Lettera non spedita n. x

Post 18
Caro Tizio della Luna,
Eccomi ancora qui, in questo spazio che non sarà mai nostro, ma solo mio. È lo spazio delle Lettere Non Spedite (LNS) a te, hai proprio una cartella sul mio Mac, una cartella con un nome poco fantasioso, in effetti: LNS a TDL.
Questa è la numero x. Perché ho perso il conto e sono troppo pigra per farlo adesso, allora questa sarà solo la numero x, che non serve altro. Tanto qui il Tempo non conta, conta solo quello che ancora mi ostino a sentire quando ti vedo, come oggi, quando sei arrivato e ti sei seduto, da solo, al tavolo del Ristorante che sai essere quello che riesco a vedere da ogni angolo della sala. E le tue parole sussurrate, perché, cavolo, non ce la fai proprio a dirle con un tono di voce normale, devi per forza dire le cose come se fossero un segreto erotico, e allora mi fai pensare a quello, a te che mi esplori, alla tua bocca vicino all’orecchio, e tutto, lo vuoi capire che tutto diventa più difficile? Ma lo fai apposta? E anche quel leggero sfiorarmi la mano, quando ti porgo il piatto… e quel sorriso un po’ malinconico quando te ne vai… insomma. Così non me la rendi facile, caro mio. Io che in testa ho solo questo: infilarti nell’oblio. E tu che mi parli delle tue piccole cose, tra una caraffa di acqua e un caffè, tutte le tue parole mi restano dentro e io che vorrei poter smuovere i monti per poterti stare vicina in una piccolissima difficoltà come Non si accende più la macchina, mi trasformerò in meccanico per te, so guardare i livelli, magari ti cambio la guarnizione di testa o il motorino di avviamento.
Il fatto è che sento che non è finita.
Sento che c’è ancora qualcosa.
E lo so che potrebbe essere( sì, uso il condizionale, ma non dovrei) solo la mia immaginazione, ma nei tuoi occhi io lo vedo un pezzo di me, io lo vedo che una piccola parte di Luna ancora la guardi, magari la notte, magari quando sei da solo, magari pensi ogni tanto alle sensazioni che ti ho dato, alle canzoni, alle parole, alle mie labbra, a quella maglietta che mi hai regalato e che non riesco a indossare per paura di sciuparla, a quella Casa che eravamo, anche se lo so che non era reale, che era nei nostri sogni, nei nostri Forse e nei nostri Però.
Me ne sono andata io.
Lo so.
Tu mi avresti tenuto con te, in un modo o nell’altro.
Ma sarei stata una seconda scelta.
E io non me lo merito.
Ma non so se sto aspettando di dimenticarti.
O sto aspettando Te.

6 pensieri riguardo “Lettera non spedita n. x

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