Posa il dannato Pessoa

post 52

C’è un vento fuori che sembra il preludio alla tempesta perfetta. 

Me ne sto rannicchiata sulla sedia, davanti al pc (si può stare rannicchiati sulla sedia se, come me, detestate le posizioni classiche: io sulla sedia ci sto accovacciata come un Sioux) e penso all’Amico Speciale. 

Sabato l’ho cacciato da casa. 

Non lo so come cavolo stavo, non so perché, ma a un certo punto mi sono sentita arrabbiata e non so, ancora ora, se ero arrabbiata con lui o con me. 

È che questa storia dura da tanto tempo. E, come ho detto, siamo in una mezza posizione, non ci muoviamo. Non ci muoviamo, sono certa, perché io non voglio muovermi. È solo che questo perenne conflitto, Spazio e Armadio, negli ultimi giorni si è inasprito. E si è inasprito perché l’Amico Speciale si sta comportando diversamente. O magari sono io che la vedo così. Fatto sta che la cosa mi rende da un parte insofferente, dall’altra mi crea il dubbio. E ora, che non lo sento da due giorni, non so cosa fare. Forse non dovrei più chiamarlo e mettere fine a questa farsa. Questa mezza vita. Questa mezza relazione. Ma così deve finire? Con un Non ti chiamo più? E poi mi mancherà. Non potrà che essere così. 

Qualche persona con un po’ di cervello potrà dormi: parlaci. Già, come se fosse facile, l’ho già fatto, ritenta, sarai più fortunato. 

Guardo il telefono e poi non lo chiamo. È così da ieri. E mi sento una merda, ovvio, l’ho cacciato non perché avesse fatto qualcosa. Ma perché non l’ha fatta. E se non l’ha fatta è perché io gli ho chiesto di non farla. Ah, il mondo delle donne, che casino, vero? TDL me lo diceva sempre, che siccome era un uomo dovevo dirgli le cose direttamente. Poi va detto che anche se ero cristallina lui fingeva di non capire lo stesso, ma vabbè, la scusa è vero che è classica, ma anche noi donne, a volte, siamo troppo cervellnevrotiche. 

Sono in momento di nausea da cervello maschio Alfa, e infatti, come sempre, sto benissimo solo con Little Boss. La mia compagna di merende in tutti i sensi. Cantiamo le canzoni a squarciagola in macchina, ci seguiamo le nostre serie tv, parliamo di amicizia. E poi con lei posso sfogare il mio lato da maestrina quando mi fa le domande sui compiti. 

E Halloween è ormai alle porte (voi lo avrete di sicuro superato da un pezzo e già state pensando al Natale) e io non ho nemmeno voglia di mascherarmi per andare a lavoro (ok, solo in un locale come il nostro ci si maschera per Halloween, finora l’ho trovato sempre divertente, ma quest’anno mi pesa pure un po’ di cerone bianco in faccia) e c’è una frase di Pessoa, qualcosa che nel mio cervello si ripete in loop. 

Esiste una stanchezza dell’intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell’emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l’anima”. 

22 pensieri riguardo “Posa il dannato Pessoa

  1. La frase conclusiva è una meraviglia…misto filosofia…vita da strada poetica naif e tanta tanta verità. Eccoci al bivio. Ti racconterò una cosa..banale semplice e scientificamente provata. Dopo una separazione spesso si ricorre ad un gancio emotivo per schizzare via dalla storia precedente. Il gancio solitamente respira…ha un nome ed un congnome. Fino a qui ci siamo… Il gancio solitamente dura o il tempo del tuo adattamento…oppure rappresenterà la seconda opportunità…quindi è la storia d’amore perfetta…e dunque vissero per sempre felici e contenti.
    Piccolo dettaglio…se non è il principe azzurro …lo hai già capito…per cui…sai il resto della storia.
    So che non è molto carino parlarne in questi termini…ma la vita è come un dejavu…o più banalmente una sequenza di eventi che si ripetono allo stesso modo ma con soggetti differenti. Il senso è questo.

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    1. Ma certo, ancjhe se è terrificante la storia della sequenza di eventi che si ripete, sembra una condanna a morte, eppure io in certe cose faccio sempre gli stessi maldetti errori.
      Come si fa a non imparare nulla in questo modo?

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  2. A me verrebbe da dirti “Sciogliti, chiedigli scusa e poi lasciati andare”.
    Le mezze storie quasi sempre vanno male, sicuramente nella tua vita ne avrai passate e sono tutte le brutte esperienze che ti fanno diventare cervellotica ora. Non farlo. Rilassati. Tutto può andare male. Se non dai alle cose l’opportunità di esprimersi è vero che non andranno mai male del tutto. Ma non potranno mai nemmeno andare bene. Sei disposta a perderti questa opportunità?

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    1. Tutto giusto, ma ci sono delle cose che ancora (vedi tu come sono brava, ho scritto ancora) non riesco a fare, tipo lasciarmi andare. E sopratutto rilassarmi. Così, forse, sì, mi peerdo un sacco di possibilità. Ma è anche vero che io so CHI voglio, maledizione…

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      1. Sai che a volte capita di volere il CHI sbagliato proprio perché inconsiamente non si vuole che la cosa funzioni?
        Non dico che è il tuo caso, non conosco davvero la tua situazione quindi non prenderla come un’offesa. Lancio solo un piccolo sasso per farti riflettere. E comunque, se non sei pronta a rilassarti e a lasciarti andare non c’è niente e nessuno che possa convincerti a farlo, lo so benissimo. È anche giusto così.

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    1. ah ah…non credo proprio. Ripeto: cervelnevrotica: significa che dico no per dire sì, dico Lasciami stare per dire Abbracciami più forte. So che è un giochetto da donne classico e banale, io di solito non ci casco, sono diretta, pure troppo, oltretutto, mi infilo nel casino perché dico quello che penso nel momento in cui lo penso easttamete come lo penso in quel momento (scusa il giro: ora ci arrivo).
      Ma a volte capita anche a me, di fare la donna… (il lato peggiore della Luna)

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  3. Conosco bene la sensazione (oltre a quella del “sono tutti filosofi col culo degli altri” ma vabbè).

    Deducendo dallo scritto che è passato un po’ di tempo da quando ciò è successo (e sarebbe la prima volta che il mio neurone ne azzeccherebbe una!), direi che tu conosci bene il da farsi, il resto sono solo chiacchiere alla Barbara D’Urso… col culo degli altri.

    (Oggi finezza a gogò eh?!)

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  4. Non sta scritto da nessuna parte che si debba garantire sempre la presenza.
    Fosse stata una relazione a 360° ti avrei suggerito di chiedergli scusa, ma una mezza relazione non penso abbia dei vincoli di cordialità da rispettare; certo, a questo punto non puoi nemmeno pretendere che non ti rimpiazzi con un’altra mezza cervellnevrotica.

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    1. Beh, sì, potrebbe, ma per me il vincolo di cordialità esiste a prescindere, Vittorio. Anche con chi non conosco. Se mi comporto da stronza posso avere anche le mie ragioni, ma resta il fatto che mi sono comportata da stronza. Io mi devo guardare allo specchio. Ogni tanto.
      Se mi rimpiazza…non è questo il mio problema. Io vorrei tanto che lo facesse. Per lui. Se la merita una persona decente accanto

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  5. Ma dato che da quel momento sono passate due settimane, quello che c’era da fare o da non fare lo hai già fatto o non fatto, per cui l’unica cosa da stabilire adesso è: stai meglio? (Oggi c’è il sole e c’è il vento, e il mare è pieno di vele)

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    1. Sto meglio? beh, ieri sera in effetti sì (tra qualche giorno lo leggerete). Sto camminando. Lenta eh. Ma sto camminando. E già questo per me significa stare meglio: muoversi

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  6. non ho letto in sequenza, forse. E forse questo era prima dell’addio da nudi e poi addio.
    Non so.
    Non ha fatto la cosa che gil hai detto di non fare.
    Di dirti che ti ama.
    di non “rovinare tutto”

    si?
    boh

    mi dispiace di dire esattamente la stessa cosa del tuo TDL.
    non avevo letto qui.
    ma l’ho detta. Identica.

    mi dispiace se quando l’ho detta ti ha ferita.

    però io penso in quel modo
    finché non sarà dimosrato che la telepatia è possibile.

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    1. Le relazioni affinché funzionino bisognerebbe prima di tutto volerlo. Con TDL non potevo perché lui non voleva me. Ha già la sua donna.
      Con l’amico speciale… beh. Non ne sono innamorata.
      Poi va da sé che ho un problema, con le relazioni, perlomeno in questo momento.

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