma non puoi dirmelo ora? No, non si può, la privacy eccetera , devi aspettare giovedì. Sarà TDL che non mi chiama per il nostro famoso incontro?( Ma mi manda messaggi per cose inutili, cose che sa già, diamine, gatto e topo!) Ormai sarà la prossima settimana, mancano due giorni a lunedì, il lunedì che dà il via alla settimana prossima, e lui nulla, non fa quello che ha detto, non mi fa sapere, cosa che mi aspettavo, certo, lui si fa da parte, è un gentleman, dirà così, cavolo, I Known my Chickens, li conosco bene. Che poi è solo un modo per prendere tempo, crede che io sia una stupida? Lui non sa che io so. Ma sì, va bene così, il punto che voglio metterci alla fine lo metterà lui in questo modo vigliacco, ma conta il fine, giusto?

E pensavo a una cosa, questa cosa della Sfera e del Cubo, Vittorio mi hai fatto pensare, maldetto dramma quotidiano, il mio pensiero, amico-nemico della mia vita, che poi penso davvero a caso, a volte, confondo la realtà con i sogni, non i sogni ad occhi aperti, proprio quelli che si fanno la notte, e ieri ho sognato di nuovo di nuovo di nuovo TDL, che mi incrociava e non mi guardava, non mi riconosceva nemmeno, che poi so perché l’ho sognato, il mio subconoscio mi sta mandando dei segni belli grossi di recente, potrei ignorarli e fare di testa mia, ma alla fine ci faccio i conti.

Divago. Come sempre. Pessima questa mia abitudine di perdere il segno, di smarrirmi e dover ricominciare da capo.

Pensavo alla Sfera e al Cubo, dicevo. Sì, ok, sono la Sfera: sempre in movimento e sempre la stessa faccia, la mia natura è rotolare via, ma non da tutto. Per molte cose sono un Cubo stabile: lo sono per il lavoro (mi serve, devo essere meno rotolosa possibile), lo sono per Little Boss (cerco comunque di essere una buona madre, di darle degli esempi discreti, non buoni, magari, ma io ho ceduto alla dura realtà dell’imperfezione e mi preme che impari questo, che impari a non pretendere la perfezione da se stessa, questo le salverà il coca button – tradotto: culo-), lo sono per… basta. Ho finito. Per il resto resto una Sfera.

Ed ecco, se c’è una cosa che mi piace di questo posto è questo: l’interazione. È come essere in un posto dove vuoi stare e parlare con chi vuoi parlare. Sono sincera: non credevo funzionasse così. Credevo che avrei scritto e basta. Libera il Censore, Moon. Ma qui le persone leggono. Non tutti, ma chissefrega, molte leggono davvero quello che scrivo. Il che per me è sorprendente. E io leggo. Leggo tanto. E assolutamente leggo. Nel senso che non metto mai un tic a niente che io non abbia effettivamente letto. Preciso perché qualcuno, giustamente, a volte polemizza su questo. Ma io leggo tutto quello che tocco con il mouse. Poi magari non ho un cazzo da dire e meno sto zitta, ma leggo (Sembra quasi un’intimidazione…scusate). Leggo perché quello che mi interessa siete voi, mi interessa il Dentro della gente, mi interessa capire e qui a volte, se stai attento, certo, se  stai attento lo vedi, un po’ di Dentro. Lo vedi anche fuori, certo, ma ti ci vuole più sbatti sbatti. Serve Tempo. Serve fiducia. Cose che non sono facili da ottenere.

Volevo essere breve.

Cazzo.

ps: i tag di questo articolo sono davvero a caso: perdono?

15 pensieri riguardo “Volevo essere breve. Cazzo

  1. La sfera è rotondità, la sfera è toccare con tutta la superficie, la sfera è sensualità, la sfera è rotolare e rotolarsi voluttuosamente, la sfera è spostarsi silenziosamente e non con un botto a ogni cambiamento di spazio, la sfera è aggiustare la posizione, millimetro dopo millimetro, la sfera è armonia, la sfera è praticamente perfezione.

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    1. Lo so che mi leggi e questo continua a sorprendermi, io mi vengo a noia spesso, mi fanno ammattire le mie contraddizioni, anche se so, lo so certo, che sarebbe impossibile il contrario, magari pure un po’ nocivo. Vivere senza contraddizioni … costringersi a essere tutti di un pezzo, mai sgarrare. Mai vivere davvero, in fin dei conti… va detto che ci sono cose di me con cui non vorrei convivere perchè sono intransigente. Più con me stessa che con gli altri. Anzi, quasi solo con me stessa 🙂
      E continua a essere cedere il verbo che mi attira e che respingo continuamente…
      p.s. ho quasi finito di dare gas a questi articoli, due giorni e il Tempo si ricongiungerà… poio almeno vi rilassate un po’ 🙂

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      1. Perché ti sorprende che io ti legga? Sei una bella anima inquieta, sensibile, ricca di contraddizioni, alla ricerca continua di te stessa. E non sei noiosa.
        Mi pare ci siano ragioni sufficienti per leggerti e trepidare un poco con te e per te!
        Ti auguro un mondo di bene!🍀

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  2. spesso mi chiedo, come mai i ventenni come te, vorrebbero crescere più in fretta, qual’è il senso di voler essere più grandi?, la libertà di innamorarsi e quindi di donare il proprio amore?
    ciao moon 🙂

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      1. cercherò di spiegarti il perchè del mio commento e lo farò nel modo più semplice anche se non è facile, io ho letto il tuo scritto per la prima volta, forse avrei dovuto leggere altre cose scritte da te prima di lasciarmi andare a delle rilessioni, in effetti io non conosco la tua età, non so se tu sia single o meno se vivi da sola o con i tuoi genitori, io non conosco nulla di te, quindi sarebbe stato impossibile esprimere una mia qualsiasi opinione su quello che scrivi, però l’ho fatto leggendo il tuo articolo ho subito pensato ad una giovane ragazza, tenace ma confusa, capace soltanto di vedere quanto accade accanto sè, ma cieca nel guardare un pochino più in là del proprio perimetro personale sono sincero, avrei voglia di dirti una cosa importante, lo faccio parafrasando il mitico Bukowski, e cioè che l’amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo e non altro da questo!

        cazzo! I too wanted to be short, Hug 😀

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        1. 🙂 Con questo commento riepiloghi quello che penso del mio cevello: non sono ancora cresciuta.
          è solo che non ho 20 anni, e fidati: i miei 40 li sento eccome…Mi dicono che non li dimostro nemmeno fisicamente, ma resta il fatto che li ho. E a 40 anni, dopo anni di guardare solo al di fuoroi di me, dopo anni di una vita del tutto convenzionale, sposata con figlia, beh…qualcosa è cambiato. Fai che sono regredita 😉 ho la crisi dei 40? ho uno sconquasso ormonale?
          io amo bukowski con tutta me stessa, mi fa provare delle cose che non so spiegare, ma no, allora preferisco questa sua:
          Amore è una sigaretta col filtro ficcata in bocca e accesa dalla parte sbagliata.
          ah, eh: contraddirsi fa parte dell’uomo, l’ho sviscerato qui, forse, in qualche commento…o forse era un altro articolo 🙂

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          1. incredibile, ma tu sei vera? “La mia unica ambizione è quella di non essere nessuno, mi sembra la soluzione più sensata.” 😀

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          2. A volte ho la sensazione di essere solo al mondo, altre volte ne ho la certezza.
            E ora chiudo con le citazioni, i miei amici mi chiamano La citazionista, è solo che se mi piacciono me le segno…
            e Buk mi piace, ovvio.

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