E alla fine se le sono date…

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E nulla, sono rientrata a casa verso le quattro e mezzo decisa a farmi un bel piatto per pranzmerendacena, un bel riso al pomodoro (suvvia, fatemela anche voi la faccia schifata, come tuuuutti quelli a cui l’ho detto… ma a me, il riso al pomodoro piace da morire). Ho fatto la salsa, messa a bollire l’acqua e sono scivolata in bagno a farmi una doccia. Quando l’acqua nella pentola stava per bollire ho sentito uno strano rumore. E una strana puzza. Il camion che vuota la biologica sotto casa: perfetto: davvero un momento di merda, ho scelto.

Quindi ho spento i fornelli in attesa che finiscano. E speriamo mi torni la fame, prima o poi…

La scelta di fare un pasto unico, in very pet style, è stata dettata dal fatto che oggi, finito il mio turno di lavoro, non avevo davvero voglia di mangiare. Vuoi perché mi è toccato servirlo per forza, oggi, TDL, mandando a puttane la strategia dell’Evitamento, vuoi perché avevo la testa piena zeppa di pensieri. 

È che a lavoro non ci si annoia mai, va detto. 

Allora vi racconto una storia.

C’era una volta una coppia di giovani ragazzi che ogni sabato a pranzo prenotava al Ristorante. Loro: carini, ben vestiti, educati, dolcissimi. All’inizio li vedevo tenersi per mano, avvicinarsi l’uno all’altra da una parte all’altra del tavolo, sorridersi. Giovani innamorati, dicevo. Macché, mi ha risposto un giorno la cuoca: quelli stanno insieme da quindici anni! 

Insomma: se volete immaginare la storia d’amore perfetta credo che anche voi visualizzerete i loro volti. 

Poi di punto in bianco hanno smesso di prenotare. Un sabato, due, e me ne sono dimenticata. A volte i clienti lo fanno: cambiano posto, decidono di risparmiare eccetera.

Ma un giorno vedo la ragazza al tavolo. Con un altro uomo. Ohmygod!, dico alla cuoca. Abbiamo uno scandalo sotto al sole. Fatto sta che la ragazza ha cambiato uomo ma non abitudini: e ora ogni sabato viene con l’altro. Di nuovo, sono il ritratto della dolcezza: Pucci Pucci bau, per intenderci. Mi ha sgomentata un po’ questa cosa, all’inizio, ma poi ho finito per farci l’abitudine. Se c’è una cosa che ha l’uomo è proprio questo: alla fine riesce ad abituarsi a tutto.

Oggi il servizio è partito alla grande. I clienti arrivavano scaglionati (chi lavora nella ristorazione sa cosa intendo: il delirio arriva quando si presentano cinque tavoli contemporaneamente e sai che alla fine qualcuno dovrà per forza aspettare), io e la mia collega ci intendevamo alla perfezione (abbiamo deciso un codice per tutto: porta il pane al tavolo 2? Un cerchio e poi il numero due con le dita. Insomma, ci sentiamo geniali e possiamo comunicare a distanza senza urlarci dietro). Poi è arrivata la Nuova Coppia Perfetta. E fin lì nulla di nuovo. Peccato che poco dopo sia arrivato l’ex fidanzato. Ha preso una sedia, si è seduto con loro al tavolo e ha iniziato a discutere animatamente (uso degli eufemismi: in realtà ha sputato un’offesa dietro l’altra. Ma da seduto, che forse gli faceva più elegante, chissà). Io e la mia collega siamo rimaste interdette. Ovvero ci sono cascate le braccia. Erano insieme alle braccia della ragazza, ovvio, e forse anche insieme a quelle del nuovo Lui. Sono bastati pochi minuti, in effetti, prima che il nuovo Lui si alzasse e lo invitasse ad uscire. E quello è stato il momento in cui è iniziata la rissa. Sì, se le sono date. Proprio lì, davanti a tutti. Le braccia di chiunque in sala erano assieme alle nostre, per terra. 

Il mio boss si è precipitato a chiamare i carabinieri, in sala qualcuno ha provato a fermarli, insomma, era il caos. Ed è stato, ovvio, il momento in cui è entrato TDL. 

Ho cercato di parare i buchi mentre la mia collega faceva acrobazie per spostare la discussione fuori senza prendersi uno schiaffo come ricompensa. 

TDL, serafico, mi ha chiesto cosa fosse successo. Ho goduto un po’ a rispondere : non tutti la prendono bene (come te) quando la donna che ama (dice di amare) se ne va.

Non ha detto nulla.

Chissà cosa ha dentro quella testa. Mi piacerebbe essere una cartografa e farne un mappa, giusto per orientarmi. 

Finalmente il camion della biologica se ne è andato. Il mio riso è pronto e ora me lo vado a mangiare. Un treno di peperoncino e via, come piace a me. 

Domani è un altro giorno (di lavoro folle).

25 pensieri riguardo “E alla fine se le sono date…

    1. Non manca nulla, è vero, alla mia vita… forse la tranquillità, ma chi la vuole? Ogni tanto ne sentirei la voglia… ma poi sono troppo abituata ai casini per fermarmi a pensarci. E poi: chi la vive, davvero, una vita tranquilla? A presto, Francesco 😉

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  1. Sarà che quando volava il primo schiaffo ero uno dei primi a prenderlo, ma debbo dire che fra le tante cose che posso ricordare con nostalgia dell’adolescenza, certo questa non c’è! Però picchiarsi per una donna ha sempre un chè di epico! L’importante è che se le diano fra maschietti, tenendo fuori le fanciulle!

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        1. No, sai cos’è? Quelli che fanno la faccia schifata sono come quelli a cui nomini una qualche meravigliosa località esotica, e per non lasciar capire che non sanno neppure se si trovi all’equatore o al polo nord fanno la faccia schifata e dicono ah io lì, guarda, neanche morto. Uguale.

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  2. beh io non la prendo bene… ma mica andare a menare qualcuno è meglio :-/
    boh 🙂
    non sono il tipo.
    è come dare fuoco ad una casa che dovevi riordinare o vendere
    perdi ogni cosa e non ne risolvi nessuna
    che pappamolla eh? 😀

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    1. A volte però far vedere che te ne importa … menare. Beh, no, ma far vedere , dire almeno, che te ne importa… a volte basta una parola. Un gesto. Ma che sia onesto, ovvio. Sennò si annusa lontano un miglio, eh…

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      1. Hm.
        Sono un po’ combattuto su questo: il mio punto di vista principale è: “te ne sei andata, quindi volevi andare, e nessuno ti ha mandata via: andare contro questo significa andare contro la tua volontà: soffro, ma è stata la tua scelta, non ti devo rompere le palle”.
        Aggiungo il peso del “gli uomini non sanno accettare ” che fa diventare tutto quanto quello che può essere un segno, amore, qualcosa : stalking, molestia.
        Poi però penso: ah, ma ci sono molte donne che devono fare il giochetto. Mi allontano, vediamo se mi rincorri. Il mio primo istinto è “ma perché? eri qui, resta qui, parliamo!”
        Il secondo è “ok, sono fatte così, se accetti che non stai dietro al culo del cavallo tirando un urlo improvviso puoi accettare che le donne facciano i giochini e quindi gioca” e ti cerco, ti chiamo, ti dico che sto male, che mi manchi.
        Ma il mio dubbio rimane: eri con me. Potevi restare. E dirmelo. Ero li.

        Certo, tu e il tuo lui avrete una dinamica diversa, immagino. Diverse età, motivazioni, diverse cose successe.

        Io il segno te lo do. Ma se sei così in là da essere ormai con un altro allora no, il segno non te lo do: diventa un fatto privato mio. Ormai tu sei altro e alla mia confidenza hai rinunciato per prima, non come reazione.

        Right?

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        1. Io me ne sono andata perché lui mi ha detto di amarmi. Ma di amare di più un’altra. Che a lei, la DSV, non ci rinuncia. Nessun gioco. Non potevo fare altro: non sono la seconda scelta . Non lo sarò mai … non posso permettere a me stessa di farmi questo. L’ho già fatto, una volta …

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          1. ok, questo è chiaro, giusto, perfetto.
            Era quello che stava facendo l’amante di un mio amico. Comprendevo tutti e due, ma speravo sempre che lei iniziasse ad amarsi e rispettarsi. Lo ha fatto dopo tantissimi anni.
            Tu hai fatto subito, come è giusto.

            Ho iniziato a pensare alle “seconde scelte” solo nel modo in cui, credo, tu stia col tuo amico speciale. Credo. Per me questa cosa non era mai esistita: ma in questo mondo di scopamici… ci ho ragionato. E iniziammo così… ma subito dopo non mi andava, la volevo solo per me, oppure via da me.

            Quindi tutto chiaro.
            Brava moon. Avanti un altro, che di sicuro basta che schiocchi, BELLA GNOCCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

            ;-D

            ok, ecco il tuo addio definitivo 😀

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          2. Però ok, ecco, la questione “darsele” per me è esclusa. Se vuoi mostrare, dire, far sapere: puoi 😉

            E ultimamente sono più le donne che se menano eh? Dalle tue parti com’è? ragazze, dai, non donne.

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          3. Mah, qui vince il testosterone, devo dire. Sarà che sono in provincia, non lo so, ma sono sempre gli uomini a gnoccarsi se una donna se ne va. Le donne invece fanno presto a rifarsi una vita e farsene una ragione. Una cosa che ho toccato con mano proprio. Darsele è esclusa anche per me, umorismo a parte. Non posso certo tollerare la violenza, mai, di nessun genere.

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          4. “Umorismo a parte” mi ha fatto pensare, unito a “darsele” ad una squadra di lesbiche. Era questa la battuta?

            Comunque pure io sono in provincia e mi pare che la violenza non manchi, anche se di risse ne vedo poche. Forse non vado nei posti giusti? 😀

            “Le donne invece fanno presto a rifarsi una vita e farsene una ragione.” ooooooooooooooh là.
            E che avevo detto io? 🙂
            Che per le donne è più facile!
            E invece mi pareva dicessi di no, ma… eccoti qua! 😀

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