Il Cerchio di Moon e Ale

post 9

Ci sono giorni, come questo, in cui penso che l’amicizia sia fondamentale per una persona. Almeno lo è per una persona come me. 

Devo essere sincera, non ho sempre creduto ciecamente nell’amicizia, l’ho sempre considerata una cosa fasulla, un po’ come l’amore. La mia militanza nel Partito dei cinici è stata ferrea, è stato tutto un Yes Sir! dall’età di tredici anni, più o meno, dall’età della mia prime delusioni, amicizia e amore, roba che forse era influenzata dagli ormoni ballerini e dall’ingenuità, insomma la mia prima cotta mi disse che somigliavo a un ranocchio, la mia prima amica mi ha tradito fregandosi il merito di un progetto a cui io avevo lavorato da sola. Un inizio con il piede sbagliato nella Moonlife. 

Poi a vent’anni ho conosciuto Ale. La donna migliore che conosca. La persona migliore che conosca. L’essere vivente migliore che conosca. 

Ale è. Punto. Senza dire altro.  

È completamente diversa da me.

Ma non mi giudica.

È una grande ascoltatrice.

Ma ama parlarmi di sè.

È un’amante della birra.

E questo ci accomuna.

Lei è semplicemente la mia anima gemella, esiste solo per me, e io mi sento di esistere solo per lei. Ma abbiamo delle vite completamente separate. È qualcosa che faccio fatica a spiegare. 

Visto che mia madre si è scoperta lesbica a cinquant’anni, come è ovvio e di rito, mi sono fatta delle domande. Non che non me lo fossi poste anche prima, la mia generazione lo ha imposto di sicuro, meno forse della generazione di mia figlia, ma più di quella dei miei genitori. E queste domande me le sono poste con lei. Era l’unica a cui potevo affidarmi. Abbiamo risolto con lo stesso pensiero: è come se ci amassimo, ma senza l’urgenza che mette addosso il sesso. È come un amore platonico. E io la catalogo come Amicizia vera. 

Dopo di lei ne ho cercate altre. 

Nessuna è come lei, sia donna che uomo, ma ho scoperto altre forme d’amore che non pensavo possibili. E devo tutto ad Ale. 

Ora posso parlare di Cerchia, un po’ come se fossi in Google +, ma nella realtà. Ho scoperto che ci sono persone che faccio entrare nella mia zona, un cerchio che traccio intorno a me e che TDL chiama Cerchio di Moon (C.M.). Quelle persone sono dentro. E per uscire dal CM ci sono solo due possibilità: o la fai immensa (il mio ex ne è uscito proprio così) o te ne vuoi andare. 

Chi vuole restare nel CM lo fa a suo rischio e pericolo. Il rischio è quello che si corre con una Bulimica di Vita (B.V.) come me, il pericolo è affezionarsi troppo. In ogni caso la vita può essere sconvolta da pensieri che scavano in profondità, che non danno nulla per scontato, che fanno guardare il mondo con occhiali tristi, in certi giorni, o occhiali fluo, in altri. Su questo non posso farci proprio nulla….

6 pensieri riguardo “Il Cerchio di Moon e Ale

  1. Rieccomi! Anch’io con le amicizie ho sempre avuto un rapporto altalenante.
    Fino al penultimo anno di superiori non avevo nessun problema con i miei amici: in pratica coincidevano con i miei compagni di classe, e avevo un ottimo rapporto con tutti loro. Poi, per motivi che sarebbero troppo lunghi da spiegare ma che non dipesero da me, negli ultimi 2 anni delle superiori i miei compagni di classe da amici diventarono nemici, e quindi mi ritrovai praticamente da solo.
    La situazione non migliorò all’università: tra tutti i miei compagni di classe trovai soltanto 2 ragazze con le quali poter costruire un’amicizia degna di questo nome, con tutti gli altri il rapporto era quasi inesistente. Peraltro, anche il rapporto con queste 2 ragazze non fu sempre rose e fiori. Insomma, possiamo dire che ho passato 7 anni di solitudine quasi completa: gli ultimi 2 anni delle superiori + i 5 dell’università.
    La situazione è migliorata proprio sul finire della mia esperienza universitaria, quando ormai capitavo in facoltà soltanto per incontrarmi con la mia relatrice: in quegli ultimi mesi prima della laurea conobbi in treno i miei amici ballerini, quelli a cui ho dedicato un post 2 anni fa, e grazie a loro uscii dal mio lunghissimo periodo di isolamento quasi totale.
    Poi cominciai a lavorare, e questo mi dette modo di conoscere tantissime persone nuove a getto continuo: con alcune di loro il rapporto è durato soltanto per il periodo in cui abbiamo lavorato insieme, ma ho avuto modo di costruire anche dei legami più forti, che sono sopravvissuti anche quando dal punto di vista lavorativo abbiamo preso delle strade diverse.
    Un altro evento positivo degli ultimi anni è stato il ricongiungimento con un mio carissimo amico d’infanzia, il macellaio di cui ho parlato nel mio penultimo post. Tra tutti i miei amici lui è senza dubbio uno di quelli su cui posso fare più affidamento, perché ha una dote molto rara: il coraggio di rimproverarmi anche aspramente quando ritiene che io stia prendendo una brutta strada.
    2 anni fa dedicai un post anche ad un’altra mia carissima amica (ed ex collega), Valeria. Proprio perché ero così attaccato a lei, ci rimasi malissimo quando l’Estate scorsa tornai in Liguria (dove ci eravamo conosciuti e dove lei abita tuttora), le proposi di approfittare della mia vacanza lì per rivederci, e lei sostanzialmente mi snobbò. Provai a fissare un incontro tramite chiamata, per sms e per mail, ma non ricevetti mai nessuna risposta. Tuttavia decisi di non legarmela al dito: l’affetto per lei superava di gran lunga il disappunto per la sua decisione di evitarmi senza motivo. Così quest’Estate, quando sono tornato ancora una volta in Liguria, le ho proposto nuovamente un incontro: stavolta lei ha accettato, ci siamo visti e siamo stati benissimo. Questo mi ha fatto capire che ho fatto bene a mettere da parte l’orgoglio, e a tentare di salvare il nostro rapporto nonostante lei non se lo meritasse affatto. Ritieni anche tu che io abbia fatto bene, o secondo te avrei dovuto lasciarla lì dov’era?

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    1. Sono onesta, io ritengo che tu abbia fatto bene a insistere … l’amicizia è comunque importante, e se ci si arrende dopo una prima delusione , specie dopo anni di solidarietà , allora mi sa che avremo un futuro di solitudine… come ho letto in questi giorni su un post( e che condivido in pieno) siamo animali sociali …

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  2. Ma che effetto fa scoprire una cosa del genere (parlo di tua mamma)? Scusa se faccio una domanda personale. Posto che ognuno è assolutamente libero di esprimere la propria affettività come meglio crede e come la natura lo indirizza, ma pensare ad uno dei miei che ad un certo punto si scopre “diverso” da quello che io per una vita avevo pensato essere, debbo dire che mi avrebbe fatto andare fuori di testa.

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    1. A me non ha fatto praticamente effetto. Mi ha cresciuto lei, quindi sono molto open mind… piuttosto è stata lei a vergognarsene un po’ all’inizio. Ma ormai sono passati molti anni …

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