Il puzzle della vita

post 41

 

Dopo quattro giorni di assenza di TDL mi stavo quasi abituando.

Tante cose per la testa, lavoro, Little Boss (compleanno andato benissimo, la piccola felice, il cibo tutto esaurito, stanchezza tollerabile), paturnie del mio ex. E poi l’Amico Speciale. Che ultimamente sta premendo un po’ può pedale del riconoscimento fidanzato ufficiale. Più lui preme, più io mi blocco. È come se ci stessimo creando una routine, un vissuto. Ma io non sono fatta così, non più, non posso cedere al vissuto insieme per creare un futuro. L’ho già fatto ed è stato un disastro. Quindi mi nego. Lascio in giro tracce di altre vite. Perché a parole gli ho già detto tutto. E la situazione tra noi non può evolvere.

E tutto questo lo penso perfino ora, che ho rivisto dopo giorni TDL. E ho notato un cambiamento positivo: le mie reazioni fisiche stanno diminuendo: le gambe tremano meno, mi distraggo meno, il cuore ha un’andatura regolare. Mi riservo sempre qualche battuta al veleno per lui, per fargli capire che sì, sono arrabbiata: non si può entrare come un elefante in una cristalleria e sperare di non rompere nulla. Lui ha rotto qualcosa. Qualcosa che io gli ho concesso con troppa fretta, senza dubbio. Non si torna indietro. 

Insomma: la botta spaventosa credo stia guarendo. 

Ho una cosa da rendergli, un libro. Lo tengo sul comodino da mesi, lo spolvero, ma non lo ho mai letto. Era la mia scusa per poterlo tenere, solo che ora non lo voglio più. Credo sia arrivato il momento di renderglielo. Ed ecco che gli ho mandato un messaggio proprio ora. Questo capitolo deve chiudersi prima possibile.

E non lo so, sarà il pomeriggio piovoso che mi sta uccidendo, sarà che ogni volta che piove penso un po’ a lui, come ho detto, riempio la parola Amore, perché ogni volta che sono stata con lui stava piovendo, ed ecco, quello era un Segno: neanche il cielo voleva che stessimo insieme. Io l’ho frainteso e adesso devo svuotare di nuovo la parola e trovare un sistema per riempirla da capo. 

E quindi nulla. Nulla. Come sempre. Come sempre più spesso accade anche qui, quando scrivo e non riesco a fare quello che di solito mi viene bene, riordinare il caos, mettere ordine tra le idee. 

Ma forse sono solo stanca. 

Tutto mi appare sfocato, lontano, come se non accedesse a me.

Ma forse sono solo malnutrita.

Mangio a caso, appena ho tempo, appena mi ricordo, non so da quanto non ho lo stimolo della fame, solo con Little Boss mi obbligo a una regolarità.

Ma forse sono solo disillusa. 

Non capisco cosa vogliono gli uomini da me.

Ma forse sono solo stupida.

Non vedo le cose perché non le voglio vedere.

Ma forse sono solo maledettamente stufa.

Non sempre riesco a far vincere l’ottimismo.

Che poi alla fine non sono infelice.

L’infelicità l’ho toccata con mano, mi ci sono fatta un male cane. So di cosa stiamo parlando. So cosa significa la disperazione. Ne conosco le curve, i dettagli, potrei disegnarla a memoria come faceva mio nonno con il suo campo di prigionia in Russia. 

Tutto ciò che ci ha distrutto ci resta nel cuore come una cartolina.

È il puzzle del nostro Viaggio.

È il puzzle della nostra Vita.

 P.s. 

Di solito numero i miei post in ordine nella cartella sul Mac, scrivo il titolo  e poi i giorni che mancano alla fine. Oggi decido che vi inondo: che non mi frega più nulla del mio countdown. Che voglio ricongiungere il Tempo. Quindi piano piano ci riesco. Piano piano il Tempo di scrittura dovrà equivalere a quello di pubblicazione.

Auguri.

14 pensieri riguardo “Il puzzle della vita

  1. Del commento di Giuliana suggerisco di prendere in considerazione soprattutto la seconda parte: lascia perdere la truffa, peraltro costosissima, degli integratori e prendi le sostanze alla fonte. Però ti suggerisco anche di non stressarti con l’ossessione dell’alimentazione sana e questo sì e quest’altro no e quello adesso e quell’altro caso mai più tardi e questo qua sì però poco poco… Avvelenano più le attenzioni puntigliose che un’alimentazione scapigliata. E poi ti suggerisco di non perdere tempo a chiederti cosa vogliano gli uomini da te: chiedi piuttosto cosa siano pronti a darti e casomai poi chiediti se ti sta bene e se tu sei disponibile a uno scambio equo. E poi ti suggerisco di fregartene di tutti i suggerimenti che chiunque ti possa dare, perché poche cose nella vita stressano quanto i suggerimenti, soprattutto non richiesti. Però te ne do ancora uno, utile ad alleggerire il carico di lavoro che contribuisce a stressarti: https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2015/07/06/fa-pulizia/

    Piace a 1 persona

  2. Una famosa Università del Dokatzostan, dopo una serie complessa di studi e ricerche, durata ben dieci secondi, all’atavica domanda posta da una loro ricercatrice; “cosa gli uomini vogliono dalle donne”, è giunta alla stessa conclusione che tutti noi ben conosciamo.
    Ora, devo proprio dirtelo?

    Piace a 1 persona

      1. Mi piacerebbe dirti qualcosa di differente…ma in ciò che leggo ci sono almeno 3 circostanze discordanti. Sei un po confusa e credo sia normale.
        Una cicatrice è un segno eterno che ci ricorderà sempre cosa ci ha segnato. Spesso basta osservarla per farci caso altre volte sono i cambi di stagione…altre ancora qualcuno che l’evidenzia. Noi però sappiamo che resterà li e non andrà via. Spesso ci vuole più tempo…molto più tempo…perché l’amore non ha ragione ..lui si nutre di una materia astratta che non sappiamo mai dove andare a scovarla. Con i tuoi tempi farai tutto.

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...