Lettera all’amico Speciale che non vedrà mai la luce

old-letters-436501_1920Te lo scrivo perché è più facile. E inizio a pensare che le scorciatoie mi piacciano troppo. 

Te lo scrivo perché tra poco sarai qui e io mi devo allenare, perché saremo di nuovo come la prima sera che stiamo usciti, io sulla sedia e tu sul divano, ti offrirò da bere e poi inizierò. Tra pochi giorni saranno due anni che ci vediamo. Te lo ho chiesto io di uscire. Di nuovo, chi cerca chi non so se ha più importanza, ma quel giorno di due anni fa ti ho chiesto io di venire con me a mangiare il sushi. Io e il mio ex ci eravamo appena lasciati, io vivevo da sola solo da due mesi e tu mi hai confessato che mentre venivi a prendermi ti ripetevi: sto facendo una cazzata, sto facendo una cazzata… chissà se avevi ragione. E poi eccoci lì, tu sul divano e io sulla sedia che ti chiedo: cosa ti aspettavi da questa serata? Perché io lo sapevo, cosa aspettarmi: una serata e stop. Dopotutto era quello che ho sempre sentito di te, tante donne, ma nessuna che sia durata più di otto mesi.  Eri perfetto per me allora. Doveva essere solo una serata. 

E poi la serata è diventa una settimana in cui non ci siamo più visti vestiti. E poi era ancora Novembre e ci ripetevamo che non saremmo arrivati ad Agosto. E poi un giorno mi hai detto: sai che ci vediamo da un anno? E io no, non lo sapevo come ci eravamo arrivati, lì. E ancora adesso non lo so, come abbiamo potuto vivere questa storia a metà. Questa storia immobile. Come ci siamo riusciti non facendoci mai vedere in giro insieme, come ci siamo riusciti tenendoci nascosti a noi stessi, come ci siamo riusciti senza mai dirci una parola di troppo, senza eccessi di sentimentalismi, senza vederci davvero insieme. 

Quello che penso oggi è invece che non siamo riusciti a non farci del male. E io mi prendo le mie colpe. 

Una volta mi hai detto che il momento in cui abbiamo cominciato a vederci era sbagliato, che io non ero pronta. Certo che avevi ragione, te l’ho sempre data, ragione. Ecco cosa cui ha impedito di vivere questa storia per intero, dico oggi: io. 

Ma forse non è solo questo. 

Mi hai anche detto, un giorno, che bisognerebbe definirla, la parola Amore. E io ti ho risposto che sto cercando di riempirla da anni, quella parola, senza grandi risultati. Ma oggi so una cosa. So che Amore toglie ogni dubbio. E io i dubbi con te ce li ho. E non per quello che sei, non per quello che fai, ma quello che non provo. 

Ed ecco che penso, ancora, che io quindici anni senza Amore li so fare. Li ho già fatti. È stato il mio Armadio. E poi ho sentito la necessità dello Spazio. 

Ecco, quello che penso oggi è che Amore regala Spazio e Armadio. 

E potrebbe essere una cosa impossibile, questo lo so, dannazione, lo so. E potrebbe essere anche che, anche fosse possibile, io non ci arriverò mai più. E potrebbe anche essere che, come con TDL, lui sia Amore e io non lo sia per lui. 

Ma mi chiedo, ancora, basta questa consapevolezza per arrendersi? Per avere un uomo accanto ( e tu per tante cose so che mi faresti felice, so che mi faresti stare bene) e non sentirsi soli? 

Devo arrendermi sapendo che è una resa? Posso farlo davvero? 

Non credo di essere ancora pronta. 

E ora so che tu vorresti la mia resa. So che sei stanco come lo sono io, di questa vita a metà. Che non è vero che siamo Amici, ma non siamo neanche Innamorati. 

Se solo sapessi dirtele queste cose, così come le scrivo. 

Ma il mio mezzo è questo: la scrittura. 

Tu sei la cosa più bella che potesse succedermi in questi due anni. 

Ma ho paura che sia il momento di lasciarti andare…

Ti voglio bene. 

Te ne voglio più di quello che ti dimostro. 

10 pensieri riguardo “Lettera all’amico Speciale che non vedrà mai la luce

  1. l’ho letto oggi. non ce la facevo a leggerlo prima.
    è sempre il “quello che non provo” che mi pugnala sempre.
    io credo che con la vita eterna tutti riusciremmo a trovare la persona.
    ho fatto 12 anni iniziando la relazione con quello che non provavo. Ma io funziono anche e soprattutto così: poi l’ho provato, sempre più. Ma non fisicamente. E questo l’ha sfiancata.
    Ma quando l’altro giorno c’erano disastri in giro, anche se sono 8 anni che siamo solo fratelli, quando sono entrato a casa, tranquillo perché la sapevo al sicuro, mi ha guardato … come una bambina che sta per – e allora l’ho abbracciata subito – e ha iniziato a piangere.

    Ho un amico che è un perfezionista. Cerca la perfezione. Desidera l’impossibile. La strada maestra per l’insoddisfazione e l’infelicità gli dico sempre.

    Ma lui sta con la moglie da cui ha divorziato, ci sta sul serio. Quando l’amante ha preso la via dell’amore ricambiato ed esclusivo, ha tirato i remi in barca. Mi dice: quando vedo una io mi chiedo, ho la curiosità di cosa abbia sotto i vestiti. Non dico di fare il gesto, ma me lo chiedo. Quando vedo Monica, quando le parlo, la osservo nella sua vita, nella vita con me o senza di me: lei non vuole nessuno, nessun altro. Quando l’ho lasciata la prima volta non ha cercato nessuno, mai. Quando – la seconda volta, dopo essere tornato – era chiaro che mancavo e che c’era qualcosa, non cercava nessuno. MI diceva “se vuoi andare vai, se no stai”. Ma non cercava nessun altro, mai. Non vuole altri. Lei sta con lui, o da sola, tra lavoro e il resto della famiglia, figli, suocera, gente. O con lui.
    Questa cosa lo ha stregato? Gli ha dato la sicurezza di cui ha bisogno? (frase che non pronuncia)

    Credo che stregherebbe anche me.

    Qualcuno che non ne abbia mai avuto abbastanza di me.
    Bello.

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    1. Si. Vero. Ma non mi basta ORA. Non ti dico mai più. Ma ORA non mi basta. E non mi basta perché ho avuto una relazione di 15 anni con figlia con un uomo che mi amava (?) a modo suo forse si, ma ha strangolato mio spazio vitale. E va da sé che ho paura di ripetere lo stesso errore. Io non l’ho amato. Gli volevo bene, certo, ma non l’ho amato. E allora il mio neurone solitario ora fa due più due. Ma so da sola che è una logica che non sta in piedi. Mi ci vuole tempo. Non sono mai stata brava poi a giocare a Shangai…

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      1. che schifo questa cosa di “ORA” … non ti sto dicendo che fai schifo! 😀
        ma che schifo di sfiga. Già è tutto difficile. Se pensi che poi possiamo essere giusti, perfetti, tutto che funziona… ma … al momento sbagliato… allora veramente i vaffanculi sono i pezzetti dello Shanghai e io col manico di scopa ci faccio sopra BAM BAM BAM come uno schizoide impazzito 😀

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