Qualche santo aiuterà

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Ed eccomi finalmente qui, di nuovo, a cercare di parlare dell’Evento.

Solo una pazza Moon come me poteva farsi tre ore di viaggio A/R dopo X ore di lavoro per andare a sentire due o tre persone che consigliano agli scrittori perdenti come me cosa fare per essere un po’ meno perdenti. Aperitivo con gli amici? Naaa. Un cinemino rilassante? Figurati. Una bella Fiera delle riviste e della piccola editoria? Wow!

E così ho chiamato il Mentore e me lo sono trascinato dietro, che il Mentore per queste cose è il compagno ideale perché è l’unica persona che conosco(nel senso, che non sia già morto, come la Woolf o Carver) con la quale posso parlare di scrittura senza difficoltà: ci capiamo al volo su quell’aspetto. Anche perché tante cose me le ha insegnate lui, quindi…

Arriviamo a Firenze in orario, ci sediamo ad ascoltare un Tizio di una Piccola Casa Editrice molto in gamba, simpatico pure, un oratore, diciamocelo, si sente quando qualcuno è abituato a parlare oltre che a scrivere. La domanda è: cosa deve fare un esordiente per farsi notare e pubblicare?

La verità è che sono anni che penso a questa cosa, a pubblicare. E passo dei momenti in cui mi dico: se scrivi qualcuno dovrà leggere, no? E altri in cui: ma che mi importa, a me interessa solo scrivere bene, migliorare, andare avanti. Insomma, la storia del Viaggio. Ma forse me le racconto per non deludermi… 

In ogni caso il Tizio della PCA è stato molto chiaro: è come se si fosse rivolto solo a me, dicendo: Moon, cara, quello che hai fatto finora va benino, certo, ma se non ci metti un po’ di impegno resterai sempre lì dove sei, ferma ( su questo mi sono sentita punta per tanti motivi, visto che sono bravissima a stare ferma, io). Quello che devi fare, Moon, è dare i tuoi racconti alle riviste (ok, fatto!), ma non una sola (ok…), a tante, e diverse. (ok…). Quando hai pubblicato cinquanta racconti sulle riviste (cinquanta???) allora forse hai una chance di essere notata. 

Benissimo. Mi sa che sono di scrittura lenta, allora, perché io non ho cinquanta racconti di qualità da dare alle riviste. Ho solo milioni di parole scritte di getto, storie che non si concludono, robetta da perdenti. E quel che è peggio è che il Censore lavora instancabilmente da due anni, tagliando storie e idee. 

A volte ho la terribile sensazione che non uscirò mai da questa impasse: voler scrivere e non essere capace di farlo. 

Ma Eventi come quello a cui ho assistito mi ridanno la carica. È come se avessi bisogno che qualcuno o qualcosa giri la mia chiavetta sulle spalle. Il Tizio della PCA lo ha fatto. E lo ha fatto anche il Ragazzo della Rivista 1 che ho sentito alla conferenza successiva, e che sono stata felice di conoscere dal vero, dato che avevamo collaborato tramite mail per un mio racconto. 

Ecco, diciamo che tutti loro, l’Evento in sé, mi ha dato Speranza. Qualcosa del tipo: non sarà facile, ma non è impossibile come credi. E allora ok, diamoci alla pazza gioia, programmiamo sessioni di scrittura giornaliere, come ai vecchi tempi, e mettiamoci a lavoro. 

Come dice sempre l’Amico Speciale: qualche santo aiuterà.

23 pensieri riguardo “Qualche santo aiuterà

  1. Vediamo se riesco ad essere chiaro senza essere frainteso … Ci sono tantissime cose giuste nel tuo articolo e almeno due che annullano tutto. Scrivere deve avere una sua logica nella tua esistenza. Deve servire a te per il motivo tra i milioni di motivi che avrai per farlo. Parto da questo punto per dire che la maggior parte degli scrittori non lo fa con la speranza di. Ma farlo significa sviluparre indipendentemente, produrre per la necessità di svuotare quell’ insaziabile motivo che ti spinge a scrivere e non sai perché. Opere non finite – su questa prospettiva protresti averne 1 milione. Spesso in 300 calibri hai l’idea di fondo per il tuo best seller. Ma… Perché lo fai…sei la prossima ispiratrice di milioni di lettori o lo fai per te? Seconda parte…sperando che hai capito il senso delle mie parole…( consigli ) …non troverai moglie se stai sempre rintanato in casa…stop…se non esci non incontri nessuno. Stop. Concorsi, corsi, partecipazioni, collaborazioni con altri appassionati scrittori, confronti. Umilmente – lo scrivere è condividere e quando due correnti filosofiche e letterarie differenti si incontrano …nasceranno buone idee. Ma se ritieni di essere già oggi pronta a scrivere un capolavoro già finito difficilmente sarai pronta a confrontarti, ha trovare il posto adatto a chi scrive…che dev’essere far sognare, far volare, insegnare qualcosa e far si che chi legge identifica ciò che ha appreso come qualcosa di inevitabilmente unico da farlo diventare idea propria..contagiato dalla corrente letteraria. Credo che nessuno dei grandi scrittori immaginava la sua grandezza o la sperava…ha scritto per se stesso trasferendo questa emozione al mondo. Scrivere dev’essere esigenza e poi devi esternare a più possibili persone…possibilmente mai dicendo ho scritto qualcosa di magico…ho scritto . in Italia a meno che non sei uno famoso per qualche altra dote…i letterati che scrivono sono milioni…1 su 1milione possibilente diventa un grande scrittore…gli altri? Lo sono…perché sono quella fiamma che tiene in vita una nazione di grandi scrittori e se riusciamo ad andare oltre alla glorie intuiamo che underground esiste una cultura altissima…sotto la pelle delle veline.
    Scusa se mi sono dilungato…tu scrivi molto bene…ma devi farlo estraendo il meglio di te..e io oggi dal tuo articolo ho estratto concetti non chiari…più legati ad aspetti lontani da ciò che dovrebbe…mi sbaglio? Se ho letto male..sono pronto a correggere la mia opinione…

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    1. Perdonami, mi sa che allora sono stata poco chiara io: è il mio difetto: scrivo di getto e non mi rendo conto che la gente non è nel mio cervello…
      La scrittura per me è non è passatempo, ma un modo di vivere, un sistema per guardare il mondo. Non da ora, certo. Da anni. Io so benissimo perché scrivo. Non lo sapevo all’inizio, ma lo so adesso. L’ho scoperto scrivendo. Ma il sistema della scrittura è una trappola: tu scrivi per un motivo personale (nel mio caso io desidero capire l’Uomo in quanto tale, non scrivo e non leggo pagine per evadere, ma questo è il mio punto di vista, ovvio), che ti fa stare meglio, ma poi questo tuo punto di vista, questo tuo motivo, vuoi che lo conoscano anche gli altri: è inevitabile. Perché ti sembra di poter dare qualcosa, trasmettere qualcosa, far sentire qualcosa. E questo è terribilmente umano, tutti noi abbiamo bisogno di comunicare con gli altri, anzi, primo assioma della comunicazione è Non si può non comunicare. Il mio mezzo è la scrittura. Ne ho provati altri, ma non funziono. Allora ecco che ricorro alle parole, ai racconti (per ora). Certo è che per fare questo devi scrivere, ovvio, e io l’ho fatto per tanto tempo, 5 ore al giorno, anche, avevo i miei chiodi fissi nei racconti, come tutti. Anche Carver ne aveva, di chiodi fissi. E poi questi chiodi fissi si sono fatti esigenze. Scrivere della mia Gente (così la chiamo) era vitale. E questa esperienza vitale però non volevo lasciarla per me sola, quindi ecco: concorsi, corsi, gruppi di scrittura, siti on line (in realtà sono partita da lì), ma sopratutto libri, tanti, centinaia, sopratutto trovare persone che condividessero questa malattia con me. E poi le riviste. eccolo, il mio percorso.
      Solo che la vita a volte non va come vuoi tu, ti risucchia, per milioni di motivi. E io mi trovo ora in quella fase del cavolo dove devo ricentrarmi. Dove devo capire dove far andare non solo la mia scrittura, ma la mia vita proprio. E finché non decido questo, dove far andare ala mia vita, non posso farlo nemmeno per la scrittura. Ecco perché questo blog, tra le altre cose. Impasse: ho bisogno di scrivere (è il mio mezzo) ma non sono capace di farlo (perché sono confusa su milioni di cose).
      Mi dici se penso di essere pronta per un capolavoro… non posso fare a meno di sorridere tanto. Io non voglio scrivere un capolavoro. Posso scriverlo qui, come battuta, come parabola della scrittrice fallita. Ma quello che voglio è scrivere qualcosa di cui sono convinta. Qualcosa che sia buono perché a me trasmette bontà.
      Non è facile spiegarsi in poche righe…(anche se a te sembrerà un poema quello che sto scrivendo).
      Ma io, siccome per me questo è un argomento molto serio che ho volutamente trattato con leggerezza perché così ho bisogno che sia questo blog, leggero, che ad essere pesante basto io, ho ancora bisogno di te, del tuo tempo (perdonami) per capire esattamente quali sono i concetti poco chiari.
      Mica voglio essere una grande scrittrice. Ma avere la mia chance, a quello un po’ ci punto. Senza pretese. Ma ci punto.

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      1. È ovvio che ci sono e non mancherei per nessun motivo al mondo una cosi piacevole conversazione. Mi presento sono il lettore. Il tuo – avrai notato che leggo spesso, molto di te. Sei bravissima e la tua risposta chiarisce…ma in parte il tutto. Non trattero’ argomento ” questo articolo ” parlerò di te come autore, ma ricorda – sono sempre il lettore e non posso giudicarti, primo perché non ho le competenze secondo perché tra me e te troverai un infinito spazio di differenza letteraria. Tu sei uno scrittore completo, ricco preparato – io – semplicemente scrivo, non per evadere, non per scrivere ma perché non conosco altri modi per esprimermi. Dirai è la stessa cosa. Salvare il mondo o curarlo possono sembrare la stessa cosa, ma cambia totalmente il concetto se lo analizzi. Il mio modesto ed impressionato pensiero – non so se in ciò che ho letto hai trattato il genere umano in quanto tale, ma i tuoi articoli sono meravigliose profondità…leggerezza ( io sono un fanatico di leggerezza) nello scrivere equivale a? Trattare tutto ciò che trattiamo, fingendo di essere leggeri ma riuscendo inevitabilmente ad evidenziare i punti forti, vibranti in noi per cui svanisce la leggerezza se inziamo a spogliare l’articolo e farlo reggere sulla sua…sola colonna portante. Scrivi… Fallo sempre perché ti riesce e se smetti di fossilizzarti sulla sola idea che ti ostini a portare in ogni tuo scritto..credimi, non avresti limiti. Tra poco ti dirò qual’e’ per me la tua idea …ma prima vorrei con il tuo permesso dirti cosa penso di te… Hai tutto, metodo, linea filosofica, introduzioni, dinamismo e descrizione. Non pecchi in niente – perché le tue parole arrivano e non sono discutibili, neppure contestabili. Scrivi e lo fai divinamente. Però – mi manca una parte, quella in cui si intrufola il cuore, dove va a battere e tiene il tempo del tuo tempo che impiegherai a metabolizzare l’emozione in cui hai deciso di incamerarlo. Manca una parte…..esiste una parte che non tinge i tuoi articoli di quel colore essenziale per trasformarlo in una melodia che ti resta dentro. Credo sia procreata da te…solo tu puoi creare questa discordanza tra cio che di meraviglioso riesci ad impostare e quello che gli manca. La mia idea? Che non sai governare tanta grandezza…hai un dono ma averlo non significa che lo puoi applicare. Se fossi stato un matematico saresti stata li nella stanza dei bottoni a premere il tasto rosso ( dell’ autodistruzione) invece hai due tasti…due soli tasti dello stesso colore – e appartengono allo stesso ingranaggio che tu hai costruito…conosci la combinazione corretta ma essendo capovolta non li sai distinguere dall’ alto …per cui..devi fare un passo indietro.. Presuntuoso, non mi permetterei. Temo che ti soffermi troppo al punto che ritieni determinante. Io che leggo vorrei restare intrappolato – in quel sospiro che mi capita di fare quando leggo qualcosa di …incredibilmente adatto a me ( tutto potrebbe adattarsi come oer le canzoni ) se leggo qualcosa di solo bello..Però dico come scrive bene…ma non deve restare solo questo altrimenti non mi intrappoli…mi stupisci. Detto ciò…mi piacerebbe però…leggere qualcosa di tuo. Tuo…tuo..e visto che hai frequentato differenti corsi…mi piacerebbe…partire da zero..un ping pong… Scrivi tu…scrivo io…scriviamo rimpallandoci il manoscritto…ovvio abbiamo due approcci differenti..( tu sei di livello @ltissimo ) ma secondo me…tu hai una linea letteraria differentissima da come ho letto fino ad oggi. Cosa ci guadagnamo? Niente…lettere, parole…e commenti…ed io..sicuramente quel sospiro che ancora non ho avuto.
        Ultina cosa Carver è un luogo comune…se hai fatto più di 10 corsi di scrittura cretiva lo sai…ma ne bastava 1 per capirlo. Oltrepassiamo il Carvet di scena…è un effetto…la scrittura è emozione…sempre secondo il lettore. Anni fa ho letto un libro di un poeta contadino del 1938…era analfabeta…e per scriverlo aveva necessità di una persona che interpretando le sue immagini …ci raccontava cosa voleva dire. Ho pianto per giorni interi leggendo quelle parole…

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        1. Allora facciamo che leggi un mio racconto. Si può fare?
          Ma su Carver… no, su Carver no. È un luogo comune solo se lo fai essere un luogo comune. Lo è anche la O’Connor? Lo sono i diari della Woolf? Certo. Certo. Ci sono punti di vista diversi su ciò che leggiamo. Io adoro la Susani e nessuno o quasi sa chi è. Ma il nostro pdv comune è sull’emozione: sbaglio? Vuoi leggere qualcosa che ti muova, che cambi l’arredamento del tuo cervello. Ci sto, se è questo: io punto laggiù. Che poi non ci sia ancora riuscita sta nelle premesse: diariodiunascrittricefallita(e innamorata).

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          1. Pronto al racconto…ma il ping pong…dobbiamo farlo…e li vorrei solo che tu liberassi ogni tipo di idea per lavorare con un principiante che però adora come scrivi…quindi scrivendo con te..(.perché il ping pong ..è un manoscritto unificato su due correnti che lavorano una volta per uno…) potrebbe fornirti nell’ immediato i punti di collasso e darti nuove idee…oltre a crescere personalmente. Facciamo che mi scrivi sulla mail e mi invii il racconto. E quando sei pronta…procediamo con il progetto a due.
            Ma stai attenta…io sono un osso duro ..e scrivere per me rappresenta un mondo parallelo in cui mi svesto di tutto dedicandomi al progetto… Vorrei quel sospiro..e sono certo che tu hai qualcosa di magico nei tuoi fogli..perché di certo ciò che scrivi è molto intenso e parte da molto lontano…compiendo strani giri.che temo lo snaturano…almeno cosi mi sembra…la mia mail è sul blog…se sei pronta…io solitamente agisco la sera..di giorno..leggo.

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          2. Ok: mai sfidare la Luna: potrebbe prenderti in parola 😉 io sono invece un animale mattutino… saremo disasassati, ma il Tempo non conta

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          3. Adoro la luna..la sua forma perfetta, questo manifestarsi piena o a fette
            Adoro il colore che fa a botte con la notte…adoro quel suo esserci sempre..anche se non si vede. La Luna a differenza del sole si fa ammirare senza la pretesa di essere irraggiungibile e direi inoltre che dell’ universo è certamente padrona… Ammiro la Luna non la sfiderei mai…per me il concetto di sfida è un concentrato di magnifiche unioni che si susseguono. Così come se allungando il passo ogni cosa si trasforma in qualcosa di comune…dovrò spiegarla meglio questa…decisamente meglio

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          4. Per quanto riguarda i grandi che hai citato…non ti esprimero il mio parere..ti racconto questa cosa. Ho smesso di massacrarmi i sogni inseguendo queste flotte di adulatori letterari che leggono si ma non si nutrono…ho scoperto la bellezza dell’ autore sconosciuto…scoprendo bellezza inaudita, che posso conoscere e apprezzare…si i grandi…hai ragione ma andare il libreria oggi è diventato una tortura…leggo qualsiasi cosa…ma non sono trasportato…leggo di alcuni autori qui…tra cui…Moon e resto cosi …attirato dalle loro parole, le riflessioni le giornate…le meravigliose visioni… Ho la testa piena di tutto …ma la bellezza di un’opera fatta bene ultimamente latita. Riparto da qui dalla superfice della terra…dove incontri la massaia scrittrice e l’avvocato esausto..ma oltrepasso l’etichetta ( almeno nella scrittura ) leggo per scoprire che alcuni sono scrittori fatti e finiti. Ecco cosa provo …leggo…Runa o Franz..o Moon o Daniele Corbo ( e potrei citartene altri 100) e leggo di meravigliose anime…ricche di spunti e strapiene di poesia e parole uniche. Non mi servono più i grandi…scopro che la grandezza ha un tocco semplice e spesso lo dimentichiamo.

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  2. Hai mai fatto un giro qui sopra? http://www.danaelibri.it/rifugio/rifugio.asp
    E’ un sito a cui ho collaborato per tanti anni e dal quale ho tratto spesso vari suggerimenti utili. Come forse hai visto nel mio blog ho pubblicato diversi romanzi: alcuni anni fa ed uno recentemente, cercando sempre di divertirmi, per farmi leggere dagli amici e anche da qualche sconosciuto, ma sempre senza grandi aspettative. le logiche che stanno dietro all’editoria esulano dal piacere della scrittura. E una volta che riuscirai a pubblicare un romanzo ti accorgerai che non sei arrivata alla meta, ma in realtà hai appena iniziato. Peccato che tutto quello che viene dopo (e che sarebbe in teoria assolutamente necessario, almeno quanto lo scrivere un bel romanzo) diventa, se fatto bene, un vero e proprio lavoro. L’unica regola che mi ero dato quando ho cominciato a cercare di pubblicare le mie cose era di non tirar fuori una lira (va be’ so antico…un euro!). Non per tirchieria, ma perché pagare qualcuno per farmi pubblicare mi sembrava molto simile al dover pagare una donna per fare sesso. se avessi trovato qualcuno a cui piacevano le mie cose bene, altrimenti….c’è sempre yuoporn! Va be’, non divaghiamo. Il problema è che pur avendo trovato non uno, bensì due editori disposti a pubblicarmi gratuitamente, la diffusione dei libri poi è sempre stata abbastanza deficitaria e lasciata alla iniziativa dell’autore. Che però fa un altro mestiere nella vita e non ha né il tempo, né la voglia di andare in giro a sbattersi per vendere più copie. Comunque, alla fine della fiera, debbo dire che pubblicare un romanzo è molto soddisfacente, però mai quanto scriverne uno! Ora però fatti un giro sul “rifugio” che vedrai che qualche idea buona la ritrovi

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    1. Grazie, non ricordo, così su due piedi, se ho già visto questo sito. Mi dice qualcosa, in realtà … sono d’accordo su tutta la linea. Hai scritto cose giuste: niente casa editrice a pagamento… quello che cerco da anni è solo scrivere bene. E sono ancora all’inizio, perché il tempo è poco, ora, quindi sono ferma, diciamo così. Poi c’è il Censore. Che comunque scrivendo qui piano piano inizia a farsi meno forte, devo dire. E quando scriverò qualcosa di davvero bello lo saprò e non dovrò sbattermi troppo. Sarà quello il mio risultato.

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